Archivi per la categoria ‘bar sport’
Il vero nome della rosa
di Giacomo Galeazzi
5 Gennaio 2012 – La Stampa
«Ci piace pensare che questo luogo gli abbia ispirato ’Il nome della rosa». A formulare l’auspicio è Michele Maiani, ex sindaco di Monte Cerignone, il paesino del Montefeltro dove oggi Umberto Eco, intellettuale dalle mille sfaccettature, festeggia i suoi 80 anni in forma strettamente privata, con la moglie Renata, i figli Stefano e Carlotta, due nipotini e pochi amici. Il luogo che potrebbe aver suggerito al semiologo l’atmosfera per il romanzo feticcio, best seller da 12 milioni di copie uscito nel 1980, è l’ex convento acquistato da Eco nel 1976 e da lui ristrutturato, ormai diventato il suo buen retiro nell’ entroterra pesarese Veramente, spiega Maiani, ora presidente dell’Uncem (l’Unione delle comunità montane delle Marche) e della Comunità montana del Montefeltro,non è propriamente un ex convento, ma un palazzo appartenuto alla famiglia Fabbrini, che ebbe tra i suoi discendenti un gesuita. Alla morte di questo, la struttura ospitò così un luogo di studio di cui fu rettore anche padre Alfonso Bachelet, gesuita e fratello di Vittorio, docente dell’Università La Sapienza di Roma freddato nel 1980 dalle Br. A Monte Cerignone (700 abitanti, solo mezza pagina occupata nell’elenco telefonico), balzato l’estate scorsa agli onori della cronaca dopo che il parroco don Luca De Pero se n’era andato per unirsi alla chiesa evangelica protestante di Cesena, Eco è sempre più di casa: vi trascorre gran parte dell’estate e le festività natalizie. «Quando è qui – racconta il sindaco Davide Giorgio Giorgini, alla guida di un’amministrazione di centro sinistra – vuole essere un montecerignonese, non ama avere i riflettori su di sè». Fa lunghe passeggiate («da casa sua al paese viene quasi sempre a piedi») e ama molto i prodotti locali, «anche se ultimamente – racconta il primo cittadino – l’abbiamo visto a dieta». Oggi farà un’eccezione, perchè il sindaco gli donerà un «presentino» con specialità gastronomiche come formaggi, salsicce e il bustrengo, un dolce fatto con farina bianca e gialla, uova e uvetta. Anche Maiani lo racconta come un cittadino non diverso dagli altri: «viene al bar, legge il giornale, parla di politica». Ma certo che Eco, a dispetto del suo desiderio di mimetizzarsi, non passa inosservato. E ecco che si dà da fare per riorganizzare la biblioteca del paese, donando anche alcuni libri, o eccolo tenere le sue dottissime conferenze in occasione delle feste medievali di Mons Cerignonis, a luglio, l’ultima dedicata al viaggio di Marco Polo. A sentire Eco, in piazza, erano in tanti e «tutti incantati», ricorda il sindaco. Quanto alla festa di compleanno, nessuno sa o vuole dire nulla. «Sono molto, molto discreti, non hanno piacere che la gente parli di loro», si schermisce un’amica della coppia, invocando privacy per una star suo malgrado.
* * *
Con colpevole ritardo, anche "Monte Cerignone e dintorni" si unisce ai festeggiamenti per gli ottant'anni del Professor Eco!
Auguroni! guroni! roni! oni! oni!
Obbligo di catene e pneumatici da neve ma per ora a fioccare sono solo le multe
Il "nuovo" Codice della Strada prevede la possibilità per enti proprietari e gestori di emanare ordinanze che obblighino gli automezzi a circolare con catene o pneumatici da neve su determinate tratte per determinati periodi dell'anno.
E così quest'anno le ordinanze di sindaci, enti e società competenti non si sono fatte attendere. Allo stesso modo non si sono fatte attendere le sanzioni irrogate da parte delle forze dell'ordine dato che i Comuni, in special modo, ne hanno subito approfittato per fare cassa.
