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Non sono bei pensieri
Riunione nelle Scuole di ogni ordine e grado per l'elezione dei rappresentanti di classe. Assemblea in cui il responsabile-tutor (nuove terminologie morattesche) della classe illustra l'andamento scolastico. Mi sono arrabbiata in anticipo, le riunioni per la scuola dell'infanzia, per la scuola primaria e per la secondaria di primo grado coincidono: ore 16.00 assemblea, 16,30-18,00 votazioni. Io ho un figlio all'asilo, uno alle elementari e una alle medie: dove devo andare?
L'ubiquità non mi appartiene, non ancora. Scrivo una mail alla Preside e le chiedo dove devo andare visto che vorrei seguire tutti i miei figli allo stesso modo. Mi risponde (telefonicamente) che le riunioni sono tutte uguali (ma lei è mai andata a una riunione?) vado dove voglio e poi faccio il giro e voto. Le assicuro che le riunioni non sono tutte uguali e lei mi risponde che l'hanno consigliata così gli insegnanti. E che comunque ha già spostato di mezzora quella delle medie. Oh, grazie!
Va bene lo stesso.
Vado alle medie a Mercatino. Sento che forse è più importante in questo momento.
E devo ascoltare discorsi che mi turbano.
L'andamento della classe è quello che è, i soliti testoni, ecc.ecc.
Ma sono molto indisciplinati, disinteressati, insomma fanno la terza media e quest'anno c'è la gita di tre giorni, forse più se facciamo un gemellaggio con la Sicilia…Così forse scriveremo delle lettere ai genitori e lasceremo a casa alcuni dei più fastidiosi, che comprometterebbero il buon andamento delle cose.
Non mi piace, le altre mamme annuiscono, fate bene.
E' la scuola che fallisce se si devono sentire queste cose, è la scuola che non è in grado di dare quella cultura, quell'educazione, quel senso di responsabilità che un ragazzo di dodici anni deve acquisire. La famiglia fa la sua parte. Ok. E dove questo non succede è un casino.
Guarda caso sono sempre quelli con situazioni familiari complesse che vanno male a scuola, particolarmente male, perché vagabondi sono tutti, indistintamente. Ma quelli che già sono sfigati a casa poi devono anche prendere le bastonate a scuola. Certo che è difficile, certo che bisognerebbe conoscerli per rendersi conto, certo che gli stipendi degli insegnanti sono quello che sono, certo l'adolescenza è un brutto momento. E' tutto certo, ma è altrettanto certo che questi ragazzi abbandoneranno la scuola e faranno fatica anche a prendere la patente perché non è facile nemmeno quell'esame lì. Ed è altrettanto vero che sono proprio quegli stessi ragazzi che hanno bisogno di un'opportunità in più e non che quella che la scuola offre venga a loro negata.
E allora cosa si può fare? In questi anni mi sono sentita sempre più sconcertata di fronte alla scuola. E spaventata. E ho tre figli piccoli. Non sono bei pensieri.

