Archivi per la categoria ‘de gustibus’
MTV – la tv del diavolo
Da circa una decina di giorni sto seguendo un simpatico telefilm trasmesso quotidianamente da MTV verso le 8 di sera e replicato l'indomani intorno alle 14.
Si intitola Reaper ed è roba per ragazzini ma in quegli orari, quando di solito sono di ritorno dal lavoro, non c'è granchè in TV ed oltre al TG è quanto di più spassoso venga mandato in onda.
Ho detto trattarsi di roba per adolescenti tuttavia la metafora del soul-retriever di cui i genitori hanno venduto l'anima al diavolo, è assai sottile così come quella della coppia di demoni gay suoi vicini di casa che agli stessi genitori cerca di sostituirsi. La trama dei vari episodi è alquanto semplice, di derivazione fumettistica e la suspense ridicola. Le battute della trinità acchiappa-anime tutt'altro che esilaranti e spesso solo sufficientemente comiche. Le idee espresse e i valori comunicati mi sembrano tuttavia degni d'interesse ma non sempre per via di una loro valenza positiva. E poi c'è Ray Wise, il Leland Palmer, padre della più famosa Laura Palmer di Twin Peaks, che interpreta il diavolo in maniera davvero spiritosa e singolare. Mi fa morire quando mostra i denti, in ogni senso, e quando descrive cinicamente la realtà dissacrando puntualmente, ogni volta che apre bocca, quanto buona parte del cinema degli ultimi 100 anni c'ha somministrato o meglio, dato a bere. E' praticamente la ragione unica per cui m'inchiodo a guardare questo buffo dramedy americano. Senza contare ovviamente le fonti di lussuria proposte, dalla piastrata Valarie Rae Miller che sebbene sia tutt'altra cosa, conciata in tal modo mi ricorda vagamente il James Earl Jones di "Conan il barbaro", alla candida Missy Peregrym, passando per la deliziosa Jessica Stroup e la bellissima Melinda P. Clarke ovvero la diabolica (tanto per restare in tema) Julie Cooper di The O.C., altra serie televisiva di successo di qualche anno fa. Per il resto, e cioè per buona parte del tempo di permanenza on air, è robaccia tuttavia non credo sia un caso che me lo ritrovi ogni giorno davanti agli occhi tanto all'ora di pranzo quanto all'ora di cena e sia costretto a sorbirmi praticamente ogni episodio della serie. Considerando tra l'altro che i miei orari sono più o meno gli stessi dei ragazzi di ritorno dalla scuola ai quali del Tg non può fregarne di meno (e per fortuna, visto l'alto contenuto informativo dei notiziari che vanno in onda sulle varie emittenti), temo sia proprio il caso di dire che il diavolo questa volta c'ha messo lo zampino.
Talk Radio
Atmosfere da "lanterne rosse" e poesia pura, soprattutto quando è stata la volta delle contorsioniste.
Poi, di sfuggita, un brandello della rappresentazione di tre comici e musicisti travestiti da barbieri e "cavadenti".
Davvero spassosa, ma un po' troppo trascinata così ho finito per annoiarmi e siccome cominciavo a sentirmi stanco oltre che infreddolito, ho preso la strada di casa.
Durante il ritorno ho scoperto, ascoltando la radio, che esistono equazioni o forse algoritmi (così mi pare abbia detto lo speaker ma non prendetemi alla lettera) per spiegare ogni cosa, ce n'è uno dunque che prova a motivare anche il fatto che piova più spesso nel week-end piuttosto che negli altri giorni: sembra sia tutta colpa delle polveri sottili.
Giunto a Monte ho fatto un rapido passaggio all'Arcipikkia quindi tra una bevuta, l'estrema sintesi del finale di Anna Karenina, il riassunto dell'ultima puntata di "Lost" e quattro cazzate di Fabietto, l'estroso fisarmonicista'd Mungrimèn che dall'estate scorsa imperversa a Monte con la propria musica e le proprie barzellette, ho salutato tutti e ho di nuovo preso la strada di casa.
Accendo la macchina e la radio, come al solito, parte automaticamente. Su Radio2 c'è Veronica Pivetti che conduce una trasmissione notturna (o forse si tratta di una replica) e che come sottolinea un ascoltatore, con quella sua voce a tratti afona, quando fa la bambina indemoniata è davvero forte. A me MI fa morire.
Giro stazione per sbaglio e mi ritrovo un'altra grande voce roca, quella di Rino Gaetano che sta cantando "Ma il cielo è sempre più blu". Non posso fare a meno di fermarmi ad ascoltare questa stupenda canzone che in pochi versi condensa la quasi totalità degli usi e costumi della nostra Italia.
Non sono per gli assoluti ma almeno per quanto mi riguarda, credo sia una della canzoni più belle che abbia mai avuto modo di ascoltare così, prossimo alla discesuola di casa mia, decido di tirare diritto e giunto all'albergo faccio inversione, torno indietro e proseguo senza meta in direzione di Mercatino.
Non è la prima volta che mi succede.
Ad un tratto quando guardando il display arancione della mia Opel mi rendo conto che è il due di giugno, finisco per commuovermi un po' (sto esagerando ma al momento non trovo altre parole per descrivere il mio stato d'animo).
Terminata la canzone mi risintonizzo sulla Pivetti e dopo aver fatto un paio di volte su e giù da Monte fino al bivio di Savignano, imbuco finalmente la discesuola che mi porta a casa.
Ogni tanto mi capita di incrociare persone che sgranano gli occhi quando mi vedono ridere da solo come un matto o fare da una parte all'altra della strada mentre cerco di scovare la stazione che m'interessa, ma ne vale la pena: non c'è niente di più piacevole (sto di nuovo esagerando) che ascoltare qualche bella trasmissione radiofonica mentre si è in macchina che si sta viaggiando, in particolar modo di notte, con tutte le luci del cruscotto e dei vari display accese.
