Mad World | Monte Cerignone e dintorni

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L’arte del compromesso

Civile scambio di email fra il sottoscritto ed un nota rivendita online di articoli per il Tennis.
Per informazioni dettagliate, non esitate a contattarmi.

 

Riccardo G.: Salve,
lunedì 23 mi è arrivata la vostra Head Youtek Star Six in prova.
Ieri, martedì 24, finalmente sul campo, dopo pochi scambi ho intuito (quasi percepito) che le corde non sarebbero arrivate a fine giornata: infatti, sul 3-3 del primo set, è saltata l'incordatura.
Che si fa? Potete aiutarmi?

PS: le corde dell'altra racchetta in prova (Star Five) vanno leggermente meglio ma sembrano ugualmente poca cosa.

Grazie

Cordiali saluti

Riccardo Gambuti


** Ordine #227782 Data: Jeu 19 jan 2012 **
– Indirizzo di Fatturazione — – Indirizzo di Spedizione –
Riccardo Gambuti
Via **********, **
*************, PU, *****
ITALY
———————————————————————–
Nome dell’articolo in ordine Prezzo Totale
Head YOUTEK Star Six Demo Mid Plus 1 1 50,00 50,00
Head YOUTEK Star Five Demo Mid Plus 1 1 50,00 50,00
OK SUG, janv. 19, 2012
Subtotale = 100,00
Tasse = 17,36
Spedizione con: Demo – UPS Standard = 15,00
Metodo di pagamento: PayPal = 115,00


 

****** ********* ******: Gentile Riccardo,
grazie per aver contattato  ****** ********* ******. Purtroppo per le racchette demo non possiamo aiutarla ulteriormente. Dovrà provvedere autonomamente ad incordare le racchette se desidera utilizzarle ulteriormente.

Per qualsiasi altra informazione non esiti a contattarci

Cordiali saluti

Davide
****** ********* ****** 
European Online Department

 

Riccardo G.: Anche se le sono grato per aver preso in considerazione il mio (piccolo) problema, speravo in una risposta diversa. Per "contratto" posso utilizzare la racchetta nell'arco di soli sette giorni. E se la facessi incordare, ovviamente non avrei tempo per riprovarla. E poi il costo delle corde, chi me lo rimborserebbe?
E' proprio il caso di dire: "pessimo servizio". Ho sbagliato a concedervi fiducia ma non succederà più.

Cordiali saluti.

 

****** ********* ******: Gentile Riccardo,
grazie per aver contattato  ****** ********* ******. Volevo informarla che la caparra riguarda solo il noleggio della racchetta e che noi offriamo gratuitamente un servizio di incordatura. Purtroppo può capitare che qualche incordatura non avvenga nella maniera ideale o che qualche corda venga considerata erroneamente ancora idonea all'utilizzo. In ogni caso siamo desolati per l'inconveniente ma le ripeto che non possiamo aiutarla in nessun modo al momento anche perchè quello che potremmo fare al massimo sarebbe di reincordare la racchetta che però ha lei. Le faccio anche presente che inviarle un'incordatura nuova non risolverebbe in nessun modo il problema legato al tempo massimo di utilizzo della racchetta che è appunto di una settimana. Ci dispiace che lei ne faccia un discorso di fiducia tenendo anche conto del fatto che i primi a fidarci del cliente siamo proprio noi di ***, forse l'unica azienda che permette ai suoi clienti di noleggiare racchette gratuitamente (praticamente al costo di 15 euro di spedizione perchè la caparra viene rimborsata) con un servizio che alle volte può non essere perfetto ma meriterebbe sicuramente maggiore comprensione.

Cordiali saluti

 

Riccardo G.: Ad ogni modo, ho pagato 15 euro (più 50 euro di caparra) per una racchetta che non ho provato. Avrei giudicato il servizio non perfetto se avessi avuto la possibilità di provare una racchetta dotata di corde di infima qualità ma relativamente nuove oppure se mi fossi trovato davanti ad un'incordatura di buona qualità ma decisamente usurata. Ma, considerando anche lo stato dell'incordatura della seconda racchetta (altre 50 euro di caparra), nel mio caso faccio fatica ad essere indulgente. Sarebbe difficile pure per voi esserlo, se foste al mio posto.
Da vostro cliente, mi permetto un suggerimento: al prossimo che si lamenterà, promettetegli qualcosa, un polsino "no logo", una foto di Federer scaricata da internet, una gomitiera chiodata, un buono sconto di 5 euro. Si chiama compromesso ed aiuta ad essere comprensivi nei confronti di un'iniziativa lodevole, non perfetta, talvolta scadente.

 

****** ********* ******: Gentile Riccardo,
grazie per aver contattato  ****** ********* ****** . cerchiamo sempre di offrire un compromesso con il cliente per un nostro errore ma in questo caso, essendo già il nostro servizio offerto qualcosa di esclusivo e comunque vantaggioso, magari ci aspettavamo un compromesso dal cliente stesso che noleggiando praticamente al costo di 15 euro due racchette per una settimana e trovando un'incordatura non proprio perfetta, potrebbe provvedere autonomamente all'incordatura della racchetta. in ogni caso se per renderla soddisfatta del nostro servizio è sufficiente un piccolo omaggio, con il suo prossimo ordine potrà richiederlo tenendo come prova valida questa mail.

Per qualsiasi informazione non esiti a contattarci

Davide

 

Riccardo G.: Gentile Davide,
non so davvero come ringraziarvi. Anzi, a pensarci bene, potrei correre dall'incordatore più vicino, a 30 km dalla mia abitazione, richiedere delle corde decenti a non meno di 17-20 euro, sentirmi dire che il servizio esclusivo lo fornisce pure lui, tornare a casa e nei prossimi giorni, andare a riprendere la vostra racchetta, dotata di corde nuove di zecca, giusto in tempo per rispedirvela, visto che il corriere non aspetta. Il tutto a mie spese, pacatamente ed autonomamente, se no che compromesso sarebbe? Magari, già che ci sono e visto che pure l'altra racchetta non ha corde proprio perfette, potrei rinnovare anche quelle, sempre per amor di compromesso. Ci penserò.

