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Ragazzi al centro
Urbino, 26 marzo – La comunita' montana del Montefeltro ricevera' domani, a Roma, dalle mani del premier Prodi e del ministro Bindi, un premio di 30mila euro per il progetto 'Ragazzi al centro'. L'iniziativa e' stata selezionata – tra le centinaia pervenute da tutta Italia – per il concorso 'Amico della famiglia', istituito dal ministero della Solidarieta' sociale per promuovere i buoni esempi di gestione pubblica mirata alla tutela delle esigenze familiari, all'aiuto verso i soggetti deboli, come i disabili, i bambini, gli anziani. Il progetto 'Ragazzi al centro', curato da Milena Mancini, opera su tre aree: la flessibilizzazione degli asili nido (aperture al sabato o in orario prolungato a seconda delle esigenze delle famiglie), la creazione di centri d'aggregazione per i bambini e gli adolescenti (6-11 anni) da sfruttare soprattutto quando la scuola va in vacanza ma i genitori continuano a lavorare, una serie di azioni a sostegno delle funzioni genitoriali (assistenza educativa a minori problematici, sportello di consulenza pedagogica, interventi per minori non accompagnati).
"E' un importante riconoscimento al grande lavoro che stiamo facendo da decenni nei nostri territori – ha spiegato il presidente della comunita', Michele Maiani – e che e' stato recentemente messo in discussione per motivi esclusivamente demagogici. I fatti, per chi li conosce, sono questi: impegno serio, investimenti, attenzione alle persone".
fonte: AGI News On
Pd, ecco i primi 55 coordinatori di circolo
da Il Resto Del Carlino
Pesaro, 28 gennaio 2008 – Soddisfazione in casa del Pd che grazie alle assemble di sabato che hanno varato i primi 55 circoli, con i relativi coordinatori, nelle zone interne della provincia. In un solo pomeriggio sono stati consegnati oltre 4.000 attestati di fondatore e fondatrice del Pd nei comuni coinvolti nella consultazione.
Dopo le assemblee nella bassa valle del Foglia si sono costituiti 8 circoli guidati da Alessandro Mengarelli a Colbordolo, Christian Lisotti a Gabicce Mare, Felice Prioli a Gradara, Frederic Oliva a Mombaroccio, Renata Bonazzoli a Monteciccardo, Mauro Magi a Montelabbate, Barbara Torcolacci a Sant’Angelo in Lizzola e Giancarlo Foschi a Tavullia. La zona ha anche eletto 6 rappresentati per l’assemblea provinciale del Pd: Katia Bernardini, Oriana Cordella, Corrado Curti, Federico Goffi, Davide Rugoletti e Giorgia Sabbatini.
Dall’area del Foglia si passa ai comuni che gravitano su Fossombrone. Qui sono stati eletti coordinatori dei 12 circoli: Dalmazio Magrini a Barchi, Carmen Taddei a Cartoceto, Paride Prussiani a Fossombrone, Silvia Poggiaspalla a Isola del Piano, Massimo Marini a Montefelcino, Tarcisio Verdini a Montemaggiore al Metauro, Carlo Ceccarelli a Orciano, Giuseppe Bucci a Piagge, Mirco Artegiani a Saltara, Giovanni Balducci a San Giorgio di Pesaro, Rossella Betti a Sant’Ippolito e Silvia Scarpetti a Serrungarina. Mentre i 4 delegati scelti per l’assemblea provinciale sono Stefania De Marchi, Barbara Marini, Alighiero Omicioli e Paride Prussiani.
Quattordici i neonati circoli del Montefeltro che hanno così scelto: il circolo di Auditore sarà coordinato da Lucio Venarucci, Belforte all’Isauro da Michele Piastra, Carpegna da Alessandro Paci, Frontino da Assunta Ercolani, Lunano da Mauro Dini, Macerata Feltria da Giorgio Marzoli, Mercatino Conca da Cristiano Schiavi, Monte Cerignone da Federica Manenti, Montegrimano Terme da Daniele D’Antonio, Montecopiolo da Fabio Carpegnoli, Piandimeleto da Veronica Magnani, Pietrarubbia da Roberto Chiarabini, Sassocorvaro da Erika Grossi e Sassofeltrio da Davide Quadrelli. Faranno parte invece dell’assemblea provinciale Antonio Bianchini, Veronica Magnani, Stefania Montebelli e Guido Salucci.