Ora non so se le vicende riportate siano leggenda metropolitana o realtà, fatto sta che si racconta di valanghe di multe strappate a Rimini, Pesaro e sulle strade delle due province quando le uniche vere valanghe che si siano mai viste da queste parti non sarebbero rappresentate altrimenti che dalle multe stesse.
Probabilmente gommisti, meccanici, produttori e commercianti di pneumatici e catene hanno contribuito ad ingigantire le cose, ammesso che un fondo di verità ci sia. Si racconta infatti di automobilisti costretti dalle forze dell'ordine a dimostrare di essere in grado di montare i dispositivi antisdrucciolevoli o che tali dispositivi, equipaggianti la vettura, fossero omologati e della corretta misura.
Non so dunque se quanto si dice sia vero o sia semplice frutto della "furberia" di alcune categorie interessate, in ogni caso bisogna considerare almeno un paio di cose:
- lo stesso articolo del Codice della Strada citato più sopra prevede che nelle tratte stradali soggette ai provvedimenti, gli automobilisti debbano essere informati dell'obbligo vigente tramite apposita segnaletica verticale.
- detta segnaletica, è assente nella maggior parte delle strade in quanto oltre a non essere sufficiente apporre un segnale all'inizio di una tratta, sarebbe necessario ripeterlo anche dopo eventuali intersezioni. Inoltre tale segnaletica è stata partorita nei primi mesi dell'anno ma pare sia ancora oggetto di discussione e modifiche per effettive difficoltà di rappresentare gli intervalli temporali di validità delle varie ordinanze in un linguaggio simbolico universalmente riconosciuto.
Tutto ciò, in soldoni, significa che se vigili, carabinieri o polizia c'avessero strappato una multa lungo una tratta priva di segnaletica, a meno che mi sfugga qualcosa, la multa dovrebbe non essere valida.
Siccome fatico a pensare che a Rimini siano presenti i tipici segnali rotondi di obbligo con simbolo bianco su sfondo blu raffiguranti il pneumatico catenato (presenti di solito, almeno in Italia, sulle tratte montane o pedemontane ma non di certo in riva al mare), in mancanza, per ora, di altra segnaletica più specifica, penso proprio che chi ha ricevuto delle multe su tali strade non dovrebbe avere difficoltà a contestarle.
Perché tra l'altro, la presenza del succitato segnale "obbligo di catene", obbliga gli automezzi a proseguire la marcia dal punto in cui è installato, con gomme da neve o catene ma il Codice stradale non specifica se tali dispositivi debbano essere montati o semplicemente far parte dell'equipaggiamento. Di tale segnale quindi se ne dovrebbe fare un uso limitato alle zone che realmente lo richiedono e anche in tali zone dovrebbe, a mio avviso, il suo uso essere eventualmente limitato nel tempo altrimenti gli automezzi che si trovassero a circolare su tali tratte, stando a quanto recita il Codice, dovrebbero essere dotati di pneumatici invernali e catene da neve anche durante tutto il periodo estivo, cosa che può andare bene in alta montagna ma non certo dalle nostre parti e specialmente a Rimini.
Quindi innanzitutto, prima di cominciare ad irrogare inutili sanzioni palesemente ingiuste ed evidentemente fuorilegge in quanto se è vero che la legge non ammette ignoranza è anche vero che in questo caso molti cittadini sono stati volutamente colti di sorpresa quando la legge stessa, prevede invece l'obbligo esplicito di informazione (tramite la segnaletica stradale) sarebbe meglio cominciare con l'aggiornare il codice della strada assimilando, ad esempio, alle catene, oltre che gli pneumatici invernali, anche le cosiddettte "calze da neve", facili e rapide da montare per tutti gli utenti, anche i più inesperti.