Per quanto riguarda l'omaggio, non disturbatevi, era solo un suggerimento.

Il vero nome della rosa

di Giacomo Galeazzi

5 Gennaio 2012 – La Stampa

«Ci piace pensare che questo luogo gli abbia ispirato ’Il nome della rosa». A formulare l’auspicio è Michele Maiani, ex sindaco di Monte Cerignone, il paesino del Montefeltro dove oggi Umberto Eco, intellettuale dalle mille sfaccettature, festeggia i suoi 80 anni in forma strettamente privata, con la moglie Renata, i figli Stefano e Carlotta, due nipotini e pochi amici. Il luogo che potrebbe aver suggerito al semiologo l’atmosfera per il romanzo feticcio, best seller da 12 milioni di copie uscito nel 1980, è l’ex convento acquistato da Eco nel 1976 e da lui ristrutturato, ormai diventato il suo buen retiro nell’ entroterra pesarese Veramente, spiega Maiani, ora presidente dell’Uncem (l’Unione delle comunità montane delle Marche) e della Comunità montana del Montefeltro,non è propriamente un ex convento, ma un palazzo appartenuto alla famiglia Fabbrini, che ebbe tra i suoi discendenti un gesuita. Alla morte di questo, la struttura ospitò così un luogo di studio di cui fu rettore anche padre Alfonso Bachelet, gesuita e fratello di Vittorio, docente dell’Università La Sapienza di Roma freddato nel 1980 dalle Br. A Monte Cerignone (700 abitanti, solo mezza pagina occupata nell’elenco telefonico), balzato l’estate scorsa agli onori della cronaca dopo che il parroco don Luca De Pero se n’era andato per unirsi alla chiesa evangelica protestante di Cesena, Eco è sempre più di casa: vi trascorre gran parte dell’estate e le festività natalizie. «Quando è qui – racconta il sindaco Davide Giorgio Giorgini, alla guida di un’amministrazione di centro sinistra – vuole essere un montecerignonese, non ama avere i riflettori su di sè». Fa lunghe passeggiate («da casa sua al paese viene quasi sempre a piedi») e ama molto i prodotti locali, «anche se ultimamente – racconta il primo cittadino – l’abbiamo visto a dieta». Oggi farà un’eccezione, perchè il sindaco gli donerà un «presentino» con specialità gastronomiche come formaggi, salsicce e il bustrengo, un dolce fatto con farina bianca e gialla, uova e uvetta. Anche Maiani lo racconta come un cittadino non diverso dagli altri: «viene al bar, legge il giornale, parla di politica». Ma certo che Eco, a dispetto del suo desiderio di mimetizzarsi, non passa inosservato. E ecco che si dà da fare per riorganizzare la biblioteca del paese, donando anche alcuni libri, o eccolo tenere le sue dottissime conferenze in occasione delle feste medievali di Mons Cerignonis, a luglio, l’ultima dedicata al viaggio di Marco Polo. A sentire Eco, in piazza, erano in tanti e «tutti incantati», ricorda il sindaco. Quanto alla festa di compleanno, nessuno sa o vuole dire nulla. «Sono molto, molto discreti, non hanno piacere che la gente parli di loro», si schermisce un’amica della coppia, invocando privacy per una star suo malgrado.

 

* * *

 

Con colpevole ritardo, anche "Monte Cerignone e dintorni" si unisce ai festeggiamenti per gli ottant'anni del Professor Eco!

Auguroni! guroni! roni! oni! oni!

Buon Natale

In un'epoca di spregiudicati, cinici e degenerati picconatori neoliberisti intenti a demolire ogni residuale retaggio socialdemocratico e ad accentrare il potere politico ed economico nelle proprie mani è difficile continuare a contemplare Dio e il Natale con lo stesso stupore e gli stessi occhi di un bambino innocente. Perché in questa festa, diventata così stucchevole nell'ultimo mezzo secolo, di innocente c'è rimasto ben poco e continuare a denunciarlo è cosa ancor più nauseante. E' la festa dei regali, ormai, e delle tavole imbandite che servono a far crescere il PIL o quantomeno a combattere la recessione, lo sappiamo bene, non lo neghiamo e se tutto ciò dovesse venire a mancarci ci sentiremmo senz'altro più tristi.

In quest'atmosfera natalizia voglio dunque farvi i miei auguri attraverso quest'affettato, costruito, lezioso, cerimonioso, manierato, artificioso e vezzoso "Closing Announcement" di Orson Welles diramato da Chicago la notte del 24 dicembre 1944 nel bel mezzo del secondo conflitto mondiale e diffusosi "on-air", presumo, su tutto il territorio americano. E' con tale discorso che il disilluso ma non ancora pienamente consapevole regista di "Citizen Kane", 70 anni fa, invitava a rivivere il vero spirito del Natale ed è con le parole di quest'uomo dunque, il quale allora aveva già una chiara visione di come sarebbero andate a finire le cose, che voglio anch'io augurarvi solennemente e formalmente "Buon Natale":

Closing Announcement by Orson Welles

Le cerimonie tuttavia non sono mai state il mio forte, ecco pertanto qualcosa di più speziato, a tratti assai originale, a tratti estremamente banale. E' la canzoncina che sta spopolando sul web in questi giorni e rappresenta il mio semiserio augurio natalizio:

Ed infine ecco il mio augurio sincero, quello che arriva dal cuore. Il problema è che per credere nel Natale ed augurare a tutti un sincero "Buon Natale", uno dovrebbe come minimo avere fede in Dio e la fede o ce l'hai o non ce l'hai, non è che te la puoi far venire. E purtroppo mi sa proprio che io non ce l'ho, vorrei avercela, non lo nego ma da quando il prete mi raccontava le avventure di Gesù, a catechismo, io le ho sempre prese per delle favolette, le ho sempre messe in dubbio, anzi, per dirla tutta, non c'ho proprio mai creduto.