Cinque i circoli attivi da sabato nella bassa valle del Cesano. Li coordinano a Marotta Alberto Belli, a Mondavio Daniele Godi, a Mondolfo Massimiliano Lucchetti, a Monteporzio Vergoni Enrico e a San Costanzo Deborah Primavera. Gli eletti all’assemblea provinciale qui sono risultati Margherita Pedinelli e Claudio Speranzini.
Cinque i circoli e i rispettivi coordinatori anche nell’alta valle del Cesano: Fratte Rosa con Roberto Tinti, Frontone con Eleonora Marochi, Pergola con Giovanni Carbone, San Lorenzo in Campo con Giulio Sebastianelli e Serra Sant’Abbondio con Davide Madonnini. All’assemblea provinciale andranno Manuela Ciaruffoli e Mauro Vegliò.
Nella zona di Cagli la formazione dei cinque circoli è la seguente: Acqualagna coordinata da Andrea Pierotti, Apecchio da Alessandro Conti, Cagli da Giuliano Baldeschi, Cantiano da Gianluca Matteacci e Piobbico da Bruno Micheli. Delegati provinciali sono Alessandro Bugatti, Giada Fiorucci, Simona Palazzetti e Domenico Papi.
Infine i 6 circoli dell’alta Valmarecchia: Casteldelci coordinato da Anna Maria Gabrielli, Maiolo coordinato da Fiammetta Baracchini, Novafeltria coordinato da Giorgio Ricci, Pennabilli da Marco Mazzoli, Sant’Agata Feltria da Fabio Peruzzi e Talamello da Fausto Bartolomei. Dell’assemblea provinciale faranno parte Ines Bartoletti e Rolando Rossi.
Soddisfazione degli organizzatori per il risultato del primo turno di assemblee, in attesa delle votazioni di sabato 2 febbraio a Pesaro, Fano, Urbino e nella zona di Urbania: ”C’è stata una risposta forte, anche sul tema dell’attuale crisi di Governo – commenta il segretario provinciale del Partito democratico Matteo Ricci -, la grande partecipazione è la prova che il Pd è sempre più visto come la vera novità, il nuovo in grado di cambiare la politica italiana”.
I numeri dell’adesione sono in mano all’organizzatore provinciale del Partito democratico Marco Marchetti che ha contato 4.100 attestati di fondatore consegnati in tutta la provincia: ”Un’ottimo risultato – sottolinea soddisfatto – per questa prima tappa di assemblee che è andata davvero bene. Ci aspettiamo ora un altro grande sabato di partecipazione”.
Per la nascita dei 42 circoli di Pesaro, Fano, Urbino e della zona dell’alta valle del Metauro bisognerà infatti attendere il 2 febbraio. ”Le candidature vanno presentate ai garanti entro le ore 12 del primo febbraio – ricorda Marchetti -. Anche in questo caso bastano cinque firme per diventare coordinatore di circolo, oppure membro delle assemblee comunali di Pesaro, Fano e Urbino e dell’assemblea provinciale. Tutti possono farsi avanti all’insegna della partecipazione popolare”.
Al secondo ‘turno’, oltre ai coordinatori e ai delegati all’assemblea provinciale, si scelgono infatti anche le assemblee comunali dei centri maggiori del territorio.
Siglata l'intesa per i Comuni dell'Alta Valconca
Sanità, infrastrutture, trasporti, protezione civile, centri per l’impiego: sono le priorità su cui verrà siglata un’intesa tra Regione Marche, Regione Emilia Romagna, Provincia di Pesaro e Urbino e Provincia di Rimini per interventi e azioni comuni nei territori della Valconca.
