Francesco Piantelli | Monte Cerignone e dintorni

Articoli marcati con tag ‘Francesco Piantelli’

Eh si! Mi sa proprio che sia un gallo!

Pare che Torrealta & C. abbiano fatto un passo indietro rispetto alla tesi che hanno voluto far implicitamente passare nella loro inchiesta andata in onda lo scorso maggio su RaiNews24.

In tale inchiesta (che trovate in allegato al precedente post), gli autori hanno rivisitato le vicende legate alla questione Petroldragon riportandole in maniera tale da dipingere Rossi come un truffatore, un abbindolatore in grado di fregare tutti, dalle istituzioni agli accademici che lo avevano sostenuto e che avevano lavorato a stretto contatto con lui.

La tesi che si voleva far passare era dunque questa: se già allora Rossi era riuscito a fregare le persone con cui aveva lavorato, figuriamoci ora che è addirittura l'unico a conoscere la formula segreta dell'additivo utilizzato nel processo dell'e-cat.

Peccato però che tale inchiesta prendesse in considerazione testimonianze (per la verità molto poche) e fatti che ponevano Rossi solo in cattiva luce senza minimamente indagare, invece, sui fatti e sulle circostanze che hanno portato alla quasi completa assoluzione di Rossi stesso e senza praticamente menzionare questo dettaglio non da poco.

Insomma, un'inchiesta che ruotava abbastanza evidentemente intorno ad un pregiudizio di fondo nei confronti di Rossi. Un'inchiesta abbastanza approssimativa perché ad esempio non ha fatto minimamente luce sulla validità o meno del processo di trasformazione dei rifiuti in petrolio (cosa di cui non si è praticamente parlato). Un'inchiesta dove nessuno degli abbindolati (forse per vergogna) è stato intervistato.

Ma anche ammesso che Rossi, con la Petroldragon, sia riuscito a compiere una colossale truffa, ciò non sarebbe sufficiente a far smettere di funzionare l'e-cat qualora, una volta tolto il velo, tale apparato dimostrasse di continuare a produrre energia anche senza palesare trucchi o inganni di sorta.
C'è da dire un'altra cosa tra l'altro, ovvero che nonostante l'ampia letteratura (almeno paventata) di "truffe" in ambito di fusione fredda, nessuno è ancora riuscito a spiegare con un minimo di chiarezza e in maniera articolata quella che potrebbe essere la truffa ordita da Andrea Rossi.
Quindi, anche chi pensa che sia un truffatore, non ha per niente chiaro in cosa tale truffa potrebbe consistere. Si parla di finanziamenti, di possibili raggiri a danno degli eventuali acquirenti etc. ma nessuno pare essere in grado di spiegare come ciò, concretamente, potrebbe accadere. Non che sia indispensabile ma il fatto, comunque, che non ci sia un'ipotesi precisa in merito, considerata la quantità industriale di informazioni che abbiamo a disposizione, mi fa ben sperare.

Ora, inoltre, come mi è stato riportato da Daniele Passerini, l'amministratore del blog "22 passi d'amore e dintorni", pare che gli autori di tale inchiesta abbiano fatto diversi passi indietro in merito alla posizione assunta tramite la stessa. Questo fatto e tanti altri dettagli fanno ulteriormente ben pensare anche se ovviamente non fugano completamente, dati i suoi trascorsi, i dubbi su Rossi.

Però vanno considerate anche le seguenti circostanze:

- dall' aprile scorso è in atto una sorta di guerra dei brevetti tra Rossi e Piantelli. Difficile pensare che siano entrambi dei truffatori e che si stiano scannando per il nulla.

- ormai i riflettori di mezzo mondo (una quantità imprecisata di personalità del mondo scientifico sono state scomodate per assistere alle dimostrazioni fatte con l'e-cat) sono puntati sulla vicenda e-cat e credo che in tali condizioni, portare a compimento una truffa divenga cosa sempre più ardua. Se Rossi dovesse riuscirci meriterebbe un Nobel soltanto per questo.