Questo allora può significare soltanto una cosa ovvero che i miei auguri di Natale in realtà non contano proprio un cazzo.

Comunque sia, infantili e semidemenziali considerazioni a parte, "Buon Natale" a tutti e "Tanti Auguri a Te Gesù Cristo"! Ti prego soltanto, qualora il Giudizio Universale dovesse prima o poi abbattersi su di noi, di agire con maggior equità di quanta non ne stia dimostrando il governo Monti e di avere un minimo di pietà anche per me.

Obbligo di catene e pneumatici da neve ma per ora a fioccare sono solo le multe

Il "nuovo" Codice della Strada prevede la possibilità per enti proprietari e gestori di emanare ordinanze che obblighino gli automezzi a circolare con catene o pneumatici da neve su determinate tratte per determinati periodi dell'anno.

E così quest'anno le ordinanze di sindaci, enti e società competenti non si sono fatte attendere. Allo stesso modo non si sono fatte attendere le sanzioni irrogate da parte delle forze dell'ordine dato che i Comuni, in special modo, ne hanno subito approfittato per fare cassa.

Ora non so se le vicende riportate siano leggenda metropolitana o realtà, fatto sta che si racconta di valanghe di multe strappate a Rimini, Pesaro e sulle strade delle due province quando le uniche vere valanghe che si siano mai viste da queste parti non sarebbero rappresentate altrimenti che dalle multe stesse.

Probabilmente gommisti, meccanici, produttori e commercianti di pneumatici e catene hanno contribuito ad ingigantire le cose, ammesso che un fondo di verità ci sia. Si racconta infatti di automobilisti costretti dalle forze dell'ordine a dimostrare di essere in grado di montare i dispositivi antisdrucciolevoli o che tali dispositivi, equipaggianti la vettura, fossero omologati e della corretta misura.

Non so dunque se quanto si dice sia vero o sia semplice frutto della "furberia" di alcune categorie interessate, in ogni caso bisogna considerare almeno un paio di cose:

- lo stesso articolo del Codice della Strada citato più sopra prevede che nelle tratte stradali soggette ai provvedimenti, gli automobilisti debbano essere informati dell'obbligo vigente tramite apposita segnaletica verticale.

- detta segnaletica, è assente nella maggior parte delle strade in quanto oltre a non essere sufficiente apporre un segnale all'inizio di una tratta, sarebbe necessario ripeterlo anche dopo eventuali intersezioni. Inoltre tale segnaletica è stata partorita nei primi mesi dell'anno ma pare sia ancora oggetto di discussione e modifiche per effettive difficoltà di rappresentare gli intervalli temporali di validità delle varie ordinanze in un linguaggio simbolico universalmente riconosciuto.

Tutto ciò, in soldoni, significa che se vigili, carabinieri o polizia c'avessero strappato una multa lungo una tratta priva di segnaletica, a meno che mi sfugga qualcosa, la multa dovrebbe non essere valida.

Siccome fatico a pensare che a Rimini siano presenti i tipici segnali rotondi di obbligo con simbolo bianco su sfondo blu raffiguranti il pneumatico catenato (presenti di solito, almeno in Italia, sulle tratte montane o pedemontane ma non di certo in riva al mare), in mancanza, per ora, di altra segnaletica più specifica, penso proprio che chi ha ricevuto delle multe su tali strade non dovrebbe avere difficoltà a contestarle.

Perché tra l'altro, la presenza del succitato segnale "obbligo di catene", obbliga gli automezzi a proseguire la marcia dal punto in cui è installato, con gomme da neve o catene ma il Codice stradale non specifica se tali dispositivi debbano essere montati o semplicemente far parte dell'equipaggiamento. Di tale segnale quindi se ne dovrebbe fare un uso limitato alle zone che realmente lo richiedono e anche in tali zone dovrebbe, a mio avviso, il suo uso essere eventualmente limitato nel tempo altrimenti gli automezzi che si trovassero a circolare su tali tratte, stando a quanto recita il Codice, dovrebbero essere dotati di pneumatici invernali e catene da neve anche durante tutto il periodo estivo, cosa che può andare bene in alta montagna ma non certo dalle nostre parti e specialmente a Rimini.

Quindi innanzitutto, prima di cominciare ad irrogare inutili sanzioni palesemente ingiuste ed evidentemente fuorilegge in quanto se è vero che la legge non ammette ignoranza è anche vero che in questo caso molti cittadini sono stati volutamente colti di sorpresa quando la legge stessa, prevede invece l'obbligo esplicito di informazione (tramite la segnaletica stradale) sarebbe meglio cominciare con l'aggiornare il codice della strada assimilando, ad esempio, alle catene, oltre che gli pneumatici invernali, anche le cosiddettte "calze da neve", facili e rapide da montare per tutti gli utenti, anche i più inesperti.

Mi provoca un certo disgusto infatti pensare a vigili che strappano multe per una norma appena entrata in vigore quando a distanza di diversi anni dall'introduzione di omologazioni come la Onorm 5121 (austriaca) o la corrispondente normativa francese (più recente), in Italia si insiste ancora con l'affermare che le calze da neve, in quanto non metalliche, non possono essere assimilabili alle catene da neve. Una motivazione di questo tipo, con tanto di chiarimento formale dell'autorità preposta, è degna solo di un paese come l'Italia perché stando ad essa, anche le gomme invernali, in quanto non metalliche dovrebbero allora non essere considerate valide.

Un esempio eclatante di calze da neve più che meritevoli di poter essere considerate equiparabili a delle vere e proprie catene sono le Easy Grip della Michelin (in materiale composito). Sarebbero facilissime da montare anche per le donzelle in tacchi a spillo e potrebbero essere smontate con altrettanta facilità laddove il manto stradale non fosse più ghiacciato o innevato.