PESARO – Sanità, assetto del territorio e infrastrutture, trasporti, protezione civile, assetto fluviale, Centri per l’impiego: sono gli ambiti “prioritari” su cui verrà siglata un’intesa tra Regione Marche, Regione Emilia Romagna, Provincia di Pesaro e Urbino e Provincia di Rimini per interventi e azioni comuni nei territori della Valconca. Questa mattina il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli ha ricevuto i sindaci dell’Alta Valconca per dare la propria adesione formale al documento. Tra i punti previsti: sviluppo e modifica degli accordi esistenti per la zona territoriale 1 di Pesaro e la Asl di Rimini (con stipula di accordi di confine fra le due regioni sulla mobilità sanitaria); integrazione e adeguamento dei Piani territoriali di coordinamento delle Province con misure dedicate alla Valconca; completamento della strada provinciale 2 Valconca; ammodernamento e manutenzione di strade comunali di particolare impatto viario; intervento manutentivo del fiume Conca con sinergie tecniche delle Province di Pesaro – Urbino e Rimini; realizzazione di una rete informatica di collegamento tra i Centri per l’impiego operanti nelle due province. L’accordo fa seguito al “Protocollo d’intesa per azioni coordinate nel territorio della Valmarecchia” stilato a marzo tra le due Regioni, in cui è stato previsto l’utilizzo delle stesse metodologie di raccordo istituzionale per analoghe situazioni relative alle zone di confine.
Martedï 29 Maggio 2007
Valdemiro, poeta demografico
Monte Cerignone, è andato in pensione
Gli ufficiali di stato civile salutano Valdemiro Rossi
MONTE CERIGNONE – In un incontro del comitato provinciale Anusca (Associazione nazionale degli ufficiali dello stato civile e d'anagrafe), alla presenza del presidente provinciale Emilio Melchiorri e del presidente regionale Gabriele Vincenzi, consegnata un targa ricordo a Valdemiro Rossi, ufficiale dello stato civile ed anagrafe di Monte Cerignone, che è andato in pensione. Nel corso dell'incontro, sottolineato il costante immancabile impegno, nonché la disponibilità con cui Rossi ha affrontato e risolto i quotidiani problemi che pervengono quotidianamente agli operatori dei servizi demografici. Valdemiro Rossi è entrato a fare parte, con Angelo De Santis di S.Angelo in Lizzola e Lino Paiardini di Piobbico, della famiglia degli ex operatori dei servizi demografici. Nel corso dell'incontro, sono stati trattati anche i problemi relativi all'acquisto o al riacquisto della cittadinanza e l'iscrizione in anagrafe degli stranieri nati in Italia.
G.V.
05/03/2003 – Corriere Adriatico
Non c’è solo "Manubrio"
Vince a Sant’Arcangelo con Sabbatini e Chiarabini (talento e polmoni al servizio della squadra. N.d.R.) e centra la salvezza playoff.
L’Urbino contro ogni pronostico
SANTARCANGELO – Impresa e salvezza. Nella seconda sfida playout, dopo lo 0-0 dell’andata, l’Urbino ribalta i pronostici, vince a Sant’Arcangelo e conquista la salvezza. In una partita povera di emozioni, guadagna la salvezza la squadra dal tasso tecnico individuale forse minore, ma in grado di imporre un pressing asfissiante sui portatori di palla romagnoli sfruttando la migliore delle armi in possesso: la cattiveria agonistica. Nel primo tempo le due formazioni sono guardinghe e il tabellino di gioco registra poche azioni degne di nota. E’ proprio l’Urbino a gettare il guanto della sfida al 17’ con le punizioni di Guidi e Virgili, entrambe a lato. Replica romagnola al 23’ con un colpo di testa di Raggini a lato su corner di Cardini. I romagnoli prendono vigore, al 26’ ci prova Lepri con una botta dalla distanza a lato. L’Urbino attende preferendo sporadiche offensive, al 35’ Paglialonga si fa anticipare di un niente da Pacileo in uscita disperata. Il Santarcangelo trova coraggio nel finale e al 41’, da punizione di Cardini, Merloni in scivolata in area spizza la sfera a lato con Rossi immobile. I locali tentano ancora due minuti dopo: Cupi serve in area Merloni, assist a Cardini, ma la sfera finisce alta. Nella ripresa il Santarcangelo è più deciso, ma al 53’ l’Urbino va in affondo: Guidi serve Paglialonga al limite dell’area, palla a Sabbatini e tiro di collo pieno che infila Pacileo nell’angolino alla destra. La reazione romagnola c’è, l’Urbino si chiude. Al 58’ slalom di Marolda in area ospite ma il sinistro è alto. Al 62’ Rossi vola a deviare l’ottima punizione di Merloni. Ancora gialloblù pericolosi al 71’ dalla bandierina: Franchini calcia in area e Marolda incorna a incrociare, lambendo il palo destro di Rossi. Al 75’ l’Urbino capisce di avere la salvezza in tasca: Rossi, mancata l’uscita su cross di Cardini, vede Merloni incornare la sfera alta sulla traversa a porta vuota. Al’88’ Franchini guadagna la sfera a parte in fascia, ritardando il lancio per uno smarcato Merloni che ha davanti a se solo l’ottimo Rossi. Proprio in coda al recupero c’è il raddoppio di Chiarabini che chiude match e playout.