- gente del calibro di Focardi e Levi (uno professore emerito dell'Università di Bologna, l'altro a capo del Distretto di Fisica della stessa Università), del prof. Stremmenos etc., si sono dichiarate estremamente "fiduciose" e a mio parere, nonostante Focardi lo affermi da sempre, va contro ogni evidenza il fatto che costui non sia a conoscenza dell'additivo segreto (e un "no-comment" con cui Daniele Passerini ha risposto ad una mia domanda in merito a questa circostanza ha praticamente confermato la mia ipotesi). Del resto sarebbe stato praticamente impossibile, a mio avviso, per Focardi, costruire la schermatura di piombo e fare studi sulla sicurezza dell'apparato senza neppure sapere cosa aveva per le mani (quale pazzo avrebbe messo a repentaglio la propria sicurezza lavorando su un processo noto, si, ma su sostanze completamente ignote!?). E poi ci crediamo davvero che Rossi si sia rivolto a Focardi solo per farsi costruire il sarcofago di piombo?! Quel lavoro l'avrebbe potuto fare qualsiasi esperto di radioattività! Dunque: o anche Focardi è un buffone (cosa che non credo) o semplicemente vuole tenersi lontano dalle eventuali domande dei curiosi per paura (considerato il proprio carattere, l'età etc.) di farsi sfuggire dettagli importanti (questa verosimile ipotesi mi è stata suggerita da un "commentatore" incontrato sul blog di Passerini e onestamente mi chiedo come possa non averci pensato da solo). Affermare che Rossi è l'unico a conoscenza del segreto, pertanto, sarebbe solo un modo per tutelare ulteriormente il segreto stesso.

Ecco, la sfera magica non ce l'ho ma in base a tutti questi indizi penso proprio di non sbagliare nel sentirmi cautamente ottimista.

E ora voglio cominciare a pensare come potrebbe cambiare il mondo se una scoperta del genere fosse vera e non venisse affossata come probabilmente sarà già accaduto in passato:

- pare che le quantità di nichel e acqua necessarie ad alimentare gli e-cat utilizzati per soddisfare l'intero fabbisogno energetico dell'umanità sarebbero irrisorie. Il nichel è presente in abbondanza sulla terra, è forse uno dei metalli più abbondanti. Le riserve di acqua (da cui ricavare l'idrogeno) sappiamo tutti essere praticamente illimitate. Il consumo di acqua sarebbe ridicolo e praticamente si potrebbe andare avanti all'infinito ad estrarre idrogeno senza causare squilibri all'ambiente. Per quanto riguarda il consumo di nichel, invece, è vero che il processo ne usa quantità apparentemente non irrilevanti ma è anche vero che di un Kg di nichel, alla fine del ciclo ne rimarrebbe pressoché la stessa quantità e solo una minima parte risulterebbe trasformata in rame (cosa tra l'altro assai positiva data la richiesta di questo metallo). Tale materiale dunque non verrebbe "bruciato" come accadrebbe se si trattasse di una reazione chimica ma opportunamente lavorato, sarebbe possibile reimmetterlo nel ciclo.

- le scorie prodotte (isotopi del rame) risulterebbero radioattive solo per pochi minuti. Eventuali nanomateriali usati nel processo, se se ne farà un uso coscienzioso, potranno/dovranno essere riciclati senza essere dispersi nell'ambiente.

- mettendo nel computo l'energia richiesta per estrarre le materie prime e per smaltire/riciclare le scorie, avremmo ancora un notevole scarto in termini di energia utile.

- questa tecnologia è solo agli albori e se ora garantisce un cop di 15 o 30 o giù di lì, in futuro il rapporto tra energia necessaria al processo ed energia prodotta dal processo sarà certamente destinato ad aumentare.

- entro breve le emissioni di CO2 potrebbero essere drasticamente abbattute ed il petrolio rimasto (ancora tanto) potrebbe essere usato solo per lo stretto indispensabile (combustibile per aerei, plastica e altre cose utili). Il sollievo più grande sarebbe quello di poter tornare a vedere le stagioni ripetersi al ritmo regolare di un tempo.