Mi provoca un certo disgusto infatti pensare a vigili che strappano multe per una norma appena entrata in vigore quando a distanza di diversi anni dall'introduzione di omologazioni come la Onorm 5121 (austriaca) o la corrispondente normativa francese (più recente), in Italia si insiste ancora con l'affermare che le calze da neve, in quanto non metalliche, non possono essere assimilabili alle catene da neve. Una motivazione di questo tipo, con tanto di chiarimento formale dell'autorità preposta, è degna solo di un paese come l'Italia perché stando ad essa, anche le gomme invernali, in quanto non metalliche dovrebbero allora non essere considerate valide.
Un esempio eclatante di calze da neve più che meritevoli di poter essere considerate equiparabili a delle vere e proprie catene sono le Easy Grip della Michelin (in materiale composito). Sarebbero facilissime da montare anche per le donzelle in tacchi a spillo e potrebbero essere smontate con altrettanta facilità laddove il manto stradale non fosse più ghiacciato o innevato.
Ma in Italia le cose semplici evidentemente non piacciono perché è ormai cosa nota che davanti all'interesse della collettività si preferisce porre il lucro e gli interessi di singoli o di pochi.
La tua radice
Niente… innanzitutto, voglio dirti che, riguardo quella faccenda là, ci siamo capiti, secondo me stai reagendo alla grande, da uomo vero, nel senso di persona matura. No, dai, lo penso sul serio: a mio parere, stai andando bene.
Poi, voglio farti presente che ho cambiato un po' idea a proposito della caccia: ad esempio, hai ragione da vendere quando sostieni che spacciarsi per illuminato difensore della Natura e proclamarsi paladino degli uccellini indifesi mentre, a tavola, carne e salumi non mancano mai, è cosa ipocrita e scorretta. E' un concetto talmente semplice eppure mi ci è voluto così tanto per capirlo. Ma alla fine ci sono arrivato, e tenevo a dirtelo.
Inoltre, voglio farti i complimenti: un milione e quattrocentomila firme sono un'enormità, un successo clamoroso, una cifra non preventivabile nemmeno dal più ottimista dei volontari. Comunque la si pensi e vada come vada, avete fatto un lavoro eccellente, su questo non vi è dubbio.
Tutto qui, amico mio: da tempo desideravo dirti queste cose. Grazie bello, a domani.
Approfitto per pubblicare l'indirizzo della mailing list a cui sei iscritto:
L’ultimo giro di chiave
Ho chiuso la porta che mi è venuta dietro veemente quasi a volermi cacciar fuori con rabbia e risentimento. Per questo, una volta battuta, non ho potuto fare a meno di accarezzarla come in un assurdo tentativo di placarne l'ira. E subito dopo ho dato l'ultimo giro di chiave senza pensarci due volte, senza portare a compimento nessuna delle cerimonie che m'ero poc'anzi prefigurato. Fuori piovigginava e tirava vento.
Nei giorni e nelle ore precedenti non ero mai stato pervaso né dal rimpianto né dalla tristezza. Pregustavo, anzi, quel sapore di libertà di cui, ormai da anni, avevo perso il ricordo. Solo in quel momento, per un attimo, mi si è stretto un nodo alla gola. Una sorta di senso di colpa per aver tradito quella figlia cui non ho mai potuto né saputo dare la dovuta attenzione. E così quella stessa "creatura" ora mi sbatteva fuori piena di odio e rancore.
Spero soltanto che i nuovi genitori sappiano trattarla con tutto il riguardo che merita.
Oriente e Occidente in scena a Mons Cerignonis
Messere Marco, e messere Matteo Polo suo fratello, questi due fratelli erano nella città di Costantinopoli venuti da Vinegia con mercatantia, li qual erano nobili e savi sanza fallo. Dissono fra loro e ordinorono di volere passare lo Gran Mare per guadagnare, e andarono comperando molte gioie per portare, e partironsi in su una nave di Costantinopoli e andarono in Soldania.
“Il Milione”
Venerdì 8 die di Luglio iniziano le feste, si aprono le porte di Mons Cerignonis, con canti e balli nelle piazze e nelle taberne. Giovani delle Contrade amene si disputano, la sera, la partecipazione al Palio del dì di festa grande.