6 Giugno 2005
Il ranger
Fugge sotto la pioggia e va in crisi ipotermica
Una coltellata sul volto dell'amico: arrestato
MACERATA FELTRIA – I carabinieri della Compagnia di Novafeltria hanno tratto in arresto un marocchino, B.S., 26 anni, operaio, in regola con il permesso di soggiorno, residente a Macerata Feltria, accusato di lesioni personali dolose, resistenza a pubblico ufficiale e porto d'armi e d'oggetti atti a offendere. Dopo la convalida del'arresto, il ventiseienne è stato processato e condannato a cinque mesi di reclusione. B. S. è già tornato in libertà.
L'episodio che ha portato alla arresto del giovane nordafricano è accaduto nel primo pomeriggio di martedì, in una località del Comune di Macerata Feltria. B. S. si era recato a casa di un connazionale, A. Z., 32 anni, con il quale ci sarebbe qualche vecchia ruggine. Una situazione preoccupante che ha rischiato di provocare una tragedia. Quando i due si sono incontrati, è venuta fuori qualche parola di troppo, tanto che è scattata l'ira del ventiseienne, accompagnata da un fendente di troppo.
Bravo, nell'occasione, A. Z., che riusciva ad evitare con perfetto tempismo di essere centrato dalla lama, lunga 18 centimetri, di un coltello da cucina. Infatti, la coltellata provocava soltanto una ferita lacero contusa al volto che i medici del pronto soccorso dell'ospedale di Urbino hanno giudicato guaribile in sette giorni.
Mentre A. Z. veniva soccorso e trasportato al nosocomio ducale, B. S., resosi finalmente conto dell'accaduto, si allontanava velocemente dall'abitazione del conoscente ma incontrava un vigile urbano di Monte Cerignone (NdR: Massimo Giorgini) che accorreva perché la sua attenzione era richiamata dalle invocazioni d'aiuto del ferito. Il ventiseienne resisteva al tentativo del vigile che cercava di bloccarlo e si dava alla fuga. Scattavano le ricerche congiunte dei carabinieri delle stazioni di macerata Feltria e Piandimeleto, che dopo due ore, tra i cespugli di una siepe ubicata nei pressi di un bar, rinvenivano il coltello usato dall'aggressore.
Le ricerche, affannose e ostacolate dal maltempo, si concludevano prima di sera quando il fuggitivo veniva rintracciato tra la fittissima vegetazione sulle rive del fiume Conca. Prima dell'arresto, il giovane, in crisi ipotermica, veniva curato dai medici di Urbino.
14 Maggio 2004 – Corriere Adriatico Online
Ordinaria amministrazione
“Abbiamo solo variato il parametro sui residenti La giunta è qualificata e l’ente è inutile se viene amministrato male come per le altre realtà”
“Non ci siamo ridotti lo stipendio”
Il presidente della Comunità montana del Montefeltro
CARPEGNA – Dopo una gestazione per certi versi difficile la nuova giunta della Comunità Montana del Montefeltro è stata concepita ed è pienamente operativa anche in fatto di deleghe.
