Articoli marcati con tag ‘Razzismo’
Le radici dell’odio
Anche in quell'occasione non riuscii a scrivere: dopotutto, a inoculare stronzate nei cervelli della gente ci avevano già pensato altri. E poi, perché violentarsi e sfuggire alla propria natura di spettatore/lettore passivo e impotente?
Quando non trovi le parole per raccontare il tuo disgusto; quando provi così tanta rabbia che ti riesce impossibile spiegarne il perché; quando ti maledici perché hai capito che, per l'ennesima volta, stanno giocando sporco e ti stanno prendendo in giro, dai un'occhiata alla rete: troverai sicuramente qualcuno in grado di schiarirti le idee. E magari ti sentirai pure meno solo.
Dal retropensiero al giallo all'incontrario
6 Dicembre 2010 - http://ilblogdilameduck.blogspot.com
Una ragazzina manca da casa da giorni e non si sa che fine abbia fatto ma questo è un giallo alla rovescia, un giallo il cui nastro sta scorrendo all'indietro, facendo percepire suoni sinistri ed inquietanti, come quei rock satanici che si dice siano nascosti nelle innocue canzonette.
L'unica cosa certa è che la ragazzina è sparita, non si trova. Non abbiamo ancora formalmente un delitto né un movente preciso perché manca la cosa più importante, la vittima, il cadavere.
Ma è poi così importante avere un cadavere se questo è un giallo all'incontrario, dove si parte dalla pena di morte inflitta all'indiziato anzi, a tutta la categoria alla quale appartiene e, con il tasto premuto del rewind, scorrendo tutta la vicenda all'indietro, forse ad un certo punto troveremo il momento del delitto? Ma ci importa veramente di sapere come è andata se sappiamo già chi è stato?
“I lavoratori extracomunitari sono senz’altro persone oneste, ma siccome il sospetto per il diverso è sempre un sospetto radicato, qualcuno di loro si faccia avanti per togliere questi retropensieri”.
Razze indifese
Quando presero gli ebrei, non dissi niente: non ero in effetti un ebreo.
Quando presero gli zingari, non dissi niente: non ero in effetti uno zingaro.
Quando presero i comunisti, non dissi niente: mica ero comunista.
Quando presero gli omosessuali, non dissi niente: mica ero un omosessuale.
Quando presero i socialisti, non dissi nulla: non ero un socialista.
Quando presero me, non c'era più nessuno che avrebbe potuto dire qualcosa.
Martin Niemöller (1892-1984)
Schedati perché nomadi
Se generalizzando ferisci
Fatta questa doverosa puntualizzazione, vado avanti dicendo che, generalmente, i rom che rubano i bambini (mica li rapiscono, loro li rubano proprio come si ruba l'argenteria e dopo, come l'argenteria, li rivendono un tanto al chilo) e massacrano a domicilio, come neanche in "Non aprite quella porta", onesti lavoratori che senza rubare un centesimo (generalmente) e con le nude mani si sono fatti la villa, esistono solo nella testa di Del Papa ed in quelle di qualche milione di raggirati (per usare un'espressione, a me diventata cara, rubata ad un commento pre-elettorale di bingel).
D'altronde, se generalizzando ferisci, generalizzando perisci.
L’uomo nero era bianco
12 DICEMBRE 2006
Stermina la famiglia, era libero per l'indulto.
Corriere della Sera
Uccide e brucia tre donne e il figlio. L'assassino era libero per l'indulto.
"Sapevamo che era violento ma lei per amore lo difendeva."
Repubblica
Strage ad Erba. Uccide moglie, figlioletto, suocera e vicina.
…più volte c'erano state violente liti in quella famiglia, liti provocate dall’aggressività dell’uomo, pregiudicato per spaccio e rapina. Un balordo alla cui vita tra libertà e carcere si era unita quella di Raffaella, ragazza di buona famiglia.
La Gazzetta del Mezzogiorno
C'è una belva in fuga con la licenza di uccidere.