- centrali energetiche come quelle attuali (centralizzate per l'appunto) non sarebbero più necessarie e gli attuali gestori dovrebbero trovare altri modi per spillarci soldi.

- le centrali nucleari verrebbero tutte quante definitivamente chiuse.

- si potrebbe cominciare a pensare alla desalinazione dell'acqua del mare per l'irrigazione del Sahara (non mi addentro negli squilibrii che ciò potrebbe comportare).

- dato il costo relativamente basso ci sarebbe energia per tutti, anche per i più poveri (e questo, cosiccome il punto precedente, significherebbe risolvere problemi come quello della fame nel mondo …anche se non oso pensare ai risvolti negativi).

- tanto tanto altro ancora.

Ecco, io mi immagino già gli eschimesi con le luci dell'igloo tutte quante accese anche a mezzogiorno per l'intero perido della lunga notte polare, sdraiati con le palle all'aria a "prendere il sole" sotto qualche potente ecolampada agli ultravioletti, in "atmosfera controllata" con 30 gradi "all'ombra" e una Iacuzzi ricolma d'acqua perennemente effervescente e riscaldata.
Si, lo so, probabilmente finiremmo per comportarci davvero così e questo potrebbe rivelarsi un drammatico effetto collaterale.
Altri effetti collaterali potrebbero derivare dall'enorme ripercussione economica e politica che avrebbe la dismissione della quasi totalità di quello che è il processo legato all'estrazione, produzione e commercializzazione del petrolio. Ma quanti sarebbero però i benefici!
E che bello, comunque, pensare che questo potrebbe, entro breve, divenire realtà. Stento quasi a crederci. Ha ragione Focardi, la sua, quella di Habel, di Piantelli e di Rossi e di tanti altri prima di loro, sarebbe (anzi, se non si sbaglia lo è già) la più grande scoperta dell'umanità ed io mi sentirei estremamente fortunato ad averne potuto beneficiare oltre che averla potuta vedere nascere. Talmente fortunato, appunto, che solo per questo, mi pare estremamente improbabile possa essere vera, tanto improbabile quanto fare sei al superenalotto anzi, a pensarci meglio, molto molto di più.

Poi mi pare impossibile che non ci sia proprio nessun effetto collaterale di rilievo. Mi sembra troppo!

Pertanto ora smettiamo di fantasticare, torniamo con i piedi per terra e aspettiamo che l'e-cat venga svelato e che l'eventuale rovescio della medaglia si palesi.

Una cosa è certa, se i poteri oscuri o l'impero del male o la morte nera dovessero in qualche modo decidere di impedire rivoluzioni di questo tipo, bisognerà trovare il modo di sbarazzarci di costoro evitando che ci riescano.

Fusione fredda: un breve punto della situazione

1989: Fleischmann e Pons annunciano al mondo la fusione fredda ottenuta tramite una cella di palladio e deuterio. La letteratura riporta, tuttavia, che con celle di quel tipo (basate sull'elettrolisi) erano già stati fatti esperimenti fin dai primi decenni del secolo scorso.

1991 o giù di lì: Piantelli, Habel e Focardi si trovano ad assistere ad una relazione sulla fusione fredda tenutasi a Trento e discutendo di un fenomeno estremamente singolare, osservato da Piantelli qualche tempo prima mentre stava lavorando ad un esperimento con idrogeno e nichel, decidono di costituire un gruppo di lavoro con base a Siena per studiare tale fenomeno e realizzare un nuovo esperimento che da li a qualche tempo, intorno alla metà degli anni '90 sarebbe divenuto noto come la cella all'idrogeno e nichel di Piantelli e Focardi (Habel nel frattempo aveva lasciato il gruppo).