Una giunta definita, dalla minoranza, zoppa per più ragioni: una giunta di sette elementi di cui sei sono tutti dell'alto Foglia (Lunano, Piandimeleto, Carpegna, Frontino, Macerata Feltria e Pietrarubbia); cinque sono gli ex sindaci che non potevano, vista l'attuale normativa, ripresentarsi nelle vesti di sindaci; il presidente del Consiglio comunitario, figura da super partner, doveva essere un personaggio non di partito ma eletto da una lista civica; lo stesso vulcanico vice presidente della Comunità Montana, il socialista Tonino Salvatori, che mirava alla presidenza, non è affatto soddisfatto di quanto è stato concesso, a lui e al suo gruppo, in sede di ripartizione delle cariche; infine un anacronistico annuncio di riduzione, di tutta la giunta comunitaria, del 50 per cento dello stipendio rivelatosi poi un grosso malinteso.
Le stesse lamentele della minoranza le poniamo come domande provocatorie al presidente della Comunità Montana Michele Maiani, che da buon politico navigato non si scompone affatto.
“Abbiamo realizzato una giunta qualificata e di grande esperienza e questo è senza dubbio un grande vantaggio. Forse dal punto di vista territoriale si poteva fare meglio ma è sempre difficile far conciliare scelte politiche, territoriali, di equilibrio, di esperienza e di pronta disponibilità. Per quanto riguarda la richiesta di un presidente comunitario super partner sono d'accordo anzi, dirò anche di più, poteva essere anche del gruppo della minoranza ma in tutti gli incontri ufficiali la minoranza non ci ha mai formalizzato tale richiesta. Per quanto riguarda il vice presidente Tonino Salvatori, sappiamo tutti che è una persona generosa ma che caratterialmente è fatta in un certo modo. In questo ambito non si è ritenuto opportuno concedere la presidenza comunitaria così come richiesto dai socialisti. Comunque, Salvatori ricopre la carica di vicepresidente dell'ente con deleghe importanti quali la viabilità e i lavori pubblici”.
Ha fatto notizia, per i tempi in cui viviamo, l'annuncio della auto riduzione del 50% dello stipendio…
“Non è proprio così. Io ho solo annunciato che avremo diminuito la fascia degli abitanti del 50% passando da quella compresa fra i 10 mila e 30 mila, che è poi quella che corrisponde agli abitanti nostri, alla fascia da 5 a 10 mila su cui parametrare lo stipendio mio, quello del vice presidente e quelli degli assessori. Una diminuzione dello stipendio c'è stata ma non del 50%. Forse è stata la minoranza a capire male”.
Tempo fa il sindaco di S. Angelo Settimio Bravi e il vice sindaco di Mercatello Alfiero Marchetti hanno messo in dubbio l'utilità delle Comunità Montane…
“Ogni territorio della Comunità Montana ha la sua storia. I territori della mia comunità sono tutti montani compreso quelli aggregatisi in seconda battuta. Per esempio a Tavoleto non passa una corriera pubblica. Forse in altre Comunità questo problema si pone anche se non spetta a me giudicare. Fra l'altro vi è una legge in cui si potrà rivedere i confini. Io non penso che le Comunità siano inutili. Sono inutili solo se vengono amministrate male, come tutti gli enti”.
28 Dicembre 2004
Gabriele Santi
L’oste secco
Tanti aspiranti sommelier hanno ricevuto il diploma Ais
Ieri, presso le cantine della Guido Berlucchi, leader nella produzione di spumanti, aspiranti sommelier della provincia hanno ricevuto il diploma dell'A.I.S. di terzo livello, dopo tre anni di studio e d'impegno. Oltre ai partecipanti al corso, erano presenti il sommelier Giuseppe Cristini, Delegato A.I.S. per la provincia, e Lorenzo Paolini, agente di zona della Guido Berlucchi.
