Wilhelm Reich | Monte Cerignone e dintorni

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Massaggiare l’anima

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Una serata dimostrativa con il Prof. Gilberto Bianchi e Fabio Lepri per introdurre e conoscere i contenuti dei trattamenti individuali e dei corsi relativi alle tecniche create da Jack Painter.

La peste emozionale

Il termine di << peste emozionale >> non ha un significato diffamatorio. Non riguarda la malvagità conscia, la degenerazione morale o biologica, l’immoralità e così via. Un organismo a cui è stata tolta la possibilità sin dalla nascita della locomozione naturale, sviluppa forme artificiali di locomozione. Un simile organismo zoppica  oppure si serve di grucce. Allo stesso modo un individuo si muove nella vita servendosi dei mezzi della peste emozionale, se sin dalla nascita sono state soppresse le naturali manifestazioni vitali dell’autoregolazione. L’appestato emozionale zoppica caratterialmente. La peste emozionale è una biopatia cronica dell’organismo… Essa fece la sua comparsa nella società umana insieme alla prima repressione a livello di massa della vita amorosa genitale; essa divenne un’endemia che flagella la popolazione della terra da migliaia di anni. Gli effetti della peste emozionale sono riscontrabili sia nell’organismo che nella vita sociale. La peste passa periodicamente dallo stato endemico a quello  epidemico, allo stesso modo di qualsiasi altra pestilenza, come per esempio la peste bubbonica o il colera. Le esplosioni epidemiche della pestilenza emozionale si manifestano in gigantesche esplosioni di sadismo e di criminalità, in piccolo e grande stile. L’Inquisizione cattolica del Medioevo rappresentò una simile esplosione epidemica, il fascismo internazionale del XX secolo un’altra. Se non considerassimo la peste emozionale come una malattia nel senso stretto della parola, rischieremmo di mobilitare il randello della polizia anziché  la medicina e l’educazione. E’ tipico  della peste il fatto che essa renda necessario il randello e che in questo modo riproduca se stessa. Nonostante la minaccia della vita che rappresenta, non verrà mai domata dal randello della polizia…

Un comportamento naturalmente sano non può essere disturbato o annientato da nessun intervento veramente terapeutico. Non esiste ad esempio nessun mezzo di tipo razionale per  << guarire >> , cioè disturbare, un felice rapporto amoroso. Ma si può eliminare un sintomo nevrotico;…

Si può quindi guarire l’avidità di denaro, che è un tratto caratteriale tipico della peste emozionale, ma non si può guarire la generosità pecuniaria. Si può guarire l’atuzia subdola, ma non si può guarire la franchezza caratteriale. La reazione della peste emozionale è paragonabile, sul piano clinico, alla impotenza, difetto che si può eliminare, quindi guarire. Invece la potenza genitale è << inguaribile >>….

L’appestato emozionale  si differenzia dall’individuo sano per il fatto che pretende che la realizzazione delle sue esigenze di vita  non sia compiuta  da lui stesso, ma soprattutto dal mondo che lo circonda…

Vediamo subito che la peste emozionale infuria proprio nei campi vitali più importanti: il misticismo nella sua forma più distruttiva; la mania passiva e attiva di autorità; il moralismo; il politicantismo partitico; la peste familiare; le misure educative sadiche, la sopportazione masochista di simile misure educative oppure la ribellione criminale verso di esse; il pettegolezzo e la diffamazione; il burocratismo autoritario; l’ideologia imperialistica della guerra; racket; l’asocialità criminale; la pornografia; l’usura; l’odio razziale. Vediamo che il campo della peste emozionale coincide pressappoco con il vasto campo  dei mali sociali che sono stati combattuti da tutti i movimenti per la libertà sociale.

Con una leggera imprecisione si potrebbe mettere allo stesso livello la peste emozionale e la << reazione politica >> e forse addirittura il principio della politica in genere. Per fare questo in modo corretto bisogna applicare  il principio  fondamentale di tutte le politiche, e cioè la sete di potere e gli imbrogli, a tutti i diversi campi vitali dove non si parla di politica nel senso comune  della parola. Per esempio, una madre che si serve dei metodi della politica per estraniare suo figlio dal marito, rientrerebbe in questo concetto ampliato della peste emozionale politica; lo stesso dicasi di uno scienziato che avanza socialmente nella sua carriera non per le sue conquiste obiettive, ma ricorrendo agli intrighi, per occupare un posto sociale che non corrisponde in alcun modo alle sue realizzazioni… il nocciolo biofisiologico comune a tutte le forme di peste emozionale è l’ingorgo sessuale biologico…