Ma in Italia le cose semplici evidentemente non piacciono perché è ormai cosa nota che davanti all'interesse della collettività si preferisce porre il lucro e gli interessi di singoli o di pochi.

C’era una volta il Welfare

Ebbene si, esisteva un tempo in cui a metà strada tra sistemi comunisti e capitalisti si collocavano stati, capostipiti Germania e Inghilterra, dove ai cittadini erano garantite pensione, assistenza sanitaria e pubblica istruzione.

Si trattava del cosiddetto stato sociale, in inglese welfare, in tedesco sozialstaat.

A partire dagli anni '80 da quando la Thatcher, in perfetta sintonia con la politica di Reagan e la filosofia dei neoliberisti Milton Friedman e Friedrich von Hayek dichiarò guerra ai sindacati e all'elefantiasi derivata dal welfare, lo stato sociale cominciò via via a sgretolarsi in Inghilterra e in tutto il resto del mondo. Dall'Inghilterra prese via così un processo di privatizzazione che si espanse pian piano a livello globale e in Italia, come al solito, dove corruzione e mancanza di rigore sono cosa assai famigliare, le privatizzazioni, arrivate con una decina d'anni di ritardo, assunsero la ben nota connotazione che tutti conosciamo diventando ben presto malaffare.

Non so se sia colpa del thatcherismo o della cosiddetta reaganomics ad averci condotti dove siamo e non so dove tale politica tragga realmente origine ma l'impressione è che gli sforzi di Otto Von Bismarck, le idee di Frank Ward, le riforme di David Lloyd e William Beveridge siano solo antichi ricordi andati ormai quasi completamenti perduti.

Una delle prime cose che ho sentito dire a Monti questa sera, ospite di Bruno Vespa, è stata una frase che suonava più o meno così: "rischiavamo che salari e pensioni non potessero essere pagati". E allora giù mazzate. E il prossimo passo, almeno in Italia, sarà quello di attaccare i diritti dei lavoratori come già si era tentato di fare qualche anno fa.
Così, quella paventata dalla giornalista Naomi Klein che viene definita shock economy e le varie teorie della paura, già divulgate da Michael Moore attraverso i suoi film documentario, cominciano a farsi strada e sembrano sempre meno prive di fondamento.

Non lo so, questa è dietrologia. La nostra situazione è certamente drammatica ma la domanda da porsi è: lo è davvero fino a questo punto? E' assai strano che la tempesta si sia placata in quattro e quattr'otto e che in soli venti giorni sia tornato a splendere il sereno sui mercati finanziari. Viene da pensare che l'uragano possa essere stato cavalcato o peggio ancora, che possa essere stato generato ad hoc da qualche potente Eolo e Poseidone (non tutti lo sanno ma queste due divinità erano l'omologo greco di Standard & Poor's).

Certo è che ormai, in ogni caso, al ministro del welfare non resta che piangere, sian le sue lacrime vere o di coccodrillo.

Eh si! Mi sa proprio che sia un gallo!

Pare che Torrealta & C. abbiano fatto un passo indietro rispetto alla tesi che hanno voluto far implicitamente passare nella loro inchiesta andata in onda lo scorso maggio su RaiNews24.

In tale inchiesta (che trovate in allegato al precedente post), gli autori hanno rivisitato le vicende legate alla questione Petroldragon riportandole in maniera tale da dipingere Rossi come un truffatore, un abbindolatore in grado di fregare tutti, dalle istituzioni agli accademici che lo avevano sostenuto e che avevano lavorato a stretto contatto con lui.

La tesi che si voleva far passare era dunque questa: se già allora Rossi era riuscito a fregare le persone con cui aveva lavorato, figuriamoci ora che è addirittura l'unico a conoscere la formula segreta dell'additivo utilizzato nel processo dell'e-cat.

Peccato però che tale inchiesta prendesse in considerazione testimonianze (per la verità molto poche) e fatti che ponevano Rossi solo in cattiva luce senza minimamente indagare, invece, sui fatti e sulle circostanze che hanno portato alla quasi completa assoluzione di Rossi stesso e senza praticamente menzionare questo dettaglio non da poco.

Insomma, un'inchiesta che ruotava abbastanza evidentemente intorno ad un pregiudizio di fondo nei confronti di Rossi. Un'inchiesta abbastanza approssimativa perché ad esempio non ha fatto minimamente luce sulla validità o meno del processo di trasformazione dei rifiuti in petrolio (cosa di cui non si è praticamente parlato). Un'inchiesta dove nessuno degli abbindolati (forse per vergogna) è stato intervistato.

Ma anche ammesso che Rossi, con la Petroldragon, sia riuscito a compiere una colossale truffa, ciò non sarebbe sufficiente a far smettere di funzionare l'e-cat qualora, una volta tolto il velo, tale apparato dimostrasse di continuare a produrre energia anche senza palesare trucchi o inganni di sorta.
C'è da dire un'altra cosa tra l'altro, ovvero che nonostante l'ampia letteratura (almeno paventata) di "truffe" in ambito di fusione fredda, nessuno è ancora riuscito a spiegare con un minimo di chiarezza e in maniera articolata quella che potrebbe essere la truffa ordita da Andrea Rossi.
Quindi, anche chi pensa che sia un truffatore, non ha per niente chiaro in cosa tale truffa potrebbe consistere. Si parla di finanziamenti, di possibili raggiri a danno degli eventuali acquirenti etc. ma nessuno pare essere in grado di spiegare come ciò, concretamente, potrebbe accadere. Non che sia indispensabile ma il fatto, comunque, che non ci sia un'ipotesi precisa in merito, considerata la quantità industriale di informazioni che abbiamo a disposizione, mi fa ben sperare.