2004 circa: Focardi è costretto ad abbandonare gli esperimenti a causa di una malattia e di conseguenza termina anche la collaborazione tra Siena e Bologna. Nel frattempo il gruppo di Siena va avanti per la propria strada e Piantelli, intorno al 2007 dichiara, in un'intervista rilasciata all'amico Krivit di New Energy Times (mi pare, se la memoria non m'inganna, si trattasse proprio di costui ovvero della stessa persona che sulle pagine web della citata rivista ha dato ampio spazio alle critiche di Ahern contro Rossi), che per l'occasione ha modo di visitare anche i laboratori del ricercatore senese, di aver in testa un nuovo procedimento per preparare il nichel che permetterebbe finalmente di ottenere risultati sfruttabili industrialmente e quindi commercialmente.

2008 circa: Rossi conosce Focardi (è interessante notare come la versione data dai due, sul loro incontro sia totalmente differente: Rossi dice che si sono incontrati casualmente in vacanza al mare mentre Focardi racconta che Rossi aveva chiesto in giro chi fosse il ricercatore italiano più quotato in campo di fusione fredda e gli fu dato il suo nome). Devo ammettere che ho avuto modo di constatare che Rossi qualche balla ogni tanto la racconta e se non fosse per la notevole affidabilità della gente che gli ruota intorno, pronta a garantire per lui, credo farei davvero fatica a fidarmi di un personaggio del genere. E' pur possibile però che alcune balle servano a proteggere il segreto industriale o, quantomeno, a tenere lontane le iene (anche se è vero che, per contro, alimentano una marea di critiche).
Devo dire poi che alcune balle mi hanno davvero infastidito. Si tratta di quelle rivolte ad attribuire esclusivamente a se stesso la paternità dell'invenzione quando lui per primo, invece, sa benissimo che senza l'intuizione di Piantelli e il duro lavoro di Focardi, del suo additivo se ne sarebbe potuto fare davvero ben poco: che il fatto di accollarsi tutta quanta la paternità sia volto dunque a scongiurare eventuali pretese di Piantelli (visto che Focardi pare, almeno ufficialmente, non averne)?
In ogni caso intorno al 2008, inizia la collaborazione dei due e da subito, stando alle parole di Focardi, la misteriosa sostanza introdotta nel processo dall'ingegnere chimico Andrea Rossi porta a risultati estremamente positivi. Il processo inoltre non si avvale più di barrette ma la nuova cella utilizza polveri di nichel.

2010: verso la fine dell'anno, Roy Virgilio, personaggio che ruota intorno agli esperimenti di Piantelli, pubblica un libro e diversi articoli sullo stato dei lavori del gruppo di Siena. Pare che sia imminente la realizzazione di un reattore in grado di moltiplicare di sette volte l'energia in ingresso (spero di ricordare bene le cifre). Già da qualche tempo Rossi ha presentato la propria domanda di brevetto. Piantelli presenterà la sua solo nel maggio 2011.

2011: risale a gennaio scorso l'ormai famosa dimostrazione (non è possibile parlare di esperimento) tenutasi a Bologna dove Rossi presenta al mondo il suo e-cat. Il blogger Daniele Passerini, amico d'infanzia del prof. Levi (fisico dell'Università di Bologna che si occupa delle rilevazioni) intraprende una sorta di maratona informativa sullo stato dei lavori per la realizzazione e commercializzazione dell'e-cat. Ad Ottobre scorso sembrava che il segreto che sta alla base del funzionamento di tale reattore dovesse essere svelato ma a quanto pare, invece, dovremo aspettare ancora qualche settimana (o più verosimilmente qualche mesetto) per vedere qual è il cuore che batte all'interno dell'e-cat.
Esiste un accordo di collaborazione, ancora inattivo, tra l'Università di Bologna e l'ing. Rossi che permetterebbe alla prima di eseguire delle sperimentazioni sul processo al fine di determinarne validità e veridicità e se possibile, di giungere ad una teoria in grado anche di spiegarlo. L'esperimento di gennaio scorso era stato in grado, se ricordo bene, di moltiplicare l'energia d'ingresso di almeno quindici volte (anche se il video dell'intervista a Focardi allegato al precente post parla di un fattore moltiplicativo, allo stato attuale dei lavori, di circa 200 …probabilmente o mi sono perso qualcosa o Focardi dà i numeri …o anche costui bluffa spudoratamente). Ma ovviamente non è solo il fattore moltiplicativo (il quale è tra l'altro legato a diversi parametri) a contare, la quantità di combustibile necessaria a produrre tot energia è un dato assai più importante: pare che un impianto da 1 MWatt necessiti di circa 1,5 Kg di nichel per funzionare circa 6 mesi.