"Abbiamo la netta sensazione — ha detto il procuratore Capo di Como Alessandro Maria Lodolini — che lo prenderemo in poche ore". Gli investigatori sono convinti sia stato lui a strangolare la convivente 30enne, il figlioletto di poco più di due anni e due vicini prima di dar fuoco alla casa.
Secondo una prima ricostruzione il tunisino ieri sera avrebbe litigato con la donna che avrebbe chiesto l’intervento della madre. Vista la pesante situazione sarebbero intervenuti anche due coniugi che abitano vicino. A questo punto il tunisino si sarebbe avventato contro tutti con furia selvaggia accoltellandoli e sgozzandoli, senza risparmiare neppure il piccino. Quindi, nella sua delirante azione, avrebbe dato fuoco ad una pila di libri che ha scatenato l’incendio.
Repubblica.it
Strage di Erba, è un mistero. Il tunisino scagionato dai tabulati
Anche se non ha compiuto materialmente la strage, per gli inquirenti non ci sarebbero dubbi che "nel bene o nel male sia coinvolto nella vicenda".
A delineare un altro scenario rispetto a quello finora descritto sui rapporti tra i due coniugi interviene anche l'avvocato Carlo Ghislanzoni di Erba che assisteva Raffaella in alcune cause di vicinato: "Lui la amava, lei lo contraccambiava. Era una coppia felice". Raffaella proprio stamani avrebbe dovuto andare nello studio legale per risolvere alcuni problemi di vicinato ["come? Scusa, puoi ripetere?" N.d.R.].
Repubblica.it
…secondo una nuova ipotesi investigativa, non si può escludere che ad agire non sia stata una sola persona, ma una banda forse nell’ambito di un regolamento di conti, forse qualcosa in sospeso che il tunisino Marzouk poteva avere con ambienti della malavita da lui ben conosciuti, visti i suoi precedenti penali.
Repubblica.it
13 DICEMBRE 2006
Ricostruendo una ipotetica dinamica dei fatti si può presumere che gli assassini siano arrivati con l’intento di trovare Azouz Marzouk e non trovandolo abbiano cercato di convincere Raffaella Castagna a svelare dove potesse trovarsi.
Repubblica.it
14 DICEMBRE 2006
Dopo aver trascorso la notte in casa dei propri parenti, ripetendo a tutti di non avere nessuna colpa, Azouz Marzouk, ha detto di non credere che la strage possa essere scattata per una vendetta nei suoi confronti: "Non ne so assolutamente nulla, io amavo moltissimo mia moglie, volevo bene al mio bambino – ha ripetuto più volte -. Non credo di essere finito in guai tali da provocare una reazione del genere: nè io, nè quelli che conosco sono delle bestie, degli animali come quelli che hanno fatto una tale strage".
Corriere.it
Da un anno e mezzo la Guardia di finanza della compagnia di Erba e del comando provinciale di Como sta svolgendo una vasta indagine su un traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, che coinvolge direttamente Azouz Marzouk, il venticinquenne tunisino considerato baricentro delle indagini per risalire ai feroci killer che lunedì sera hanno compiuto il massacro di via Diaz a Erba.
Repubblica.it
"Lo sgarro – a detta del 25enne tunisino – sarebbe avvenuto "durante una partita di calcio dentro il carcere del 'Bassone' di Como", quando ebbe un violento alterco con alcuni pregiudicati calabresi. "Quella volta me l'avevano giurata. Mi avevano detto: tu sei un uomo già morto". Tuttavia la storiella della discussione per quattro pedate ad un pallone viene presa con le molle dagli investigatori. Potrebbe anche essere una forma di depistaggio. Tre anni fa Marzouk era già finito in carcere per spaccio.
Affari Italiani On Line
…è convinzione degli investigatori che la verità vada cercata in quei traffici di droga. In quel contesto potrebbe essere avvenuto lo ‘sgarro’ così inaccettabile da determinare una sentenza di morte che, probabilmente, era stata pronunciata contro di lui. Non avendolo trovato, i killer si sono sfogati sulla povera ed innocente Raffaella e sul povero ed ancor più innocente Youssuf sgozzato, forse, solo per convincere la moglie del tunisino a dire dove si era rifugiato il marito.