Ora, inoltre, come mi è stato riportato da Daniele Passerini, l'amministratore del blog "22 passi d'amore e dintorni", pare che gli autori di tale inchiesta abbiano fatto diversi passi indietro in merito alla posizione assunta tramite la stessa. Questo fatto e tanti altri dettagli fanno ulteriormente ben pensare anche se ovviamente non fugano completamente, dati i suoi trascorsi, i dubbi su Rossi.

Però vanno considerate anche le seguenti circostanze:

- dall' aprile scorso è in atto una sorta di guerra dei brevetti tra Rossi e Piantelli. Difficile pensare che siano entrambi dei truffatori e che si stiano scannando per il nulla.

- ormai i riflettori di mezzo mondo (una quantità imprecisata di personalità del mondo scientifico sono state scomodate per assistere alle dimostrazioni fatte con l'e-cat) sono puntati sulla vicenda e-cat e credo che in tali condizioni, portare a compimento una truffa divenga cosa sempre più ardua. Se Rossi dovesse riuscirci meriterebbe un Nobel soltanto per questo.

- gente del calibro di Focardi e Levi (uno professore emerito dell'Università di Bologna, l'altro a capo del Distretto di Fisica della stessa Università), del prof. Stremmenos etc., si sono dichiarate estremamente "fiduciose" e a mio parere, nonostante Focardi lo affermi da sempre, va contro ogni evidenza il fatto che costui non sia a conoscenza dell'additivo segreto (e un "no-comment" con cui Daniele Passerini ha risposto ad una mia domanda in merito a questa circostanza ha praticamente confermato la mia ipotesi). Del resto sarebbe stato praticamente impossibile, a mio avviso, per Focardi, costruire la schermatura di piombo e fare studi sulla sicurezza dell'apparato senza neppure sapere cosa aveva per le mani (quale pazzo avrebbe messo a repentaglio la propria sicurezza lavorando su un processo noto, si, ma su sostanze completamente ignote!?). E poi ci crediamo davvero che Rossi si sia rivolto a Focardi solo per farsi costruire il sarcofago di piombo?! Quel lavoro l'avrebbe potuto fare qualsiasi esperto di radioattività! Dunque: o anche Focardi è un buffone (cosa che non credo) o semplicemente vuole tenersi lontano dalle eventuali domande dei curiosi per paura (considerato il proprio carattere, l'età etc.) di farsi sfuggire dettagli importanti (questa verosimile ipotesi mi è stata suggerita da un "commentatore" incontrato sul blog di Passerini e onestamente mi chiedo come possa non averci pensato da solo). Affermare che Rossi è l'unico a conoscenza del segreto, pertanto, sarebbe solo un modo per tutelare ulteriormente il segreto stesso.

Ecco, la sfera magica non ce l'ho ma in base a tutti questi indizi penso proprio di non sbagliare nel sentirmi cautamente ottimista.

E ora voglio cominciare a pensare come potrebbe cambiare il mondo se una scoperta del genere fosse vera e non venisse affossata come probabilmente sarà già accaduto in passato:

- pare che le quantità di nichel e acqua necessarie ad alimentare gli e-cat utilizzati per soddisfare l'intero fabbisogno energetico dell'umanità sarebbero irrisorie. Il nichel è presente in abbondanza sulla terra, è forse uno dei metalli più abbondanti. Le riserve di acqua (da cui ricavare l'idrogeno) sappiamo tutti essere praticamente illimitate. Il consumo di acqua sarebbe ridicolo e praticamente si potrebbe andare avanti all'infinito ad estrarre idrogeno senza causare squilibri all'ambiente. Per quanto riguarda il consumo di nichel, invece, è vero che il processo ne usa quantità apparentemente non irrilevanti ma è anche vero che di un Kg di nichel, alla fine del ciclo ne rimarrebbe pressoché la stessa quantità e solo una minima parte risulterebbe trasformata in rame (cosa tra l'altro assai positiva data la richiesta di questo metallo). Tale materiale dunque non verrebbe "bruciato" come accadrebbe se si trattasse di una reazione chimica ma opportunamente lavorato, sarebbe possibile reimmetterlo nel ciclo.

- le scorie prodotte (isotopi del rame) risulterebbero radioattive solo per pochi minuti. Eventuali nanomateriali usati nel processo, se se ne farà un uso coscienzioso, potranno/dovranno essere riciclati senza essere dispersi nell'ambiente.

- mettendo nel computo l'energia richiesta per estrarre le materie prime e per smaltire/riciclare le scorie, avremmo ancora un notevole scarto in termini di energia utile.

- questa tecnologia è solo agli albori e se ora garantisce un cop di 15 o 30 o giù di lì, in futuro il rapporto tra energia necessaria al processo ed energia prodotta dal processo sarà certamente destinato ad aumentare.

- entro breve le emissioni di CO2 potrebbero essere drasticamente abbattute ed il petrolio rimasto (ancora tanto) potrebbe essere usato solo per lo stretto indispensabile (combustibile per aerei, plastica e altre cose utili). Il sollievo più grande sarebbe quello di poter tornare a vedere le stagioni ripetersi al ritmo regolare di un tempo.

- centrali energetiche come quelle attuali (centralizzate per l'appunto) non sarebbero più necessarie e gli attuali gestori dovrebbero trovare altri modi per spillarci soldi.

- le centrali nucleari verrebbero tutte quante definitivamente chiuse.

- si potrebbe cominciare a pensare alla desalinazione dell'acqua del mare per l'irrigazione del Sahara (non mi addentro negli squilibrii che ciò potrebbe comportare).

- dato il costo relativamente basso ci sarebbe energia per tutti, anche per i più poveri (e questo, cosiccome il punto precedente, significherebbe risolvere problemi come quello della fame nel mondo …anche se non oso pensare ai risvolti negativi).

- tanto tanto altro ancora.

