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Mentre Zapatero si riduce lo stipendio e i politici di mezza Europa fingono di rinunciare a ridicoli privilegi quali le auto blu e minchiate del genere per convincere noi stupidi cittadini che ce la stanno mettendo tutta per combattere la nuova crisi che improvvisamente imperversa su Grecia ed Euro distogliendo la nostra attenzione dal ben più cospicuo malloppo che quotidianamente ci sottraggono; mentre la marea nera, anzi rossiccia, del golfo del Messico sembra destinata ad autoestinguersi solo allorché l'acqua di quella porzione d'oceano sarà talmente densa da autosaturare la falla apertasi nelle profondità marine al largo di Venice Beach; mentre in Italia si varano manovre da 24 miliardi di euro contando i pochi spiccioli recuperati attraverso lo scudo fiscale e progettando già ulteriori condoni edilizi, parandosi nel frattempo il culo attraverso leggi sulla privacy da far rabbrividire persino il caro Lucianone Moggi; mentre l'Eyjafjallajökul sta forse preparando la sua ultima zampata; mentre in Thailandia e Corea non si sa ancora bene cosa stia accadendo; mentre in questi giorni qualsiasi sia il canale su cui giri, mi ritrovo puntualmente di fronte quel bel faccione pulito e convincente di Maurizio Lupi pronto ad illustrare la truffa dell'ultimo minuto; ebbene, mentre accade tutto questo, George Soros e una manica di criminali di pari calibro, almeno stando alle parole di W. Tarpley, giornalista investigativo americano, stanno sgrafignando le proprie mani (oltre che i nostri soldi) dall'alto di qualche grattacielo di New York improvvisando un attacco senza precedenti all'economia di mezza Europa: http://www.youtube.com/watch?v=uMZY5yMmz9E (interessanti anche i commenti, a questo video).
Il Caucaso secondo LaRouche
22 agosto 2008 – fonte: Movisol
RUSSIA TODAY: Bene, focalizziamo l’attenzione su quanto accaduto nell’Ossezia meridionale: lei pensa che la guerra nell’Ossezia meridionale sia stata cominciata per colpire la Russia, e che si sia trattato di una provocazione ben congegnata?
LYNDON LAROUCHE: È parte di un’operazione diretta dai britannici con sostegno americano, pensata per distruggere la Russia con una serie di azioni di accerchiamento, esemplificate da quanto è accaduto, proprio di recente, in Polonia.
RUSSIA TODAY: Ora, che cosa pensa del modo in cui i media riferiscono su questo conflitto?
LYNDON LAROUCHE: Beh, per ora negli Stati Uniti abbiamo avuto resoconti, su ogni genere di cosa, che superano in disonestà quel che non vedevo da anni. La maggioranza dei servizi europei e americani sono stati pessimi. Nella maggioranza dei casi, lontani dalla verità.
RUSSIA TODAY: Che cosa pensa dell’Occidente, che chiude un occhio davanti a chi ha iniziato la guerra?
LYNDON LAROUCHE: Beh, la guerra è iniziata nella forma di un tentativo immediato di isolamento, di accerchiamento, per eliminare la Russia come fattore significativo, e spezzarle la volontà. Penso che il governo di Putin abbia risposto in modo abbastanza appropriato, agendo su stime d’intelligence corrette in merito alla natura della situazione creatasi.
RUSSIA TODAY: Quali interessi hanno gli Stati Uniti nel Caucaso, a suo parere?
LYNDON LAROUCHE: Nessun interesse particolare. Questa faccenda non rispecchia degli interessi statunitensi, in realtà. Piuttosto, è una faccenda in cui si muovono certe forze internazionali. Consideri il caso di George Soros: egli è di nazionalità britannica, opera contro gli Stati Uniti, è attivo in molte parti del mondo, ed è stato il principale artefice dell'attuale governo della Georgia. Soros è il rappresentante di un ramo del Foreign Office britannico, l’ente che sta sovraintendendo all’intera operazione in questione.