A proposito di LOST
Il testo però ha cominciato a dilatarsi e sono riuscito a completarlo solo ora così eccolo qua pronto per essere pubblicato, piuttosto che su un forum attinente, nel nostro blog.
Ma con Google forse non sarà difficile scovarlo neppure per i tanti appassionati.
Uno scontro tra due semidei, è così che termina la quinta serie di "Lost": Jacob, il tessitore, una sorta di Penelope al maschile che intreccia tele greco-egizie e che vive all'interno del piede a 4 dita intravisto in un episodio delle precedenti stagioni e l'uomo della "loop-hole" (l'espediente, il sistema, la scappatoia). Il piede è un rudere di un'antica statua dal corpo di uomo e la testa di coccodrillo recante due grosse croci ansate, una per mano, esattamente come nelle più classiche rappresentazioni egizie di tale simbolo sacro.
Il colosso infatti, costruito su di un piccolo scoglio a ridosso del mare, col piede sinistro leggermente proteso in avanti, il tipico copricapo delle divinità ed il caratteristico "gonnellino", assomiglia alla rappresentazione del Dio egizio Sobek dell'acqua e della fertilità e come il faro d'Alessandria pare in perenne scrutamento del mare antistante costituendo senz'ombra di dubbio un indiscutibile riferimento alla cultura dello straordinario popolo del mediterraneo.
La ABC afferma tuttavia trattarsi di Taweret ma evidentemente non conosce bene l'iconografia egiziana o assai più verosimilmente gli autori giocano a mischiare cose e culture diverse.
Rappresentare Taweret, con quel suo pancione da ippopotamo, del resto, sarebbe stato certamente meno suggestivo, anzi, probabilmente anche un po' ridicolo ed il riferimento alla cultura egizia, per noi profani, meno evidente. Tuttavia Taweret, nella trama di Lost, ci entra meglio del compagno Sobek ed ha maggiore ragion d'essere visto che rappresenta la Dea che protegge le donne incinte e visto che non si sa per quale arcano motivo, nascituri e puerpere sull'isola non hanno vita lunga.
La mia però è solo un'ipotesi ed il reale significato di quella statua per ora rimane ignoto.
La causa dello scontro tra i due semidei invece, almeno apparentemente, viene svelata da subito: la seconda semidivinità, proprio come Jacob, è un antico abitante dell'isola e ne rappresenta la fazione conservatrice, chiusa e tesa a mantenere segreto il proprio mondo mentre Jacob è un progressista aperto anche all'ambiente esterno e quando un bel giorno un veliero si affaccia all'orizzonte (presumibilmente si tratta della "Roccia Nera"), il misterioso uomo della "loop-hole" raggiunge Jacob ai piedi del colosso e gli manifesta, senza mezzi termini, la propria intenzione d'ammazzarlo per quanto aveva fatto, promettendogli che un giorno o l'altro avrebbe trovato una "loop-hole", appunto, ovvero uno stratagemma per ucciderlo davvero. Perché ovviamente è stato Jacob a fare in modo che quei navigatori scoprissero l'isola, altrimenti introvabile, e perché evidentemente Edom (chiamiamolo pure così l'uomo della loop-hole) non avrebbe potuto uccidere il fratello direttamente.
Avete letto bene, ho scritto proprio "fratello", perché questo nuovo personaggio potrebbe infatti essere un riferimento al biblico Esaù, Edom appunto, il fratello maggiore di Giacobbe (Jacob) cui quest'ultimo sottrasse sia la primogenitura che la benedizione del padre Isacco.
La perdita della primogenitura avvenne per via di un meschino baratto mentre la benedizione gli fu rubata tramite un perfido inganno per il quale Esaù cominciò ad odiare a morte il fratello rimanendo per lungo tempo determinato ad ammazzarlo.
Bisogna dire che anche il temperamento dei personaggi corrisponderebbe, Edom più irrequieto mentre Jacob tranquillo, riflessivo e pacifico.
Ma torniamo a "Lost": dal fatto che ad uccidere Jacob materialmente sarà poi Ben Linus, si evince che parte dello stratagemma consiste nell'indurre Ben a colpire Jacob al proprio posto in quanto, evidentemente, per ragioni che non ci sono ancora date sapere, non avrebbe potuto farlo di mano propria.
Edom, quando insieme a Ben entra nella dimora di Jacob ha però le sembianze di Locke che sembra essere tornato in vita dal momento in cui il secondo aereo, quello dell'Ajira precipita sull'isola.
Purtroppo invece non è così, in una delle scene finali, il corpo di Locke viene rovesciato per terra esanime da un contenitore d'alluminio trasportato fino al piede di Taweret da Ilana e dai suoi scagnozzi.
Ed ecco finalmente che si comprende lo strano comportamento del risorto Locke, un Locke più infido e calcolatore, un Locke che poi avrebbe ucciso Jacob ed intenzionato a riprendere il controllo dell'isola.
Ma Jacob è un abile tessitore e la tela di Penelope è pronta per essere disfatta e nuovamente tessuta, quindi quell'ultimo flashback che per l'ennesima volta ci riporta indietro di 30 anni e a seguire, l'esplosione atomica che pone fine alla V stagione, una stagione estremamente farraginosa dove i salti temporali dei primi episodi contribuiscono enormemente ad aggrovigliare l'intrico svelando trame ordite precedentemente e allo stesso tempo reintrecciandone di nuove, non possono rappresentare che il preludio per un'immediata "rinascita" (in base alle teorie di Faraday) e l'avvio di una stagione dove si combatterà finalmente la tanto preannunciata guerra tra fazioni.