Ecco, io mi immagino già gli eschimesi con le luci dell'igloo tutte quante accese anche a mezzogiorno per l'intero perido della lunga notte polare, sdraiati con le palle all'aria a "prendere il sole" sotto qualche potente ecolampada agli ultravioletti, in "atmosfera controllata" con 30 gradi "all'ombra" e una Iacuzzi ricolma d'acqua perennemente effervescente e riscaldata.
Si, lo so, probabilmente finiremmo per comportarci davvero così e questo potrebbe rivelarsi un drammatico effetto collaterale.
Altri effetti collaterali potrebbero derivare dall'enorme ripercussione economica e politica che avrebbe la dismissione della quasi totalità di quello che è il processo legato all'estrazione, produzione e commercializzazione del petrolio. Ma quanti sarebbero però i benefici!
E che bello, comunque, pensare che questo potrebbe, entro breve, divenire realtà. Stento quasi a crederci. Ha ragione Focardi, la sua, quella di Habel, di Piantelli e di Rossi e di tanti altri prima di loro, sarebbe (anzi, se non si sbaglia lo è già) la più grande scoperta dell'umanità ed io mi sentirei estremamente fortunato ad averne potuto beneficiare oltre che averla potuta vedere nascere. Talmente fortunato, appunto, che solo per questo, mi pare estremamente improbabile possa essere vera, tanto improbabile quanto fare sei al superenalotto anzi, a pensarci meglio, molto molto di più.

Poi mi pare impossibile che non ci sia proprio nessun effetto collaterale di rilievo. Mi sembra troppo!

Pertanto ora smettiamo di fantasticare, torniamo con i piedi per terra e aspettiamo che l'e-cat venga svelato e che l'eventuale rovescio della medaglia si palesi.

Una cosa è certa, se i poteri oscuri o l'impero del male o la morte nera dovessero in qualche modo decidere di impedire rivoluzioni di questo tipo, bisognerà trovare il modo di sbarazzarci di costoro evitando che ci riescano.

Se canta e raspa come un gallo allora è un gallo!

Chi è veramente Andrea Rossi, un ingegnere o un imbonitore? Questo reportage di qualche mese fa realizzato dal solito Maurizio Torrealta mira a far luce sui trascorsi dell'imprenditore brianzolo. Come ho già detto è difficile fidarsi di una persona del genere in quanto anche in passato pare essere riuscito a "confondere" tecnici, istituzioni e accademici. Stando a quanto viene riportato nell'inchiesta di Torrealta, inoltre, sembra che neppure Focardi sia a conoscenza dell'ingrediente segreto dell'e-cat e la cosa mi lascia assai perplesso innanzitutto perché invece, in altre interviste, lo stesso Focardi lascia intendere tutt'altra cosa (e poi come avrebbe potuto fare da consulente a Rossi e rilasciare pareri, come nella stessa inchiesta viene affermato, senza neppure conoscere l'additivo?) , in secondo luogo perché se fosse vero i miei dubbi intorno alla figura di Rossi sarebbero destinati a crescere ulteriormente. Quale sarà allora la verità? Temo che lo scopriremo solo quando  l'e-cat verrà completamente svelato.
 

Fusione fredda: un breve punto della situazione

1989: Fleischmann e Pons annunciano al mondo la fusione fredda ottenuta tramite una cella di palladio e deuterio. La letteratura riporta, tuttavia, che con celle di quel tipo (basate sull'elettrolisi) erano già stati fatti esperimenti fin dai primi decenni del secolo scorso.

1991 o giù di lì: Piantelli, Habel e Focardi si trovano ad assistere ad una relazione sulla fusione fredda tenutasi a Trento e discutendo di un fenomeno estremamente singolare, osservato da Piantelli qualche tempo prima mentre stava lavorando ad un esperimento con idrogeno e nichel, decidono di costituire un gruppo di lavoro con base a Siena per studiare tale fenomeno e realizzare un nuovo esperimento che da li a qualche tempo, intorno alla metà degli anni '90 sarebbe divenuto noto come la cella all'idrogeno e nichel di Piantelli e Focardi (Habel nel frattempo aveva lasciato il gruppo).

2004 circa: Focardi è costretto ad abbandonare gli esperimenti a causa di una malattia e di conseguenza termina anche la collaborazione tra Siena e Bologna. Nel frattempo il gruppo di Siena va avanti per la propria strada e Piantelli, intorno al 2007 dichiara, in un'intervista rilasciata all'amico Krivit di New Energy Times (mi pare, se la memoria non m'inganna, si trattasse proprio di costui ovvero della stessa persona che sulle pagine web della citata rivista ha dato ampio spazio alle critiche di Ahern contro Rossi), che per l'occasione ha modo di visitare anche i laboratori del ricercatore senese, di aver in testa un nuovo procedimento per preparare il nichel che permetterebbe finalmente di ottenere risultati sfruttabili industrialmente e quindi commercialmente.

2008 circa: Rossi conosce Focardi (è interessante notare come la versione data dai due, sul loro incontro sia totalmente differente: Rossi dice che si sono incontrati casualmente in vacanza al mare mentre Focardi racconta che Rossi aveva chiesto in giro chi fosse il ricercatore italiano più quotato in campo di fusione fredda e gli fu dato il suo nome). Devo ammettere che ho avuto modo di constatare che Rossi qualche balla ogni tanto la racconta e se non fosse per la notevole affidabilità della gente che gli ruota intorno, pronta a garantire per lui, credo farei davvero fatica a fidarmi di un personaggio del genere. E' pur possibile però che alcune balle servano a proteggere il segreto industriale o, quantomeno, a tenere lontane le iene (anche se è vero che, per contro, alimentano una marea di critiche).
Devo dire poi che alcune balle mi hanno davvero infastidito. Si tratta di quelle rivolte ad attribuire esclusivamente a se stesso la paternità dell'invenzione quando lui per primo, invece, sa benissimo che senza l'intuizione di Piantelli e il duro lavoro di Focardi, del suo additivo se ne sarebbe potuto fare davvero ben poco: che il fatto di accollarsi tutta quanta la paternità sia volto dunque a scongiurare eventuali pretese di Piantelli (visto che Focardi pare, almeno ufficialmente, non averne)?
In ogni caso intorno al 2008, inizia la collaborazione dei due e da subito, stando alle parole di Focardi, la misteriosa sostanza introdotta nel processo dall'ingegnere chimico Andrea Rossi porta a risultati estremamente positivi. Il processo inoltre non si avvale più di barrette ma la nuova cella utilizza polveri di nichel.