RUSSIA TODAY: Ma quanto potrebbe influenzare questo conflitto l’equilibrio tra le potenze mondiali, nel lungo periodo?
LYNDON LAROUCHE: Penso che siamo a rischio di una nuova crisi missilistica, paragonabile a quella del 1962, benché peggiore. Questo è il pericolo: siamo sul ciglio di un crollo generale del sistema monetario e finanziario mondiale. In periodi come questo si profilano i “cannoni d’agosto”. Stiamo parlando del rischio di terza guerra mondiale.
RUSSIA TODAY: Sig. LaRouche, La ringraziamo dei suoi commenti e del tempo concesso.
Abbiamo parlato con l’economista, filosofo e attivista politico americano Lyndon LaRouche, dalla Germania.
Fortunatamente, il calciatore del Milan Kakhaber Kaladze ci ricorda che basta avere fede, evitando di porre limiti alla provvidenza.
Il bustreng nelle mani di Soros
Capita spesso, al termine di una cena tra amici, di buttarla in politica, cosìccome accade spesso che se alla cena è presente qualche calciatore o qualche tifoso, si finisca per parlare di calcio.
Si racconta quindi dell'ultima legge salvapreviti, si cade sui soliti luoghi comuni del tipo "secondo me l'ultimo vero politico rimasto in Italia è Fini". Non ho mai capito perché. Poi entrano in gioco Bertinotti e i suoi mocassini. Se va bene si parla della questione morale. Poi come al solito scende in campo Berlusconi. Ed io ecco che mi sento dare del fascista. Poi si finisce a discutere dei deportati russi all'epoca di Stalin e allora via che vengo tacciato per comunista. Poi si parla un po' della P2, di Di Pietro e quindi entrano in scena "er piacione", D'Alema e compagnia bella.
Questi ancora non mi sono chiari per niente. Secondo me seguono la marea.
Poi ci si rende conto, come al solito, che sono venute a mancare le ideologie….e allora evviva i vecchi Piccì, Pissì, Pillì e Pirri, Diccì, Tiggì etc. etc.
Quindi scendono in campo Gattuso, Shevchenko e tutta la squadra del Milan, poi la Juve e quindi l'Inter. Punto.
Non è una cosa deprecabile, tuttavia non è neppure cosa positiva, mi fa riflettere sul fatto che gli argomenti di cui sappiamo discutere sono davvero pochi.
Siamo un branco di ignoranti e per questo meritiamo che gente come quella che governa il paese e più in generale il mondo, sia libera di derubarci impunemente e compiere crimini di ogni genere.
A differenza dei nostri genitori o dei nostri nonni e probabilmente dei nostri figli, abbiamo avuto praticamente tutti quanti, noi ragazzi della mia generazione, la possibilità di andare a scuola.
Colpa della scuola e dei professori dunque? In parte.
Colpa nostra? In parte.
Forse non tutti sono fatti per studiare, forse la scuola non è fatta a misura di tutti.
Forse una scuola diversa in grado di andare incontro anche ai più zucconi, ai più smemorati, ai meno intelligenti, ai più tonti, ai più svogliati, ai meno interessati sarebbe sicuramente più adatta a sfornare gente meno ignorante.
Le materie di studio, alle elementari, sono (o almeno lo erano quando andavo a scuola io) grosso modo quattro: matematica, letteratura, storia, geografia. Come si poteva pretendere che mentre la TV trasmetteva Goldrake, i ragazzini fossero interessati a Giulio Cesare o a Pitagora?
Così ecco che la scuola diventava un peso e mentre la maestra spiegava la scoperta dell'America o gli affluenti del Po' (non li ho mai imparati se non per ripeterli a memoria, la mattina dell'interrogazione) la nostra fantasia correva altrove, verso materie d'interesse più immediato.
Ricordo una giorno che c'era una lettura con un'illustrazione di un fiume in piena che si stava portando via di tutto.