Questi i nomi dei neo-sommelier: Cappelli Omar, Sant'Agata Feltria; Semprini Fabio, Novafeltria; Ceccarini Bruno, Urbino; Bettini Fulvio, Sant'Agata Feltria; De Silvestri Riccardo, Pennabilli; Cirone Francesca, Novafeltria; Piva Fausto, Novafeltria; Biagetti Federico, Urbania; Celli Domenico, Novafeltria; Varotti Lucio, Novafeltria; Fabrizio Rossi (NdR: padre, con Roberto Martelli e Tiziano Chiarabini, della "Osteria Clementina", grazioso e allettante ristorantino di Monte Cerignone dove, si dice, servono una "tagliata" talmente buona che il goloso cliente è costretto a prenotare con due settimane di saggio anticipo); Molari Stefano, Novafeltria; Cottini Danilo, Mercatello sul Metauro; Ciaroni Paolo, Novafeltria; De Nunzio Francesco, Talamello; Ugolini Graziano, Colbordolo; Arseni Luigi Maria, Urbino; Maroncelli Angelo, Urbino; Paoloni Michele, Fermignano; Gaudenzi Andrea, Pesaro; Papi Raffaele, Cagli; Bernardini Maurizio, Acqualagna; Bernardini Cristina, Acqualagna; Valli Giovanni, Macerata Feltria; Rossi Giuseppe, Lunano; Salciccia Giordano, Acqualagna; Fanelli Giangiacomo, Fossombrone; Santi Francesco, Borgo Pace; Rossi Sauro, Fermignano; Paiardini Gionata, Urbania; Fucili Domenico, Urbino; Forlucci Daniele Urbania.
7 Luglio 2003 – Corriere Adriatico Online
Alto Montefeltro, bassa politica?
Rosati dell’opposizione ricorda al neoeletto una promessa: riduzione dello stipendio del 50% per sè e per gli assessori
Braccio di ferro alla Comunità montana dell’Alto Montefeltro
Giunta fatta, ma che fatica
Confermato Maiani, la minoranza lascia l’aula
CARPEGNA – L’altra notte c'è stata – dopo mesi di laboriose trattative – l'elezione del presidente e della relativa giunta della Comunità Montana dell'Alto Montefeltro. A capo della giunta è stato eletto il presidente uscente Michele Maiani, ex sindaco di Montecerignone, che da circa un anno ricopriva la carica del vertice comunitario dopo le dimissioni di Oriano Giacomi. Nonostante che le sinistre abbiano, nell'alto Montefeltro, una larga maggioranza c'è stato lo stesso un negoziato difficile e laborioso per raggiungere l'organigramma operativo comunitario ma alla fine, visto che tutta minoranza ha lasciato l'aula, il voto è stato unanime: 28 preferenze su 28 votanti.
Oltre a Michele Maiani è stato eletto il presidente del Consiglio comunitario Carlo Magnani di Mercatino Conca. Faranno parte (anche se ancora non sono state decise le deleghe) della Giunta comunitaria il vice presidente Tonino Salvatori ex sindaco di Lunano, gli assessori Gilberto Conti ex sindaco di Piandimeleto, Antonio Mariani ex sindaco di Frontino, Maria Assunta Paci ex sindaco di Pietrarubbia, Guido Salucci di Carpegna e Luca Gorgolini ex vicesindaco di Macerata Feltria.
Non c’è stato un grosso rinnovamento, come qualcuno si sarebbe aspettato, tuttavia la giunta – composta di sette persone – sembra molto esperta con ben 5 ex sindaci, un ex vice sindaco e l'altro, per rimanere in argomento, “figlio d'arte” perché il padre, alcuni anni fa, è stato sindaco di Carpegna.
Soddisfatto il presidente Maiani che dice di avere un progetto con programmi ambiziosi per rilanciare il ruolo della Comunità Montana. “Il nostro dovrà essere un ente che favorisce lo sviluppo e la crescita dei territori montani con il sostegno ai nostri comuni. Importante saranno anche i progetti d'intesa con altre Comunità Montane. Risultati positivi ne abbiamo avuti e vogliamo continuare ad averne. Siamo, dai dati dell'ultimo censimento, un territorio in crescita. Abbiamo vinto solo qualche battaglia ma vogliamo – conclude Maiani – vincere la guerra”.
La minoranza, dopo la votazione del presidente del Consiglio, ha lasciato l'aula e questo è considerato un fatto grave. L'avvocato Alessandro Rosati, considerato il probabile capogruppo della minoranza, sostiene che l’atto ha buone motivazioni: “Il presidente del consiglio doveva essere uno fuori dai giochi politici e così non è stato; le precedenti due convocazioni comunitarie sono andate deserte perché la maggioranza non era riuscita a trovare l'intesa ed infine il gruppo di Rifondazione ha criticato tutto alla maggioranza ma poi, alla fine, non hanno fatto mancare l'appoggio esterno. Infine vorrei ricordare la promessa che il presidente Michele Maiani ha fatto come primo atto: la riduzione dello stipendio del 50% per sè e conseguentemente anche per gli assessori”.