2011, fine ottobre: Roy Virgilio, sul proprio blog annuncia i progressi del gruppo di lavoro di Siena e anche costui parla di un fattore moltiplicativo di 200. Non è che sta a sua volta bluffando? Non è che tale fattore lo si aggiusta un po' come fa più comodo? Afferma inoltre che entro breve partirà l'iniziativa di azionariato popolare già annunciata un anno fa.

7 dicembre 2011: è in programma una relazione del ricercatore americano Brian Ahern che afferma di avere elaborato una teoria in grado di spiegare i fenomeni che stanno alla base di tutte le LENR. Secondo costui si tratterebbe infatti di fenomeni legati essenzialmente al nanomagnetismo. Pare che insieme ad un altro ricercatore dell'Università dell'Illinois (certo prof. Miley) sia arrivato a risultati simili a quelli di Rossi lavorando su alcuni nanomateriali messi a punto nel corso degli ultimi mesi (anche se, stando a quanto afferma, le ricerche nel campo dei nanomateriali avevano evidenziato importanti prospettive di applicazione nell'ambito delle LENR, a partire già dal 1995).

E' singolare come nell'ultimo anno la corsa alla "fusione fredda" abbia improvvisamente subito un'accelerazione e come ora "tutti quanti" sembrino in grado di mettere in commercio dispositivi capaci di produrre energia derivante da LENR. Qualcosa non torna: qualcuno sta bluffando, qualcun altro probabilmente sta addirittura barando.

Fatto sta che Rossi, uscendo tanto allo scoperto, ha messo in moto la competizione e solo chi davvero sa il fatto suo, probabilmente, alla fine riuscirà a spuntarla.

N.B.: E' evidente come questa breve cronistoria tralasci volutamente il lavoro di altri importanti ricercatori, italiani e non. Preciso inoltre che sono andato a memoria e alcune cifre/date potrebbero non essere del tutto esatte.

La pila nucleare a freddo del prof. Piantelli

Di seguito un'intervista al prof. Del Giudice dove questi spiega in parole povere come funziona la fusione fredda ed affronta altre problematiche tra cui alcune legate all'energia nucleare tradizionale:

- parte 1/2

- parte 2/2

Capito, grosso modo, come avviene la fusione nucleare a basse temperature, possiamo ora avventurarci nell'esperimento del prof. Piantelli ovvero una delle ultime frontiere raggiunte dalla ricerca scientifica in materia di fusione fredda.
Allo scopo riporto un paio di estratti di un articolo di Roy Virgilio pubblicato sul sito www.disinformazione.it:

1) Cella a idrogeno gassoso e matrice metallica di nikel nano strutturato del Prof. Francesco Piantelli – Università di Siena.
La cella, coperta da 2 brevetti, ha superato con successo un periodo di test di oltre 10 mesi dove ha continuato a funzionare costantemente. alimentata da una cella con una potenza elettrica di 29 Watt. I risultati sono stati molto promettenti in quanto l’energia fornita in uscita è stata mediamente di 35 Watt con punte di 70 W. Oltre all’eccesso energetico, nel lungo periodo di test sono stati rilevati diversi fenomeni che indicano l’avvenimento di reazioni nucleari quali emissione di raggi γ, emissione di neutroni, emissione di particelle cariche e il ritrovamento, al termine degli esperimenti, di altri elementi oltre al nichel di partenza sulle superfici dei campioni utilizzati.