La maestra mi sorprese a fantasticare ad alta voce: imitavo con la bocca, lo scorrere impetuoso dell'acqua disegnandone il percorso, con le dita, ricalcando l'illustrazione del libro. Chissà che viaggio mi stavo facendo.
La maestra non s'inquietò come d'abitudine (guai dire arrabbiare: i cani si arrabbiano! Vi ricordo inoltre che stiamo parlando della sig.ra Giorgini Zelinda e tutti sanno quanto fosse incazzereccia), per l'occasione si limitò a fare cenno di no con il capo (come a dire: questo non lo recuperiamo più!) dopo aver atteso qualche istante che l'attenzione di tutta la classe s'incentrasse su di me e che mi rendessi conto anch'io della situazione (devo ammettere che ci volle del tempo).
Probabilmente era di buon umore o probabilmente dovevo essere davvero buffo immerso completamente nel mio trip quasi come un autistico, fatto sta che me la sgavignai con una risata generale della classe e con un'ammonizione non eccessivamente rumorosa.
L'essere preso per matto però mi lasciò un po' di amaretto perché in fondo non facevo altro che fantasticare, come tutti i bambini, tanto più che io, avendo finito di leggere da tempo, stavo aspettando proprio loro che erano lì che non riuscivano a distinguere una a da una o (mi vogliano scusare i miei vecchi amici d'infanzia se dico queste cose).
Ricordo che a leggere ero velocissimo e non m'impuntavo, riuscivo persino a non essere cantilenante se mentre leggevo non pensavo ad altro e mi sforzavo di capire ciò che leggevo.
Il più delle volte però andavo proprio a razzo e per arrivare prima in fondo manco m'impegnavo a capire. Così spesso, mentre gli altri finivano la loro lettura, io avevo tempo utile per distrarmi e pensare ai cazzacci miei.
Probabilmente quelle letture dovevano essere d'una noia mortale.
Raramente mi rimanevano impresse e riuscivano a catturare la mia attenzione. A distanza di tutti questi anni ne ricordo si e no un paio.
Questo non significa che non fossero ben selezionate o comunque interessanti: semplicemente non lo erano per me e probabilmente neppure per gli altri bambini della mia stessa età.
Erano lontane anni luce da quello che c'interessava a noi che vivevamo la nostra infanzia a cavallo tra gli anni settanta e gli ottanta.
La televisione, coi cartoni animati, ci faceva viaggiare a mille all'ora (e all'epoca era ancora lenta rispetto ad oggi), i libri di scuola andavano al rallentatore.
La nostra rovina e di tutti quelli che sono seguiti? Forse sì.
Perchè la TV non richiede interattività, produce soggetti passivi.
La televisione ha creato un sacco di grandi aspettative ed illusioni, ci ha allontanati dai fatti della vita reale, c'ha a volte educati, c'ha spesso diseducati e raramente disillusi.
Solo a distanza di tempo mi rendo conto quanto avesse ragione mio babbo quando imprecando contro Bonolis (mi riferisco a bim bum bam) e compagnia bella, diceva che quella roba lì avrebbe finito per rimbambirci oltre che rovinarci la vista.
Ci ha tolto il gusto di vivere sulla nostra pelle emozioni importanti.
Siamo stati plasmati, proprio nei primi anni della nostra vita, quelli in cui ognuno di noi decide cosa sarà da grande, quasi come secondo un progetto sviluppato a tavolino da qualche intelligence governativa, attraverso un bombardamento incessante di un sacco di futilità ed aspettative spesso e volentieri sbagliate e disattese dal mondo reale, così la nostra attenzione è stata per sempre distratta dalle cose importanti e che contano.
Qiundi, mentre mio nonno inisteva per ascoltare alla TV il giornale radio (era cieco) io fremevo per cambiare canale e guardare GIG Robot d'acciaio.
Ma ora siamo grandi e continuiamo ad essere imbecilli.