La quinta stagione, come appena detto, è anche la stagione in cui si comincia a dare risposta agli innumerevoli interrogativi posti nel corso delle stagioni passate, è ovvio però che la soluzione dell'intero arcano la riceveremo soltanto alla fine della prossima serie e questo mi preoccupa alquanto per via del fatto che tenere alta la suspense, la tensione, il senso di mistero fino all'ultima puntata non sarà certo facile e allo stesso tempo, nel caso in cui gli autori dovessero riuscirvi, il finale, per potersi ritenere all'altezza, dovrà essere, a dir poco, esilarante, considerata l'aspettativa che si è andata creando finora e che andrà quasi certamente amplificandosi nel corso delle prossime puntate.
Non sempre infatti, quando si danno delle risposte queste si rivelano soddisfacenti.
Nonostante, devo dire, di essere assai fiducioso perché gli autori di Lost sono stati quasi sempre bravi a sorprenderci e sono pronto a scommettere, pertanto, che saranno in grado di farlo ancora. Aspetteremo impazienti dunque e staremo a vedere cosa accadrà nella convinzione che non potranno deluderci.
Per quanto mi riguarda mi auguro un finale altrettanto mirabolante quanto quello della 4^ serie. Potrebbe essere tuttavia anche uno di quegli epiloghi che lasciano aperta la possibilità per un "to be continued" ovvero per una ripartenza. In questo caso, dopo i titoli di coda, spegnerei comunque definitivamente il televisore.
Ma forse mi sto sbagliando a dare così tanta importanza a quelle che in pratica non sarebbero altro che poche scene se paragonate all'intera lunghezza del serial perché a detta di qualcuno non conta tanto la destinazione quanto piuttosto il viaggio. E Lost in questi anni ci ha regalato dei trip veramente fantastici. Quindi dovremmo forse rassegnarci all'idea che l'isola sia davvero tutta quanta un'invenzione della mente schizofrenica di Hurley, come del resto ci è già stato prospettato in un episodio della seconda stagione, o magari al finale scontato di un felice ritorno a casa senza ottenere risposta alcuna riguardo ai misteri dell'isola e dei suoi abitanti o ancora, una conclusione dove il tempo e la storia vengono mutati affinché tutto quanto è accaduto non accada mai e senza dunque che i personaggi si possano mai rendere conto di aver vissuto quest'assurda avventura. Chi lo sa, probabilmente meglio non pensarci e godersi i trip dei prossimi episodi fino alla fine dell'intero viaggio senza stare a preoccuparsi di come il viaggio stesso si concluderà.
Addio a scià Maria
Se n’è andata la Maria, Maria Manté, a scià Maria come era d’obbligo chiamarla nella sua trattoria di vico Testadoro, una creuza nascosta nel cuore della city che già evocava, nel nome, qualcosa di fantastico e alternativo. Maria aveva 85 anni e da qualche tempo non lavorava più, ma è stata popolare a Genova come Vialli & Mancini, Beppe Grillo, Paolo Villaggio. Ha sfamato legioni di studenti, artistoidi, intellettuali, mezzemaniche, coppiette innamorate e ubriaconi solitari, squattrinati tout court: tanto che a lei e non ad altri LeMonde, il più autorevole quotidiano di Francia, dedicò nel 2003 un reportage di una pagina e mezzo, affidandolo a una delle sue firme prestigiose: Michel Samson, inviato politico e corrispondente da Marsiglia.
Samson venne a Genova per raccontare la Superba, che rialzava la testa dopo gli anni bui del declino industriale, e varcò abbastanza per caso la soglia del numero 15 di vico Testadoro. «Quello che vidi – raccontò al SecoloXIX – fu qualcosa di fantastico. Lunghe tavolate con la gente che si accomodava una davanti all’altra senza conoscersi, si salutava e cominciava a parlarsi. Tovaglie a quadri bianchi e rossi macchiate d’ogni colore eppure accoglienti, calde e familiari come le posate spaiate o i bicchiari diversi. Mi sedetti, ordinai. E scoprii di essere arrivato in paradiso».
Pochi euro per un piatto di ravioli e due fette di cima, la pietanza che proprio De Andrè ha eletto a simbolo della sacralità cuciniera in una delle sue canzoni più belle: «Cos’atro fa / cos’atro daghe ao cé?».
Cos’altro fare, cos’altro dare al cielo Maria Mante’ lo sapeva bene. Non solo ravioli di borragine, non solo la cima ripiena ma anche polpo e patate, tomaxelle, stoccafisso, trenette e minestrone, trippa, buridde, sardine impanate, coniglio al verde. La scià Maria riportava all’onor del mondo l’essenza profonda della ligusticità, la cucina d’ingegno, costretta ad arretrare e a rifugiarsi sull’Appennino incalzata dalle orate finte e dal pesto senz’aglio, quello che lo storico Paolo Monelli definiva «orribile manteca, buona per le bocche morbide dei milanesi».
Sull’esempio di Le Monde si occupò di lei anche il New York Times, e a quel punto il successo fu planetario. Il pittore genovese Camillo Cuneo organizzò nella Grande Mela una mostra con i menù, e “Pollo al Forno” divenne il titolo di un’opera d’arte moderna. Una favola, dopo sessant’anni passati a spignattare. Eppure la Maria, anziché trasferirsi sul lungomare o cominciare a frequentare i salotti televisivi, magari insegnando alle casalinghe di tutta Italia che il basilico non bisogna toccarlo col coltello, perché diventa nero, restò orgogliosamente in vico Testadoro. Nemmeno qualche avamposto di fighetti riuscì a guastarlo, regolarmente respinto dalle macchie sulle tovaglie o dal rutto d’ordinanza del commensale all’angolo. A spaventare i concorrenti, che pure avrebbero volentieri riciclato il modello Maria e inviavano agenti segreti a spiare menù e atmosfere, bastavano invece i prezzi: cinque, sei, sette euro… Scappavano, dopo aver capito che mai avrebbero potuto competere con l’onestà.