GABRIELE SANTI
29 Novembre 2004 – Corriere Adriatico Online
Made in Monte Cerignone

David Lees – Ritratto di Umberto Eco a Monte Cerignone (1983)
Da sinistra a destra: Giuvan id Grega, Giannetto, Umberto Eco, Silvano e Lello
Da "Il Resto del Carlino"
Addio a David Lees, raccontò l'Italia su 'Life'
Firenze, 12 gennaio 2004
È morto David Lees, un artista della fotografia. Aveva 87 anni ed il decesso è avvenuto sabato scorso all'ospedale di Careggi a Firenze, dopo una lunga malattia. I funerali saranno celebrati lunedì 19 gennaio nella chiesa di San Bartolo in Tuto (Scandicci).
Era figlio di inglesi illustri (il padre, Edward Gordon Craig, importante drammaturgo, la madre, Dorothy Nevile Lees, poetessa), ma era nato a Firenze nel 1916 e a Firenze ha vissuto quasi tutta la sua vita. Grazie al suo lavoro in Italia, Lees si è affermato come uno dei fotografi di riferimento per l'editoria americana. In particolare, nella sua lunga collaborazione per la rivista illustrata «Life» ha contribuito a costruire un'idea positiva e gloriosa di una certa Italia nell'immaginario americano, tra gli anni Cinquanta e Ottanta.
Firenze Mostre ha reso omaggio a Lees lo scorso autunno dedicandogli una mostra alle Regie Poste degli Uffizi promossa in collaborazione con la Soprintendenza per il Polo Museale fiorentino, il Comune di Firenze e il Gabinetto Vieusseux: era intitolata «David Lees, 30 anni di storia italiana attraverso le fotografie di Life» ed è stata un grande successo di critica e di pubblico. La mostra nei prossimi volerà a Londra e a New York. Il fotografo David Lees era del resto una personalità anche negli Stati Uniti. Per tre decenni la sua macchina fotografica aveva documentato l'America sulle non facili vicende italiane: la politica, i papi, i capitani d'industria, il costume, la gente, le sciagure. E l'arte. Restano memorabili le sue immagini sull'alluvione di Firenze del 1966 e sul lungo lavoro di restauro di monumenti, dipinti, libri.
«In quegli anni non ancora colonizzati dalla televisione, Life era la rivista più letta. Aveva un'influenza enorme che David Lees, fotografo di razza, sfruttò per insegnare agli americani e al mondo a conoscere e ad amare l'Italia, nostro e suo Paese», ha dichiarato Franco Camarlinghi, presidente di Firenze Mostre. Dallo sterminato archivio privato di David Lees, Cosimo Chiarelli, docente di storia della fotografia all'università di Pisa, ha selezionato per la recente mostra fiorentina 130 immagini in bianco e nero e a colori stampate in medio e grande formato.
Le immagini dei principali fatti di cronaca di quegli anni (il disastro del Vajont e i funerali di papa Giovanni nel 1963; l'alluvione di Firenze nel 1966, il pontificato di Paolo VI che chiamava Lees «l'inglese fiorentino») si alternano a felici servizi di costume (il matrimonio tra un giovane soldato americano e una ragazza meridionale, la storia di un bambino e delle sue 50.000 cartoline illustrate) e a ritratti, sempre abilmente costruiti, dei grandi nomi dell'industria (Gianni Agnelli, Adriano Olivetti, Enrico Piaggio), della moda (Armani, Pucci, Ferragamo) e della cultura (Berenson, Pound, Montale, Fellini).
Il rigore di Lees, la sua ricerca di una lucida espressività sono lontani dalle tendenze del tempo dominato da fotoreporters impegnati e paparazzi. Ma sono proprio gli elementi stilistici che ne fanno un precursore delle più recenti tendenze della nuova documentazione, avvicinando le sue opere a quelle di più giovani maestri come Thomas Struth o Andreas Gursky.