Tutti ad impazzire dietro a un goal di Trezeguet.
La Juve ha ormai vinto una trentina di scudetti. Se facciamo una botta di conti la vecchia signora ha poco più di 100 anni: 100/30=1 scudetto ogni poco più di tre anni (le squadre quante sono?: non mi sembra una cosa equa e sportiva). Ma questo non dice ancora niente: ogni partita non è altro che un amplesso che si ripropone in maniera praticamente identica ogni domenica da più di un secolo. Possibile che non ci sia nient'altro di meglio e di più divertente da fare? …. o comunque qualcosa di nuovo?
Evidentemente no. Evidentemente la nostra vita si riduce a poche futili banalità che replichiamo ogni giorno fino alla morte.
Se facciamo un'esperienza interessante la vogliamo ricalcare illudendoci che la seconda volta sarà altrettanto interessante. E la novità?, è proprio questa che determina l'unicità di un'esperienza. Facendo il bis non ci si diverte più come la prima volta perché viene a mancare proprio questo elemento. Il gioco è bello finch'è corto.
E invece noi andiamo avanti all'infinito, campionato dietro campionato, coppa del mondo dietro coppa del mondo, sagra del bustreng dietro sagra del bustreng, a fare le stesse identiche cose. Lo sport non è certo cosa negativa, aiuta a stare in salute, sia fisica che mentale. Il gioco, la sfida sono gli elementi su cui fa leva. Lo sport. Ma quello che facciamo noi spesso è solo guardarlo alla TV, quello che ci danno a vedere poi non è altro che un'estremizzazione di qualcosa che era nato per servire come svago. Per non parlare poi del cancro del doping.
Loro dunque dopati, noi invece drogati, che è la stessa identica cosa e non possiamo fare a meno di quell'oppio che ci riempie la testa di quisquiglie distraendoci sette giorni su sette dalle cose che contano, o perlomeno dall'ampia gamma di possibilità che questo mondo ci sventaglia.
Ma quali sono le cose che contano? Questo sinceramente non lo so, sono sicuro però che quelle di cui sopra sono certamente sciocchezze.
Ma ora voglio rientrare da queste divagazioni e tornando al discorso iniziale relativo all'ignoranza, e aggiungendo che, come si suol dire "ogni popolo ha il governo che si merita" (mi sembra comunque che questi governi si assomiglino un po' tutti quanti) riporto di seguito una frase detta proprio ieri sera, ricordando le vittime della seconda guerra mondiale, ma riferendosi evidentemente anche a fatti più recenti, dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: "Non vogliamo in terra d'Europa nuovi cimiteri di guerra".
Se fossimo meno ignoranti potremmo forse evitare che il nostro capo di stato pronunci e ci dia ad intendere stronzate del genere.
Perché?
Perché se fossimo coscienti dell'operato del nostro presidente, essendo stato Ciampi governatore della Banca d'Italia ai tempi di tangentopoli e ai tempi degli attacchi speculativi della Soros & Co. (settembre 1992) che determinarono una svalutazione della lira di circa il 30%, avremmo forse potuto fare in modo che tale non diventasse, che la massa di politici che ci riempie la testa di stronzate rigasse più dritta.
E all'epoca Berlusca non era ancora sceso in campo.
Quindi riporto di seguito un estratto di un Dossier su George Soros curato dal Movimento Internazionale per i diritti civili. Vi chiederete: chi è Soros? Risposta: uno di quelli che, come il nostro presidente del consiglio, accumulano un centesimo ad ogni battito d'ali di farfalla.
Una di quelle persone che contano e che possono decidere delle sorti dell'economia di paesi come l'Italia attraverso astratte attività di speculazione ovvero comprando e vendendo titoli, dando semplicemente fiato alla bocca.
Un'eminenza grigia dunque finita, come dicevo, nel mirino del Movimento per la solidarietà.