Se mai avesse bollito un branzino, facendo torto a se stessa e alla storia di una grande cucina che è d’orto e non di mare, la scià Maria non avrebbe mai osato chiedere 24 euro a porzione. E anziché giustificarsi spiegando che «il prezzo del pesce fresco è salito alle stelle» avrebbe acquistato le sardine, sul mercato, gli sgombri, i merlani, i sugarelli. Avrebbe naturalmente lavorato di più a prepararlo, il cosiddetto pesce povero, e guadagnato di meno: ma avrebbe ancora una volta dimostrato che la cucina è sempre superiore alla cottura, pura e semplice, e che i sapori spesso dipendono dai saperi.
Domani (alle 11,45) i funerali di Maria Mante’ saranno celebrati nella parrocchia di Santa Maria delle Vigne, cuore del centro storico, a un passo dalle battone politicamente scorrette e dalle ultime trattorie che si ostinano a preparare piatti da operai. Una cosa semplice. Non ci saranno le massime autorità, non tutte almeno, non saranno letti i messaggi del Frank Sinatra di turno perché dalla scià Maria non ci andavano le star. Ci andava Dario Fo, ecco, incantato dall’atmosfera di cordialità umana scomparsa dai ristoranti e dai fast-food, dai bar, da “localini” del gusto omologato. Ci andava Beppe Gambetta, grandissimo chitarrista capace di accordare musica e cibo. Ci andava soprattutto la gente semplice.
Del resto, mangiare dalla Maria voleva uscire con il profumo di Genova nell’anima e nel cuore, e anche sugli abiti, e andarne orgogliosi nel grigiore olfattivo della civiltà deodorata. Voleva dire ritirare un sorriso, assieme allo scontrino, e conservarlo nel portafogli dei sentimenti che posseggono soltanto i ricchi veri, quelli che sono capaci di spendere la felicità.
Pulp Fiction
Frasi
- Se non sbaglio Marsellus, mio marito… il tuo capo, ti ha detto di portarmi a spasso e di fare tutto quello che voglio… e io voglio ballare, voglio vincere e voglio quel trofeo. (Mia)
- [Dopo aver tirato cocaina nel bagno del locale] Ho detto cazzo che botta, che botta cazzo! Cazzo che botta! (Mia)
- Tre pomodori camminano per la strada. Papà pomodoro, mamma pomodoro e il pomodorino. Il pomodorino cammina con aria svagata e papà pomodoro allora si arrabbia e va da lui, lo schiaccia e dice: 'Fai il concentrato' (Mia)
- Essere leali è molto importante. Perciò, tu ora vai fuori e dici: "Buonanotte, ho passato una bellissima serata". Infili la porta, entri in macchina, vai a casa, ti fai una sega e finisce la storia… (Vincent Vega)
- Hai visto, signorina? Rispetto! Mi rispettano tutti, perché io ho carattere. (Wolf)
- I silenzi che mettono a disagio… Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate, per sentirci più a nostro agio? [...] È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale, quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace. (Mia)
- Fabienne, quell'orologio apparteneva a mio padre: hai idea di quante ne ha passate per farmi avere quell'orologio? Non ho tempo per i dettagli, ma ne ha passate un sacco. Ora, tutte queste stronzate le puoi anche bruciare, ma ti ho espressamente raccomandato di non dimenticarti di quel cazzo di orologio! (Butch)
- Quando voi maschiacci vi riunite siete peggio di un circolo di cucito. (Mia)
- Questo orologio che ho qui fu visto e acquistato dal tuo grande bisnonno durante la Prima Guerra Mondiale. Fu comprato in un negozio di cianfrusaglie a Knoxville, nel Tennessee, prodotto della prima ditta che abbia mai fatto orologi da polso – fino ad allora si portavano solamente orologi da taschino. Sì, è stato comprato dal valoroso patriota Errayn Cooldige il giorno in cui si è imbarcato per Parigi. Il tuo bisnonno aveva questo qua durante la guerra: non se n'è mai staccato fino alla fine dei combattimenti. E dopo aver fatto il suo dovere, tornò a casa dalla tua bisnonna, si tolse l'orologio dal polso, lo mise in un barattolo da caffè ed è lì che è rimasto finché tuo nonno Dane Coolidge non fu chiamato dal suo Paese perché andasse di nuovo a servire la patria. E… era la Seconda Guerra Mondiale questa volta. Il tuo bisnonno ha dato quest'orologio a tuo nonno per buona sorte. Sfortunatamente, a Dane è andata peggio che al suo vecchio padre. Lui era un marine ed è rimasto ucciso con tutti gli altri marines nella battaglia di Wake Island. Tuo nonno stava affrontando la morte: lui lo sapeva. Nessuno di loro poteva illudersi che avrebbe mai lasciato quell'isola da vivo. Così, tre giorni prima che i giapponesi prendessero l'isola, tuo nonno chiese a un artigliere addetto all'aviazione militare, di nome Winacki, un uomo mai visto prima in vita sua, di consegnare al suo figlioletto – da lui mai visto in carne ed ossa, il suo orologio d'oro. Tre giorni dopo tuo nonno rimase ucciso, ma Winacki mantenne la sua parola. Alla fine della guerra, andò a fare visita a tua nonna, per consegnare a tuo padre, bambino, l'orologio d'oro del suo papà: quest'orologio. Tuo padre l'aveva ancora al polso quando è stato abbattuto sopra Hanoi. L'hanno catturato e messo in un campo di prigionia vietnamita. Sapeva che se quelli avessero visto il suo orologio gliel'avrebbero confiscato, eh, portato via. Per come la vedeva tuo padre, quest'orologio era tuo di diritto, che fosse dannato se quei musi gialli mettevano le manacce sui beni di suo figlio. Così l'ha nascosto nel solo posto dove sapeva di poterlo fare: nel sedere, per cinque lunghi anni ha tenuto l'orologio infilato nel sedere. Poi è morto di dissenteria, mi ha dato l'orologio. Ho nascosto questo scomodo pezzo di metallo nel sedere per due anni. Poi, finalmente, sono stato rimandato a casa dalla mia famiglia. Adesso, giovanotto, consegno a te l'orologio. (Capitano Koons)