2010: verso la fine dell'anno, Roy Virgilio, personaggio che ruota intorno agli esperimenti di Piantelli, pubblica un libro e diversi articoli sullo stato dei lavori del gruppo di Siena. Pare che sia imminente la realizzazione di un reattore in grado di moltiplicare di sette volte l'energia in ingresso (spero di ricordare bene le cifre). Già da qualche tempo Rossi ha presentato la propria domanda di brevetto. Piantelli presenterà la sua solo nel maggio 2011.

2011: risale a gennaio scorso l'ormai famosa dimostrazione (non è possibile parlare di esperimento) tenutasi a Bologna dove Rossi presenta al mondo il suo e-cat. Il blogger Daniele Passerini, amico d'infanzia del prof. Levi (fisico dell'Università di Bologna che si occupa delle rilevazioni) intraprende una sorta di maratona informativa sullo stato dei lavori per la realizzazione e commercializzazione dell'e-cat. Ad Ottobre scorso sembrava che il segreto che sta alla base del funzionamento di tale reattore dovesse essere svelato ma a quanto pare, invece, dovremo aspettare ancora qualche settimana (o più verosimilmente qualche mesetto) per vedere qual è il cuore che batte all'interno dell'e-cat.
Esiste un accordo di collaborazione, ancora inattivo, tra l'Università di Bologna e l'ing. Rossi che permetterebbe alla prima di eseguire delle sperimentazioni sul processo al fine di determinarne validità e veridicità e se possibile, di giungere ad una teoria in grado anche di spiegarlo. L'esperimento di gennaio scorso era stato in grado, se ricordo bene, di moltiplicare l'energia d'ingresso di almeno quindici volte (anche se il video dell'intervista a Focardi allegato al precente post parla di un fattore moltiplicativo, allo stato attuale dei lavori, di circa 200 …probabilmente o mi sono perso qualcosa o Focardi dà i numeri …o anche costui bluffa spudoratamente). Ma ovviamente non è solo il fattore moltiplicativo (il quale è tra l'altro legato a diversi parametri) a contare, la quantità di combustibile necessaria a produrre tot energia è un dato assai più importante: pare che un impianto da 1 MWatt necessiti di circa 1,5 Kg di nichel per funzionare circa 6 mesi.

2011, fine ottobre: Roy Virgilio, sul proprio blog annuncia i progressi del gruppo di lavoro di Siena e anche costui parla di un fattore moltiplicativo di 200. Non è che sta a sua volta bluffando? Non è che tale fattore lo si aggiusta un po' come fa più comodo? Afferma inoltre che entro breve partirà l'iniziativa di azionariato popolare già annunciata un anno fa.

7 dicembre 2011: è in programma una relazione del ricercatore americano Brian Ahern che afferma di avere elaborato una teoria in grado di spiegare i fenomeni che stanno alla base di tutte le LENR. Secondo costui si tratterebbe infatti di fenomeni legati essenzialmente al nanomagnetismo. Pare che insieme ad un altro ricercatore dell'Università dell'Illinois (certo prof. Miley) sia arrivato a risultati simili a quelli di Rossi lavorando su alcuni nanomateriali messi a punto nel corso degli ultimi mesi (anche se, stando a quanto afferma, le ricerche nel campo dei nanomateriali avevano evidenziato importanti prospettive di applicazione nell'ambito delle LENR, a partire già dal 1995).

E' singolare come nell'ultimo anno la corsa alla "fusione fredda" abbia improvvisamente subito un'accelerazione e come ora "tutti quanti" sembrino in grado di mettere in commercio dispositivi capaci di produrre energia derivante da LENR. Qualcosa non torna: qualcuno sta bluffando, qualcun altro probabilmente sta addirittura barando.

Fatto sta che Rossi, uscendo tanto allo scoperto, ha messo in moto la competizione e solo chi davvero sa il fatto suo, probabilmente, alla fine riuscirà a spuntarla.

N.B.: E' evidente come questa breve cronistoria tralasci volutamente il lavoro di altri importanti ricercatori, italiani e non. Preciso inoltre che sono andato a memoria e alcune cifre/date potrebbero non essere del tutto esatte.

Fusione fredda? Macché, è bollente!

Nel video allegato il prof. Focardi parla dell'e-cat, il reattore, o meglio, il catalizzatore messo a punto dall'ing. Andrea Rossi con la consulenza di Focardi stesso. L'invenzione è vista con notevole scetticismo dalla comunità scientifica per via del fatto che l'ing. Rossi non ha ancora svelato il funzionamento del catalizzatore e anche per via dei suoi trascorsi, legati alla vicenda della Petroldragon, che non sono del tutto limpidi.

Stando alle parole di Focardi, tuttavia, ci sarebbero dei risultati sperimentali incontestabili: il prodotto della reazione (che si presume di origine nucleare) sono isotopi, assai rari in natura, del rame (aggiungendo un protone al nucleo del nichel si ottiene il rame). La cella, inoltre, riesce a generare una quantità di energia che normali reazioni chimiche, a parità di massa, non sarebbero in grado di fornire. E questo fatto, sempre a detta di Focardi, è, sebbene inspiegabile (se non nel campo delle LENR o della fusione fredda …ma a dire il vero le teorie scarseggiano anche qui), un'evidenza "galileana" che dovrebbe mettere a tacere anche i più scettici.