2) “Se la fusione fredda fosse una tecnologia valida ci farebbero gli scaldabagni! Perché non ne esiste neppure uno? Semplice, perché è una bufala!”
Questa è una delle classiche frasi di chi non crede nella realtà della fusione fredda e non ci crederà, in buona o cattiva fede, finché non avrà davanti agli occhi un apparato che funziona inconfutabilmente col nuovo fenomeno.
Ebbene, non dovrà attendere molto. E con lui, tutti noi.

Infatti il fenomeno ha, nonostante tutto, raggiunto una maturità tale che si può finalmente pensare di poter creare un co-generatore affidabile e commercializzabile nel giro di pochi anni. Le mie non sono mere ipotesi o speranze ma sono il frutto delle conoscenze di alcune realtà che si accingono, finalmente, a realizzare un prototipo pre-industriale di generatore di energia basato su reazioni nucleari a bassa energia.

Infatti, grazie principalmente al lavoro del Prof. Piantelli e a finanziamenti privati, è in fase di realizzazione un primo prototipo pre-industrale. Il prototipo è studiato per avere una potenza di circa 40 kW termici e 7 kW elettrici ed è previsto un tempo variabile per la realizzazione che potrà oscillare da uno a due anni in base alle difficoltà che si riscontreranno durante la costruzione.
E’ la prima volta che un tale apparato viene prodotto, per tanto, per quanto sulla carta sia tutto pronto, non è davvero possibile prevedere con certezza come il fenomeno e il prototipo stesso risponderà a queste potenze.
Una volta costruito il prototipo funzionante si tratterà di realizzare un secondo prototipo concretizzando anche tutto l’apparato industriale per la sua produzione su larga scala e la successiva vendita a terzi. Per quest’ultima fase è prevista la creazione di una società che, almeno negli intenti attuali, sarà aperta anche ai piccoli investitori, ovvero a tutti coloro che sono interessati a far sviluppare e investire in tale tecnologia, realizzando un azionariato di tipo popolare.
Questo sia per distribuire più equamente gli utili e sia per evitare che qualche manager disonesto blocchi o sfrutti in maniera insensata questa enorme opportunità.
Nel libro trovate tutti gli estremi per prenotare la partecipazione a questo azionariato e contribuire concretamente e fattivamente all’avvento sul mercato del primo generatore a fusione fredda.

Il prof. Piantelli, insieme al prof. Focardi realizzò un prototipo di questa "pila" intorno alla prima metà degli anni '90 in seguito ad alcuni fenomeni anomali che aveva osservato durante un esperimento di laboratorio eseguito nel lontano 1989. Si tratta tuttavia di un processo profondamente diverso da quello messo a punto da Fleischmann e Pons (gli stessi ricercatori che nel 1989 annunciarono per la prima volta la realizzazione della fusione a freddo).
La cosa che mi lascia perplesso, di questo procedimento, è l'emissione di vari tipi di radiazioni e soprattutto di neutroni il che significa (come ci dice il prof. Del Giudice nel filmato sopra proposto) che l'energia non è del tutto pulita come si vorrebbe invece che fosse. Questo naturalmente è un dubbio mio di profano pertanto aspetto e spero che qualcuno lo fughi o lo chiarisca. In ogni caso temo che fintanto che non avremo in mano una teoria che possa spiegare in maniera limpida quanto accade realmente durante una reazione di questo genere ovvero di una cosiddetta reazione nucleare a bassa energia, dovremmo andarci piano con l'immettere sul mercato qualsiasi sorta di marchingegno domestico.

Forse il prof. Preparata, data la sua apertura mentale, è stato colui che ha saputo comprendere meglio di chiunque altro i risultati ottenuti dalle varie sperimentazioni condotte e quindi a formulare delle teorie. E' un peccato che non sia riuscito a portare a termine il proprio lavoro.

Meteo
Fiera

Tophost
 

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
blog search directory
Aggregatore
blogarama - the blog directory
Regional blogs & blog posts
technorati
SEO Directory - Indicizza GRATIS il tuo sito Web nei motori di 
ricerca
Tophost

Switch to our mobile site