- La coca è bella che morta da… da un pezzo. L'eroina sta rimontando in modo pazzesco. (Lance)
- Senti, tu l'hai portata qui, perciò gliela fai tu l'iniezione. Quando porterò da te una in overdose le farò l'iniezione! (Lance)
- È stato meglio di una strippata! (Jody)
- Sai cosa voglio mangiare a colazione? [...] Voglio mangiare un bel piattone di frittelle di mirtillo con tanto sciroppo di acero sopra, uova strapazzate e anche cinque salsicce. [...] E voglio bere un bicchierone di succo d'arancia e una tazza di caffè forte. E poi voglio una gran fetta di crostata. (Fabienne)
- Sono il signor Wolf, risolvo problemi. (Wolf, all'ingresso della casa di Jimmy Dimmick)
- Penso che ti ritroverai, quando tutta questa merdata sarà finita, penso che ti ritroverai ad essere un figlio di puttana sorridente. La faccenda è che in questo momento hai talento, ma per quanto sia doloroso il talento non dura. Il tuo periodo sta per finire. Ora, questa è una merdosissima realtà della vita, ma è una realtà della vita davanti alla quale il tuo culo deve essere realista. Vedi, questa attività è stracolma di stronzi poco realisti che da giovani pensavano che il loro culo sarebbe invecchiato come il vino. Se vuoi dire che diventa aceto, è così; se vuoi dire che migliora con l'età, non è così. E poi, quanti combattimenti credi di poter ancora affrontare? Eh? Due? Non ci sono combattimenti per i vecchi pugili. Eri quasi arrivato ma non ce l'hai mai fatta, e se dovevi farcela ce l'avresti già fatta. Sei dei miei? (Marsellus Wallace)
- È l'orgoglio che ti blocca il cervello e te lo mette nel culo. Mettiglielo tu nel culo. L'orgoglio fa solo male. Non aiuta, mai! Supera certe cagate. (Marsellus Wallace a Butch Coolidge)
- Ma a Marsellus Wallace non piace farsi fottere da anima viva tranne che dalla signora Wallace! (Jules Winnfield)
- Mi chiamo Jerda, e non è con le chiacchiere che uscirai da questa merda. (Jules Winnfield)
- Rivolterò il mondo per trovarlo, e anche se andasse in Indocina uno dei nostri starà nascosto in una ciotola di riso pronto a sparargli nel culo. (Marsellus Wallace)
- I giorni in cui dimentico sono finiti, stanno per cominciare i giorni in cui ricordo. (Ringo)
- Non è neanche lo stesso campo da gioco, cazzo. Ora senti, forse il tuo metodo di massaggi è diverso dal mio ma sai… toccare i piedi di sua moglie e infilare la lingua nel più sacro dei suoi buchi non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso campionato, e non è nemmeno lo stesso sport. (Jules Winnfield)
- Ezechiele 25.17: "il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te." Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una stronzata da dire a sangue freddo a un figlio di puttana prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. Vedi, adesso penso, magari vuol dire che tu sei l'uomo malvagio e io sono l'uomo timorato, e il signor 9mm, qui, lui è il pastore che protegge il mio timorato sedere nella valle delle tenebre. O può voler dire che tu sei l'uomo timorato, e io sono il pastore, ed è il mondo ad essere malvagio ed egoista, forse. Questo mi piacerebbe. Ma questa cosa non è la verità. La verità è che TU sei il debole, e io sono la tirannia degli uomini malvagi. Ma ci sto provando, Ringo, ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore. (Jules Winnfield)
- Figlio di puttana dobbiamo togliere la macchina dalla strada, gli sbirri tendono a notare cose tipo guidare una macchina inzuppata di sangue. (Jules Winnfield)
- Ora Ringo, conterò fino a tre, e quando arrivo a tre voglio che molli subito la pistola, piazzi le mani aperte sul tavolo e metti quel tuo culo a sedere. Ma quando lo fai, lo fai zitto e quieto: sei pronto? (Jules Winnfield)
- Dunque, esaminiamo la situazione: normalmente le vostre budella si ritroverebbero sparpagliate nel locale, ma per caso mi avete trovato in un periodo di transizione, perciò non voglio uccidervi, voglio aiutarvi… (Jules Winnifield)
- Un corpo senza testa… ci vogliono trenta minuti… sarò là in dieci. [arriverà sul posto dopo 9'37"']Wolf, al telefono con Marsellus Wallace)
- Beh, non è ancora il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda. (Wolf a Vincent Vega e Jules Winnfield)
- Chi sa, chi sa, la fortuna chi l'avrà, chi sa, chi sa, la fortuna chi l'avrà, chi l'avrà, chi l'avrà, chi sa, uno, due, tre, tocca a te: tocca a te, campione [indicando Marsellus]. (Zed )
- Due cose. Uno: non raccontare questa storia. Questa cosa resta fra me, te, e il merdoso che presto vivrà il resto della sua stronza breve vita fra agonie e tormenti, il violentatore, qui. Non riguarda nessun altro questo affare. Due: lascia la città stasera, all'istante, e una volta fuori, resta fuori, o ti faccio fuori: a Los Angeles hai perso i tuoi privilegi. (Marsellus Wallace)
- Sono fesserie come questa che poi fanno finire la situazione in vacca. (Jules Winnfield)
Dialoghi
- Vincent Vega. A che serve una borchia sulla lingua?
Jody: È sensuale, aiuta la fellatio.