Sabato 9 die di Luglio scendono i cortei dallo castello et dame cavalieri assistono alli giochi, alle danze di deliziose donzelle e ai voli di falchi e di bandiere. Lauti banchetti, fresche bevande e caffè speziati li attendono nelle hostarie, lontano ma vicino è l’Orientale mondo.
Domenica 10 die di Luglio si disputa lo Palio dell’Uovo: tra squilli di trombe e rulli di tamburi gare di forza e destrezza. E strade e piazze vive di musica e di canti, e ancora magiche creature, bestie raminghe, predicatori, giocolieri et buffoni et genti venute di lontano. La sera tarda un magico spettacolo e Fuochi d’artificio a salutar le genti!
La pozza dei desideri

per gentile concessione di S.P.
Elezioni regionali 2010 – I risultati
| Voti coalizioni e liste (clicca sull'immagine per ingrandire)
|
Voti delle liste provinciali (clicca sull'immagine per ingrandire)
|
![]() |
![]() |
Per il dettaglio delle preferenze, clicca qui
Regime alimentare
Al primo posto c'è il lavoro, seguito a ruota dai temi sociali, dalla sanità e dalla scuola. Mica cazzi. Non manca mai l'occhio di riguardo per le generazioni future, poi viene il perseguimento di non meglio precisati ideali, che fa sempre un certo effetto, e la difesa di valori dai contorni decisamente vaghi, dunque buoni per tutte le stagioni. L'attualità, quella, è sempre in primo piano: la democrazia a rischio, il bavaglio alla stampa, la fine dello stato di diritto e la crisi che avanza inesorabile sono argomenti che in un dibattito degno di questo nome non possono mancare.
Della questione mai risolta dei costi della politica se ne parlerà dopo mangiato.
'Gaudium' a Monte Cerignone
fonte: altarimini.it
Monte Cerignone ha ospitato martedì 23 marzo la settima edizione di “Gaudium – Il turismo incontra la gastronomia”, manifestazione organizzata dalla Confcommercio provinciale. “Gaudium” è diventato un appuntamento ormai tradizionale, che favorisce l’incontro dei produttori di tipicità gastronomiche locali con i ristoratori ed il mondo del turismo, per promuovere l’utilizzazione delle produzioni eno-gastronomiche della nostra provincia.
Coordinati dal sommelier Giuseppe Cristini, numerosi produttori hanno presentato una vasta gamma di specialità: vini, formaggi, salumi, olio, dolciumi, caffé, le cui degustazioni hanno deliziato il palato degli operatori intervenuti.
Interessante e molto partecipato è stato il dibattito su “ Gastronomia e turismo nell’anno 2010”, aperto dal presidente Confcommercio, Giancarlo Pedinotti, cui si sono succeduti gli interventi del sindaco di Monte Cerignone, Davide Giorgini, del segretario della Camera di Commercio, Fabrizio Schiavoni, del presidente della Provincia, Matteo Ricci e del direttore Confcommercio, Amerigo Varotti che ha svolto una apprezzata ed applaudita relazione sulla situazione del settore ristorativo e turistico nella nostra provincia.
Nel corso della serata sono stati attribuiti il “Premio alla Carriera” a Silvana Marcelli del ristorante “Silvana” di Carpegna ed il premio “Artigiano del Gusto” ad Alberto e Mario Pascucci della “Pascucci Torrefazione” di Monte Cerignone, che ha aperto propri shop in numerosi paesi europei ed asiatici, diffondendo la cultura del caffé espresso all’italiana.
Monte Cerignone ha dato vita ad un “grande Gaudium”, grazie ad una piacevolissima e proficua serata per i professionisti della ristorazione, del turismo e delle produzioni tipiche della provincia.
Su Facebook ho trovato il commento di un candidato al consiglio regionale per Sinistra e Libertà che, riuscendo a rimanere serio, è stato capace di dire: "ieri sera a Monte Cerignone, mentre nella rocca si mangiava a sbaffo, in una piccola taverna qualcuno discuteva di diritti e di futuro. Quel qualcuno è il mio popolo!"
Secondo me, può farcela.