Ma leggete quanto segue:
George Soros si fa beffe della magistratura italiana
Il 5 ottobre il mega speculatore George Soros, perdendo la flemma da affarista della City, ha deriso l’attività della magistratura italiana all’incontro organizzato all’hotel Omni Shoreham di Washington, alla presenza di centinaia di banchieri, economisti, politici e giornalisti internazionali nel contesto dell’incontro annuale del Fondo Monetario Internazionale.
Dopo che Soros aveva elaborato la sua analisi sulla crisi finanziaria mondiale, evitando accuratamente di menzionare il suo ruolo personale negli attacchi speculativi degli hedge funds contro le monete di molte nazioni, un giornalista dell’Executive Intelligence Review, lo ha sfidato pubblicamente:
Jeff Steinberg: "Perché non ha detto ai presenti che lei è sotto indagine giudiziaria da parte delle autorità italiane, così come da parte dei governi di Taiwan e di altri paesi asiatici e dell’Europa Centrale per le sue manipolazioni monetarie?"
George Soros: "So di essere sotto indagine da parte delle autorità italiane, ma agli italiani piace fare queste indagini e io non le considero serie!".
Gli uffici delle Procure di Napoli e di Roma stanno conducendo un’inchiesta sulle attività speculative di Soros & Co. che colpirono la lira nel settembre del 1992 e in varie altre occasioni nei mesi seguenti. La procedura è stata sollecitata da un esposto alla magistratura presentato nell’ottobre del 1995 da Paolo Raimondi, presidente del Movimento Internazionale per i Diritti Civili ? Solidarietà, organizzazione italiana associata con il movimento dell’economista e politico americano Lyndon LaRouche, l’autore della vera proposta per una nuova Bretton Woods contro il crollo finanziario in corso. A seguito dell’attacco speculativo di Soros, l’incompentenza e la complicità di personaggi italiani quali Carlo Azeglio Ciampi e Mario Draghi, allora rispettivamente governatore della Banca d’Italia e direttore generale del Tesoro, hanno regalato a Soros e agli speculatori 15.000 miliardi di lire, una perdita secca provocata da un utilizzo più complice che maldestro di riserve per 48 miliardi di dollari che non ha impedito una svalutazione della lira del 30%.
La magistratura italiana e le altre autorità responsabili per la difesa degli interessi economici nazionali sono state recentemente chiamate nuovamente a indagare su simili attività speculative soprattutto dopo la bancarotta dell’hedge fund LTCM, al quale George Soros è tutt’altro che estraneo. Come ha riportato anche la stampa nei giorni passati, l’Ufficio Italiano Cambi (UIC) ha partecipato nel LTCM con almeno 250 milioni di dollari di riserve della Banca d’Italia, soldi che hanno poi fornito la base per gigantesche operazioni di finanza derivata nella speculazione anche contro la lira.
A Washington George Soros ha poi perso le staffe quando l’EIR ha pubblicamente denunciato i suoi finaziamenti internazionali a organizzazioni e operazioni che promuovono la ‘droga libera’.
Steinberg:" Come giustifica la sua idea di una società aperta con il fatto di essere il più grande finanziatore di organizzazioni che promuovono la liberizzazione della droga?".
Soros: "È una bugia!"
Steinberg: "Ho partecipato a cinque conferenze organizzate dalla Drug Policy Foundation (DPF) che lei finanzia; e ho sentito con le mie orecchie quello che questi personaggi dicono dopo che le telecamere vengono spente. Promuovono la legalizzazione del crack e di ogni altra droga illegale."
Soros: "Io non l’ho mai incontrata in questi meeting".
Steinberg: "Devo ricordarle le date e i posti? Lei conosce [il presidente della DPF] Eric Sterling?"
Soros:"Vedo che lei è certamente un grand’uomo, ma questo è troppo. Me ne vado!"
Droga e speculazione sono le due facce della stessa medaglia.
Fonte: [ Solidarietà anno VI n. 5 – dicembre 1998]