Nonostante tutto, lo scetticismo che aleggia intorno all'invenzione non è destinato a placarsi e con esso le critiche.
Pare, tuttavia, stando alle ultime novità, che le critiche avanzate da determinate "web-riviste" d'oltreoceano non siano totalmente disinteressate in quanto un paio di sperimentatori americani (certo Ahern e certo Miley) avrebbero messo a punto una tecnologia simile a quella di Rossi basata su nanomateriali. E tali riviste, come è ovvio che sia, pare stiano velatamente appoggiando gli americani a discapito dell'italiano.

Scrive Daniele Passerini sul suo blog, riportando le parole preventivamente tradotte, di certo Ben, gestore del sito e-catsite.com (mi sono permesso di apportare alcune correzioni volte a rendere più chiara la traduzione): "È interessante notare come Ahern sia stato negli ultimi tempi uno dei massimi critici di Andrea Rossi, da lui accusato di frode in più di una occasione sulle pagine del New Energy Times. Sono accuse singolari, se si pensa che provengono da un individuo che ha lavorato a una tecnologia simile e si prepara ad annunciarla al mondo. Molte ipotesi sono state fatte sul perché Steven Krivit di New Energy Times abbia dato spazio a tali accuse e abbia permesso che venissero riportate sulle pagine del suo blog. Alcuni osservatori, tra cui il sottoscritto, erano del parere che egli fosse venuto meno alla sua oggettività e si fosse schierato con l'altro ricercatore italiano, Francesco Piantelli, nella corsa che, entro breve, dovrebbe portare sul mercato la fusione fredda. Pare ora che Krivit avesse davvero un secondo fine, ma rivolto, piuttosto, ad appoggiare il lavoro di Ahern e, per estensione, di Miley, apparentemente a detrimento di Andrea Rossi."

Quindi, stando a quanto scrive Passerini, ci sarebbero al momento almeno quattro competitors (la società greca Defkalion, collegata, se non erro, a Rossi, Rossi/Focardi, Piantelli e Ahern/Miley) che stanno lavorando alla commercializzazione di un apparato in grado di produrre energia derivante da fusione fredda e in questa competizione sembra non siano esclusi colpi bassi e carognate di ogni genere. Comincio a spiegarmi, dunque, anche la faccia schizzata di Rossi nelle scene finali del secondo video: Rossi è furbo e scafato e probabilmente sa come giocarsi le sue carte ma tenere segreto qualcosa che al contempo si vuole anche pubblicizzare non dev'essere cosa facile. Probabilmente sta cercando di commercializzare il macchinario ancora prima che venga approvato il brevetto proprio nel timore che il brevetto stesso possa non essere concesso.

 

 

Piove sul bagnato

D'accordo, è piovuta tanta di quell'acqua da pregiudicare persino l'efficienza dei pluviometri: pare più di mezzo metro in tre ore. E, anche se tutti ne sono a conoscenza, è bene ricordare che l'unità di misura delle precipitazioni è il millimetro.
D'accordo che una città costruita sui fiumi è destinata prima o poi ad allagarsi, anzi ad affondare.
E siamo d'accordo, con queste scuole non si sa mai come agire, però una volta ricordo che si chiudevano senza far storie e i genitori rimanevano a casa coi propri figli, tanto con un alluvione in corso, dove stracazzo volevi andare?
Però lo tsunami, no. Almeno quello risparmiatecelo. Sentire il terzo sindaco in tre settimane chiamare fatalmente in causa non meglio precisati tsunami di quartiere fa venir voglia di inserire nel codice penale il reato di stronzata aggravata dal ruolo di responsabilità: dopo cercheremo di risalire alle cause, individuare i colpevoli, l'iter giudiziario e tutto il resto ma per prima cosa ti fai subito sei mesi di galera, che un primo cittadino deve fare poco il furbo e adoperare le parole giuste. Da un grande potere derivano grandi responsabilità, diceva Ben, lo zio dell'Uomo Ragno.

Ecco, mentre accadeva tutto ciò, il piazzista che rappresenta, a mio avviso, degnamente questo Paese in cancrena, l'uomo che se il reato di stronzata fosse già in vigore guarderebbe non da oggi il suo Milan di mutanti dalle segrete di Regina Coeli, ha approfittato di una conferenza stampa al forum dei G20 (presto G19) per pronunciare testuali parole: "(…) la vita in Italia è la vita di un paese benestante, in tutte le occasioni questo si dimostra: …i ristoranti sono pieni, sugli aerei a fatica si trovano posti, i posti di vacanza nei ponti sono assolutamente iper-prenotati… ecco, non credo che voi vi accorgiate, andando a vivere in Italia di un qualcosa che possa assomigliare ad una forte crisi".
Questa incallita Wanna Marchi delle istituzioni si è espressa proprio in questo modo: "assolutamente iper-prenotati".
E dai, basta. E' ora di farla finita. Lo vedi che non sai più cosa dire? Le barzellette non funzionano più, peraltro il repertorio è esaurito. Sei stato bravo, bisogna riconoscerlo: diciassette anni di ininterrotte cazzate promozionali sono roba da Guinness della perseveranza. Chiunque sia stato a nominarti principe dei prestanomi -la mafia, la massoneria, l'Opus Dei, i raeliani o so'n cazzo chi- ha avuto la vista lunga ma ora, lo dico per il tuo bene, togliti dai coglioni. Su su da bravo, sparisci e porta via con te sia la claque personale, sia quelli che ti fischiano: ecco l'unico tsunami da invocare, da gustarsi con gli amici su youtube ma senza farsi troppe illusioni, tanto questo Paese, in mano agli italiani, è spacciato comunque.

Che giornata. Mi sa che ha ragione quel cronista, quel volpone di lungo corso: "non abbiamo alternative allo sfascio, e lo sfascio non ha alternative". Magari sono pessimista. Probabilmente esagero. Se però poi leggo che per "The Guardian" e Shimon Peres l'attacco all'Iran da parte delle "forze del Bene" è imminente, mi dite come faccio a non essere pessimista? Anzi, ipermegapessimista?


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