Wilhelm Reich

Integrazione posturale

L’integrazione posturale è un metodo di lavoro sul corpo che però prende in considerazione l'intero essere  psicosomatico. Il suo ideatore, Jack Painter, prima di realizzare l’integrazione della persona, ha saputo integrare teorie e metodi assai diversi: Reich, Lowen, Rolf, l’agopuntura, la gestalt, lo shiatsu e altri ancora. Ne è risultato un metodo di lavoro di straordinaria efficacia, capace di sciogliere antiche armature e ridare sensibilità ed elasticità fisica e affettiva; mentre il corpo, sapientemente “stirato”, riacquista l’armonia, la leggerezza e il diritto al piacere, i sentimenti si approfondiscono, si fanno più intensi, più autentici. Ecco come la presenta lo stesso Jack Painter:

<<Se non conoscete l'integrazione posturale, presenziare a una seduta potrebbe riservarvi delle sorprese. Vi potrebbe capitare di vedere l'integratore chino sul cliente mentre preme con forza mani e dita e quest' ultimo che sospira; si lamenta, grida e scalcia; oppure potreste coglierlo ad accarezzare il cliente, stimolandolo a respirare profondamente e a stabilire un dialogo con lui, uno scambio di sentimenti, di idee e di scelte. Che impressione può farvi. un simile spettacolo? Potrebbe apparire come un culto, Un rito o addirittura una perversione. Tuttavia questa attività alquanto insolita fa parte di un processo facilmente accettabile e comprensibile, che ci aiuta a stare meglio e a essere più presenti. È un modo per rilasciare gradualmente la tensione muscolare, per mettere a nudo le frustrazioni che risalgono all'infanzia e gli atteggiamenti negativi, un modo per scoprire e far emergere la parte ricettiva, responsabile e vibrante che sonnecchia in ognuno di noi. L'integrazione posturale è « posturale» perché la sua funzione consiste nel rilasciare gli atteggiamenti rigidi e quell' abito mentale, fisico ed emotivo,che ci siamo costruiti, quasi senza accorgercene, per poter affrontare la realtà. Pensate a quanti trucchi dovete ricorrere per superare certe giornate, a come riuscite a motivare il fatto di alzarvi alla mattina o a tenervi su evitando di soffermarvi sui pensieri negativi, a come sapete mostrare la parte migliore di voi quando volete far buona impressione su qualcuno. Anche se in genere questo modo di comportarci è diventato per noi una seconda natura, spesso inconscia, tali atteggiamenti ci giovano fino a un certo punto. Ci proteggono dal dolore e dalla confusione, ma al tempo stesso ci limitano e, considerati tutti assieme, costituiscono una rigida struttura, un'armatura che pone un freno alla nostra spontaneità. L'integrazione posturale è, tra l'altro, un processo che ci aiuta a liberarci di questa armatura, fatta di tensione, sentimenti repressi e pensieri ripetitivi, attraverso il contatto fisico diretto con l'integratore. Questi, attraverso una pressione profonda nel nostro tessuto corporeo, ci permette di sentire fino in fondo e coscientemente la nostra armatura difensiva e di abbandonare l'eccessivo controllo che abbiamo sviluppato su noi stessi. L'integrazione posturale consiste quindi nel rilasciarsi, è una riscoperta della flessibilità infantile ormai dimenticata, una liberazione delle energie che normalmente non sfruttiamo. L'integrazione posturale è «integrazione» in quanto ci aiuta a inserire le energie e le libertà ritrovate nella vita quotidiana. Quando cominciamo a sederci, ad alzarci, a camminare, a sentire e a pensare più spontaneamente, non abbandoniamo del tutto le vecchie abitudini e i vecchi atteggiamenti. Può capitare ancora di assumere pose scorrette, atteggiamenti di difesa, di essere negativi o ottimisti, ma il legame  con questi modelli non è più così saldo, perché essi non rappresentano più il centro da cui vediamo e sperimentiamo la vita. Si tentano, movimenti, sentimenti e atteggiamenti nuovi, fino a quando diventano a loro volta modelli comportamentali consueti, ricchi di energia, che si può liberare o scaricare. In effetti, accumulare energia, scaricarla e trovare nuove fonti da cui trarla costituisce un processo a ciclo continuo. L'integrazione consiste nel trovare dentro di noi il « centro », lasciando che fluisca liberamente, in tutte le nostre attività ed esperienze, il ciclo di carico e di scarico di energia. L'integratore pratica manipolazioni profonde e coordinate, non solo per rilasciare le, tensioni e mettere a nudo le difese, ma soprattutto per armonizzare le diverse parti del corpo e incoraggiare il cliente ad accettare la sua propria individualità, il suo modo personale di vivere le proprie emozioni, i propri pensieri. A questo punto potreste chiedervi: non si tratta del tipo di rilasciamento e di integrazione a cui tende la nuova medicina globale? Che cosa differenzia l'integrazione posturale dagli altri metodi? Gran parte delle nuove terapie globali tende proprio alla libera circolazione dell' energia nel corpo umano e io sono tra i sostenitori dell'efficacia di questo nuovo metodo.
L'integrazione posturale è per me un metodo di lavoro per arrivare al cambiamento dell'individuo, ma non si tratta di un cambiamento fine a se stesso. Troppo spesso ho visto gli effetti negativi e devastanti provocati dalla liberazione di aspetti isolati del corpo e della personalità, a scapito di tutto un insieme di atteggiamenti e di comportamenti abituali. Il cambiamento che ci permette di sviluppare e di realizzare il nostro potenziale deve riguardare tutti gli aspetti dell'essere: deve agire simultaneamente e in modo unitario nell'immediatezza dell'esperienza.
Il corpo funziona assieme alla mente, costituendo un'unità che si manifesta in tutti gli aspetti dell'attività fisica, emotiva e cognitiva. In altre parole, il nostro io interiore, la parte di noi più passiva e ricettiva, che utilizza i muscoli profondi e intrinseci per determinare il nostro comportamento, agisce in relazione con l'io esteriore, la parte attiva che si esprime attraverso i muscoli esterni e ci spinge a compiere le nostre attività. Nel processo di integrazione il cambiamento deve avvenire a partire dal « centro» dell'individuo e che deve prodursi in una certa direzione e avere un certo equilibrio. Posso anche diventare più malleabile e più flessibile, ma, se la mia energia non fluisce in un ciclo continuo, a poco a poco mi sentirò confuso ed esausto e alla fine tornerò a erigere difese contro la spontaneità e la vitalità.