- Jules Winnfield: MMM! Porca puttana Jimmy! Questa qui è roba da leccarsi i baffi! Io e Vincent ci saremmo accontentati di un caffè solubile istantaneo, giusto? E invece lui ci tira fuori questa roba da buongustai. Ma… ma… come la fai questa meraviglia?
Jimmy: Piantala Jules.
Jules Winnfield: Che c'è?
Jimmy: Non c'è bisogno che tu mi venga a dire che il mio caffè è buono, intesi? Sono io che lo compro e so quanto è buono. Quando è Bonnie a fare la spesa compra delle cagate. Io compro sempre roba costosa, perché quando la bevo voglio gustarla. Ma lo sai che cosa ho in testa in questo momento? Non è il mio caffè nella mia cucina, ma è il vostro negretto disintegrato nel mio garage.
- Jimmy: No, no rispondi, hai visto per caso scritto davanti a casa mia "deposito di negri morti"?
Jules Winnfield: No, non l'ho visto.
Jimmy: E sai perché non l'hai visto?
Jules Winnfield: Perché?
Jimmy: Perché non c'è scritto "conservare i negri stecchiti", non è affatto il mio campo! È questo il motivo!
- Jules: Non voglio sentire nessun cazzo di "se"! La sola cosa che ti deve uscire dal culo è "Non ci sono problemi Jules, penso io a questa puttanata, torna là dentro, rassicura i ragazzi e aspetta la cavalleria che dovrebbe arrivare per direttissima"!
Marsellus: Non ci sono problemi Jules. Penso io a questa puttanata. Torna là dentro e rassicura i ragazzi. E aspetta Wolf che arriverà per direttissima.
Jules: Vuoi mandare Wolf?
Marsellus: Ti senti meglio, figlio di puttana?
- Wolf: Voglio farti una domanda Jimmy, se non ti dispiace.
Jimmy: No no no… fa' pure.
Wolf: Lo zio Conrad e la zia Jinny erano miliardari?
Jimmy: No no.
Wolf: Bene, lo zio Marsellus invece sì.
- Mia: Era un programma su una squadra di donne agenti-segreto chiamato "Volpi Forza 5". [...] Volpi perché eravamo in gamba, astute e carine, Forza perché eravamo una forza con cui fare i conti. E cinque perché eravamo uno, due, tre, quattro e cinque di numero. C'era una bionda, Sommerset O'Neal: lei era il capo. La volpina giapponese era una maestra di arti marziali, alla ragazza nera toccavano le demolizioni: era un'esperta. La volpina francese aveva una specialità: il sesso.
Vincent: Qual era la tua specialità?
Mia: Lame affilate. Il mio personaggio, Raven McCoy, aveva una storia, era… era venuta su cresciuta da artisti del circo. Secondo il copione era la donna più pericolosa del mondo con un coltello…
- Jules Winnfield: Voglio che tu guardi in quel sacco, e trovi il mio portafogli.
Ringo: E qual è?
Jules Winnfield: Quello con la scritta "Brutto figlio di puttana".
- Butch: Stai bene?
Marsellus: No, amico. Mai stato così lontano dallo stare bene.
Butch: E adesso?
Marsellus: E adesso… ora ti dico adesso cosa: chiamerò qualche scagnozzo strafatto di crack per fare un lavoretto in questo cesso, con un paio di pinze e una buona saldatrice. Hai sentito quello che ho detto, pezzo di merda? Con te non ho finito neanche per il cazzo! Ho una cura medievale per il tuo culo!.
Butch: Dicevo, adesso che sarà tra me e te?
Marsellus: Ah, in quel senso là. Adesso ti dico che sarà tra me e te. Non c'è niente tra me e te. Non c'è più niente.
Butch: Pace, allora.
Maresllus: Pace, allora. Due cose: uno, non raccontare questa storia. Questa cosa resta fra me, te e il merdoso che presto vivrà il resto della sua stronza breve vita fra agonie e tormenti, il violentatore, qui. Non riguarda nessun altro questo affare. Due: lascia la città stasera, all'istante, e una volta fuori, resta fuori, o ti faccio fuori: a Los Angeles hai perso i tuoi privilegi.
- Jules: Oh, stai per esplodere?
Vincent: Sì, sto per esplodere!
Jules: E io sono un fungo atomico sterminatore e figlio di puttana, figlio di puttana, ogni volta che le mie dita toccano cervelli divento Superfly TNT, divento i Cannoni di Navarone; infatti, ma che cazzo ci sto a fare io qui dietro? Sei tu che devi pensare al cervello. Scambiamoci il posto, io pulisco i finestrini e tu raccogli il cranio di questo stronzo!
- Fabienne: Ma questa motocicletta di chi è?
Butch: È un chopper, piccola.
Fabienne: Sì. Questo chopper di chi è?
Butch: Di Zed.
Fabienne: Chi è Zed?
Butch: Zed è morto piccola… Zed è morto.
- Jules: Di' un po', Marsellus Wallace che aspetto ha?
Brett: Cosa?
Jules: Da che paese vieni, eh?
Brett: Cosa?
Jules: Cosa è un paese che non ho mai sentito nominare. Lì parlano la mia lingua?
Brett: Cosa?
Jules: La mia lingua, figlio di puttana, tu la sai parlare?
Brett: Sì
Jules: E allora capisci quello che dico!
Brett: Sì! Sì! Sì!
Jules: Descrivimi perciò Marsellus Wallace! Che aspetto ha!
Brett: Cosa?
Jules: Di' "cosa" un'altra volta. Di' "cosa" un'altra volta! Ti sfido, due volte, ti sfido, figlio di puttana: di' "cosa" un'altra maledettissima volta!
Brett: È nero…
Jules: Vai avanti…
Brett: …È senza capelli…
Jules: Secondo te sembra una puttana?