Repubblica.it
Il criminologo Lavorino ad Affari: "A commettere la strage di Erba sono stati killer non italiani".
"Soggetti che hanno la stessa cultura del padre, anche se non va dimenticato che la madre spaziava sempre in quel tipo di contesto e di ambienti. Potrebbe esserci una sovrapposizione di aree e di moventi".
Affari Italiani On Line
"Dopo quello che è successo è nostro legittimo diritto avere paura e ci aspettiamo un minimo di protezione". Lo dice Pietro Castagna, fratello di Raffaella, uccisa lunedì sera nel suo appartamento di via Diaz a Erba insieme al figlioletto di 2 anni, alla madre e ad una vicina di casa.
"Mio cognato dice di non sapere perché è successo tutto questo. Lui, invece, lo sa benissimo e faccia quei nomi. Non è l'esecutore materiale ma morale, perché se non avesse condotto una vita sregolata spacciando droga, tutto questo non sarebbe accaduto".
Affari Italiani On Line
15 DICEMBRE 2006
Il feroce killer che lunedì sera ha compiuto la strage di via Diaz a Erba (Como) potrebbe nascondersi tra una ristretta cerchia di magrebini.
È una delle ipotesi investigative che hanno portato nelle ultime ore gli inquirenti a dirottare la loro attenzione su una decina di nordafricani che controllano il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti nella zona dell’Erbese.
Repubblica.it
Nuovo lungo interrogatorio per Azouz Marzouk.
Repubblica.it
16 DICEMBRE 2006
Strage Erba: Marzouk si ferisce durante interrogatorio.
Un gesto dettato dalla disperazione, un autolesionismo che ha portato Azouz Marzouk a picchiare violentemente la testa contro un muro con il risultato che ora va in giro con il ‘collarino’.
Repubblica.it
7 GENNAIO 2006
Con la prova che forniranno i Ris, unitamente alla testimonianza di Frigerio, unico scampato, gli investigatori andranno dal gip per chiedergli di firmare l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l'ipotesi di reato di omicidio volontario plurimo e pluriaggravato, così come recitano le tre informazioni di garanzia che hanno raggiunto il vicino di casa di Raffaella Castagna, con la quale da anni aveva forti dissapori insieme alla moglie, un giovane extracomunitario ["perché l'uomo nero c'entra sempre" N.d.R.] che, come il netturbino, ha una corporatura tale da corrispondere a quella descritta dal supertestimone. E la terza persona indagata, un buon conoscente della famiglia Castagna.
Repubblica.it
11 GENNAIO 2007
E' stata Rosa Bazzi ad uccidere il piccolo Youssef. L'ha ammesso lei stessa durante il lungo interrogatorio, dieci ore, a cui è stata sottoposta questa notte insieme al marito. "Una confessione piena", come l'ha definita il giudice. Tutto adesso è chiaro: il movente, "banale litigiosità"; le armi utilizzate, "un coltello piuttosto grosso, uno più piccolo ed un pesante oggetto contudente poi distrutte"; la premeditazione "almeno per tre dei quattro delitti".
La dinamica della strage. L'ha tracciata il Pm per grandi linee. Hanno agito insieme Olindo Romano e sua moglie. I coniugi sono entrati nell'appartamento con un pretesto. Lui ha ucciso Raffaella, lei ha tagliato la gola a Youssef di due anni: "Quel bambino piangeva e io l'ho colpito". Ma prima, su di lui, si è accanita. L'ha colpito al braccio e alle mani. C'è un ematoma e alcuni tagli sul corpo e sulle manine a dimostrarlo.
Per compiere i delitti hanno usato due armi da taglio ed una contundente, una spranga di ferro che poi hanno distrutto. Dei coltelli e della spranga ormai non c'è traccia, sono finiti in un inceneritore. Subito dopo il massacro hanno appiccato l'incendio, anche questo programmato.
Repubblica.it