I cambiamenti profondi non avvengono solo nel cliente, ma anche nell'integratore. Se non vi è una significativa trasmissione di energia, qualsiasi cambiamento apparente del corpo e della mente sarà superficiale, si tratterà di un semplice riassestamento delle vecchie abitudini, di un modo sottile di manipolarsi a vicenda, e non di un movimento più profondo e condiviso da entrambi verso l'apertura, la flessibilità, la crescita.


Jim era una persona piuttosto evasiva. Di fronte a qualsiasi cosa spiacevole diventava isterico fino alpunto di urlare e di fuggire. Le prime sedute con lui furono piuttosto inconcludenti. Le prime volte, quando provai l'integrazione posturale, si ritraeva urlando: « Non mi tocchi! » alla minima pressione. Gli spiegai allora che se non avesse accettato di confrontarsi con se stesso, facendo l'esperienza del dolore e della pressione, non avrei mai potuto aiutarlo. Accettò che aumentassi lentamente la pressione; continuò a gemere e a lamentarsi, ma non si ritrasse. Dopo sei sedute di lavoro in superficie, che consisteva soprattutto in molti esercizi di respirazione meditativa, finalmente mi permise di aumentare la pressione e per la prima volta fui in grado di iniziare a lavorare in profondità. Da quel momento è sempre stato ricettivo a questo tipo di lavoro e ha cominciato a condividere con me i suoi sentimenti di solitudine, che aveva nascosto dietro le sue iniziali reazioni negative.


Il corpo è accessibile, ma solo fin dove lo permettono la mente e l'emotività, e solo quando l'io interiore e quello esteriore cominciano ad agire in comunione. L' integratore utilizza le dita, i pugni e i gomiti per afferrare e risistemare quegli strati di tessuto, i fasci muscolari, che sono alla base del nostro sistema muscolare. L'integrazione posturale può quindi essere considerata un tipo di lavoro sul corpo; non perché il corpo sia trattato separatamente dallo spirito o perché spesso si inizia a lavorare con gli strati esterni del corpo, ma perché i tessuti che fasciano i nostri muscoli stanno, in modo tangibile, alla base del complesso « corpo-mente ». Questi tessuti sono immediatamente avvertibili al tatto, ma il lavoro sul tessuto muscolare superficiale è anche un lavoro sulle emozioni e sul pensiero, che interessa movimenti molto meno evidenti a livello del nostro essere interiore e della muscolatura profonda.>>

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