Brett: Cosa? [Jules spara alla spalla destra di Brett]
Jules: Secondo te… lui… ha l'aspetto d'una puttana?
Brett: Nooooo.
Jules: Perché allora hai cercato di fotterlo come una puttana?
Brett: Non l'ho fatto…
Jules: Sì che l'hai fatto… sì, tu l'hai fatto, Brett, hai cercato di fotterlo.
Brett: No!
Jules: Ma a Marsellus Wallace non piace farsi fottere da anima viva tranne che dalla signora Wallace…
- Ringo: Nella valigetta?
Jules: Il bucato sporco del mio capo.
Ringo: Il tuo capo ti fa lavare il bucato?
Jules: Quando lo vuole pulito.
Ringo: Sembra un lavoro di merda.
Jules: Strano, stavo pensando la stessa cosa.
- Jules: Ti ricordi di Antoine Rockamora? Mezzo nero, mezzo samoano… lo chiamavano Tony Rockyhorror…
Vincent: Sì, mi pare, quello grasso, no?
Jules: Ah io non me la sentirei di chiamarlo grasso… ha problemi di peso, poveraccio, che deve fare? È samoano…
- Butch: Prendo la tua Honda. Tornerò prima che tu riesca a dire "crostata di mirtilli".
Fabienne: Crostata di mirtilli.
Butch: Forse non così presto, ma abbastanza presto, d'accordo?
- Jules: Ma porca puttana! Che cazzo stai facendo con questo asciugamani?
Vincent: Mi stavo asciugando le mani.
Jules: Beh, di solito uno se le lava, prima.
Vincent: Hai visto che me le sono lavate.
Jules: Ho visto che te le sei bagnate.
Vincent: Le stavo lavando, questa schifezza è difficile da togliere, se ci fosse della pietra pomice avrei fatto di meglio.
Jules: Però io ho usato lo stesso sapone. Quando ho finito l'asciugamani non assomigliava ad un maxi assorbente.
- Wolf: Ragazzi, ora sembrate… cosa ti sembrano, Jimmy?
Jimmy: Eh… due cazzoni!
Wolf: Ah! Ah! Ah! Ah!
Jimmy: Sì, sembrano un paio di cazzoni!
Jules: Sono i tuoi vestiti, stronzo!!!
- Wolf: Hai visto signorina? Rispetto! Mi rispettano tutti perché io ho carattere!
Raquel: Anch'io ho carattere!
Wolf: No, tu hai un caratteraccio. Non vuol dire che tu abbia carattere.
Couchsurfing.org – di divano in divano
Perciò coloro che si erano già fatti venire strane idee, continuando a leggere, non potranno che rimanere delusi.
Www.couchsurfing.org infatti non è altro che un sito a cui ci si può iscrivere per accedere ad un enorme database di persone sparse per tutto il mondo che, iscritte a loro volta al sito, si sono rese disponibili per accogliere a casa propria, offrendo il proprio divano come letto, coloro che facciano richiesta di essere ospitati.
La disponibilità data ovviamente non è vincolante e ognuno si può rifiutare in qualsiasi momento di ricevere chiunque non gli vada troppo a genio o non mostri requisiti soddisfacenti. Chi è stato ospitato, d’altro canto non ha alcun obbligo di ricambiare …anche perché non è detto che abbia un divano a disposizione.
E’ un’iniziativa piuttosto collaudata in quanto sono già 4 anni che è partita (gli iscritti attualmente sono circa 700.000). Permette, tra le altre cose di stringere nuove amicizie e di risparmiare qualche soldino. Non presenta tuttavia solo aspetti positivi ma anche rischi e pericoli e per ovviarvi è stato inventato un sistema simile a quello di ebay dove sia l’ospite che l’ospitato possono rilasciare una sorta di feedback.
Inoltre ci si può ulteriormente accreditare inserendo i dati della propria carta di credito cosicché non ci possano essere dubbi di sorta sulla propria identità (perché probabilmente le banche ci tengono più di chiunque altro a sapere chi siamo e ad assicurarsi che siamo veramente noi).
L’idea, come spesso accade, nasce negli States: che si tratti di un ulteriore trovata per schedarci tutti quanti? Speriamo di no.
Lloret de Merd
Comunque, della Spagna, c’era giusto la paella. Perché Lloret de Mar, nel periodo estivo, è soltanto una distesa di cemento senz’anima che termina a pochi metri dal mare. Un vero ghetto del divertimento che non sa cosa sia il divertimento e meta ambita dalla feccia di tutta Europa.
La normalità della vacanza era questa: i più fortunati usavano beccarsi sulla schiena dei simpatici gavettoni, solitamente tra le tre e le cinque del mattino, provenienti in genere dal settimo piano dell’albergo/dormitorio a due stelle sistemato nel tragitto che unisce la movida al giusto riposo. Quelli meno fortunati invece rientravano in stanza col naso rotto: la rissa da quelle parti è un gioco che tira moltissimo, specialmente quando i partecipanti sono tre, quattro, cinque contro uno.
Dopo circa quarantott’ore di permanenza, ritenni decisamente appropriato ribattezzare il luogo col nome che dà il titolo a questo post.
Poi, c’erano anche quelli, per lo più fanciulle, che non rientravano proprio. Perché, i volantini che denunciano la sparizione di ragazze, con tanto di foto segnaletica, appesi alle vetrine dei locali non sono una novità di questi giorni: a Lloret de Merd, c’erano già nel 2003, li ho visti io. Li abbiamo visti in tanti.
La Lloret de Mar "estiva" va bonificata e riaperta a data da destinarsi. E’ un luogo maledettamente insulso, contro natura, di una violenza bestiale ed in balia di stronzi pivelli senza cervello, ormai prossimi all’ambita laurea di teste di cazzo. Lloret de Mar, da Maggio a Ottobre, non è una meta turistica: e’ l’erasmus dei balordi.
Non lavoro in un’agenzia di viaggi ma un suggerimento a tutti i ragazzi con la testa a posto che avranno la voglia di leggere queste righe lo voglio dare ugualmente: lasciate perdere Lloret de Merd, cancellatela dalla vostra mappa, dalla vostra agenda; se proprio dovete drogarvi, ubriacarvi e fingere di trasgredire, fatelo in Italia.
Sembrerà strano ma è più salutare.
"Ci deve essere qualcosa di strano per le strade di Lloret de Mar. Qualcosa di tragico che sembra voler colpire i giovani che vengono qui per divertirsi e vivere lunghe notti da sballo. Mentre la polizia continua a cercare Federica Squarise, la 23enne padovana scomparsa da sei giorni nella località turistica della costa catalana, emergono nuovi dettagli inquietanti. La stessa notte in cui si sono perse le tracce di Federica, una giovane olandese di 17 anni è morta in seguito alla caduta da un balcone dell’hotel in cui alloggiava: il Flamingo, lo stesso di Federica. Stessa sorte qualche settimana fa per un ragazzo tedesco. E giorni fa una ventenne inglese è volata dal sesto piano di un altro albergo della cittadina, patria della "movida" e del divertimento estremo. È morta oggi anche lei, ma in questo caso la polizia avrebbe appurato che è un suicidio.
Sono casi non collegati tra loro, ma la stampa spagnola, che solo oggi ha iniziato ad occuparsi (e in maniera abbastanza distratta) della scomparsa di Federica, assicura che non sono i primi della stagione, altri avvenimenti sinistri si sarebbero successi nelle strade di Lloret negli ultimi mesi. E se ipotizzare legami tra queste storie sarebbe probabilmente sbagliato, qualcuno fa notare che, in passato, da queste parti sono circolate partite di droga troppo pura o tagliata male, con effetti devastanti su chi ne faceva uso."
6 Luglio 2008 – fonte: repubblica.it
"Ci sono pochissime speranze. Il cadavere di una giovane è stato trovato in un parco pubblico di Lloret de Mar, non lontano dalla discoteca Yates. Purtroppo, quasi sicuramente si tratta di Federica Squarise, la ragazza veneta scomparsa la notte del primo luglio mentre si trovava in vacanza sulla Costa Brava, che è stata vista per l’ultima volta proprio vicino a quella discoteca."
7 Luglio 2008 – fonte: repubblica.it
Profumo di spignoli
Un fungo, due nomi, tanti piatti: si chiama ‘Spignolo o Prugnolo? Scopritelo voi’. Un viaggio alla scoperta del prelibato fungo, dal 3 al 31 maggio, che prevede la possibilità di gustare menu a base di spignoli al prezzo promozionale di 24 euro (escluse bevande) in otto ristoranti del Parco.
A tavola, ricette della tradizione preparate con materie prime locali e arricchite dal gradevole sapore di questo piccolo re dei boschi: dalle frittatine agli spignoli, ai carpacci di manzo o di vitello cotti con il prelibato fungo, dalle tagliatelle fatte in casa, ai ravioli alle ortiche con pomodoro fresco e spignoli. Da non perdere i secondi piatti, tra i quali si può scegliere dell’ottimo brasato di carne marchigiana al profumo di spignoli o del lombino di maiale con vellutata di funghi spignoli e verdure grigliate.
Info: Centro visite del Parco tel. 0722 75350
Grazie Jorge, grazie Richi, grazie “parcheggio”
… Ovunque rimbalza un pallone, lì c'è un uono in nuce che si impegna con tutta l'anima. Corrono, e con la stessa espressione del viso suggeriscono una realtà….
Il calcio offre diritti a tutti; egoisti e generosi, coraggiosi e codardi, esibizionisti, furbi, tipi volgari, violenti o malinconici. Anche grassi e magri, ci mancherebbe altro… Il bambino fa i suoi paragoni e, senza saperlo, comincia a comprendere se stesso. E non è finita: c'è un'estetica di gioco trasmessa dai più grandi; ci sono dei compagni che danno un senso alla parola"solidarietà"; nemici che attraverso un regolamento si civilizzano o magari compiacciono il selvaggio che c'è in loro; e c'è pure un pò di ingiustizia, tanto per cominciare ad abituarsi da piccoli. Non sto parlando di un'aula di matematica, ma di un campetto di calcio precario inventato da qualche parte, con linee immaginarie e porte rasoterra delimitate da camicie sudate. Rimbalza il pallone, si scontrano due eserciti sbrindellati ai quali nessuno dice niente, ma non si tratta di un lavoretto ingenuo: stanno imparando a vivere. Gli edifici attaccano senza pietà quella esile scuola di tante materie; il televisore è il pallone di questo nuovo secolo: quadrato, stupido, seduttore. Fa concorrenza alla vita, pretende di sostituirla mettendo una sedia al posto della strada.
Il sogno di Futbolandia, Jorge Valdano – Piccola Biblioteca Oscar Mondadori
Due giorni fa ricevo un libro in regalo, ne inizio la lettura e come mi capita solo quando qualche cosa mi appassiona mi ci "butto di testa". Già lette 170 pagine e tale è il coinvolgimento che decido anche di saltare qua e la per scoprire altre emozioni. Mi imbatto nelle righe riportate sopra. Sono il calcio che quelli della mia età ricordano con nostalgia. Sono calcio e vita. Sono bei ricordi e la speranza che non tutto sia veramente perduto dentro quella scatola vuota che è il televisore.
Dolce Resistenza
Per la festa del Papà, i miei figli mi hanno regalato l’ultimo CD di Massimo Priviero, “Dolce Resistenza“. L’ho trovato straordinario, pieno di forza, anche violento ma allo stesso tempo delicato, quasi “dolce”. Chi di voi lo ha ascoltato? Cosa ne pensate?


