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L’arte del compromesso
Civile scambio di email fra il sottoscritto ed un nota rivendita online di articoli per il Tennis.
Per informazioni dettagliate, non esitate a contattarmi.
Riccardo G.: Salve,
lunedì 23 mi è arrivata la vostra Head Youtek Star Six in prova.
Ieri, martedì 24, finalmente sul campo, dopo pochi scambi ho intuito (quasi percepito) che le corde non sarebbero arrivate a fine giornata: infatti, sul 3-3 del primo set, è saltata l'incordatura.
Che si fa? Potete aiutarmi?
PS: le corde dell'altra racchetta in prova (Star Five) vanno leggermente meglio ma sembrano ugualmente poca cosa.
Grazie
Cordiali saluti
Riccardo Gambuti
** Ordine #227782 Data: Jeu 19 jan 2012 **
– Indirizzo di Fatturazione — – Indirizzo di Spedizione –
Riccardo Gambuti
Via **********, **
*************, PU, *****
ITALY
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Nome dell’articolo in ordine Prezzo Totale
Head YOUTEK Star Six Demo Mid Plus 1 1 50,00 50,00
Head YOUTEK Star Five Demo Mid Plus 1 1 50,00 50,00
OK SUG, janv. 19, 2012
Subtotale = 100,00
Tasse = 17,36
Spedizione con: Demo – UPS Standard = 15,00
Metodo di pagamento: PayPal = 115,00
****** ********* ******: Gentile Riccardo,
grazie per aver contattato ****** ********* ******. Purtroppo per le racchette demo non possiamo aiutarla ulteriormente. Dovrà provvedere autonomamente ad incordare le racchette se desidera utilizzarle ulteriormente.
Per qualsiasi altra informazione non esiti a contattarci
Cordiali saluti
Davide
****** ********* ******
European Online Department
Riccardo G.: Anche se le sono grato per aver preso in considerazione il mio (piccolo) problema, speravo in una risposta diversa. Per "contratto" posso utilizzare la racchetta nell'arco di soli sette giorni. E se la facessi incordare, ovviamente non avrei tempo per riprovarla. E poi il costo delle corde, chi me lo rimborserebbe?
E' proprio il caso di dire: "pessimo servizio". Ho sbagliato a concedervi fiducia ma non succederà più.
Cordiali saluti.
****** ********* ******: Gentile Riccardo,
grazie per aver contattato ****** ********* ******. Volevo informarla che la caparra riguarda solo il noleggio della racchetta e che noi offriamo gratuitamente un servizio di incordatura. Purtroppo può capitare che qualche incordatura non avvenga nella maniera ideale o che qualche corda venga considerata erroneamente ancora idonea all'utilizzo. In ogni caso siamo desolati per l'inconveniente ma le ripeto che non possiamo aiutarla in nessun modo al momento anche perchè quello che potremmo fare al massimo sarebbe di reincordare la racchetta che però ha lei. Le faccio anche presente che inviarle un'incordatura nuova non risolverebbe in nessun modo il problema legato al tempo massimo di utilizzo della racchetta che è appunto di una settimana. Ci dispiace che lei ne faccia un discorso di fiducia tenendo anche conto del fatto che i primi a fidarci del cliente siamo proprio noi di ***, forse l'unica azienda che permette ai suoi clienti di noleggiare racchette gratuitamente (praticamente al costo di 15 euro di spedizione perchè la caparra viene rimborsata) con un servizio che alle volte può non essere perfetto ma meriterebbe sicuramente maggiore comprensione.
Cordiali saluti
Riccardo G.: Ad ogni modo, ho pagato 15 euro (più 50 euro di caparra) per una racchetta che non ho provato. Avrei giudicato il servizio non perfetto se avessi avuto la possibilità di provare una racchetta dotata di corde di infima qualità ma relativamente nuove oppure se mi fossi trovato davanti ad un'incordatura di buona qualità ma decisamente usurata. Ma, considerando anche lo stato dell'incordatura della seconda racchetta (altre 50 euro di caparra), nel mio caso faccio fatica ad essere indulgente. Sarebbe difficile pure per voi esserlo, se foste al mio posto.
Da vostro cliente, mi permetto un suggerimento: al prossimo che si lamenterà, promettetegli qualcosa, un polsino "no logo", una foto di Federer scaricata da internet, una gomitiera chiodata, un buono sconto di 5 euro. Si chiama compromesso ed aiuta ad essere comprensivi nei confronti di un'iniziativa lodevole, non perfetta, talvolta scadente.
****** ********* ******: Gentile Riccardo,
grazie per aver contattato ****** ********* ****** . cerchiamo sempre di offrire un compromesso con il cliente per un nostro errore ma in questo caso, essendo già il nostro servizio offerto qualcosa di esclusivo e comunque vantaggioso, magari ci aspettavamo un compromesso dal cliente stesso che noleggiando praticamente al costo di 15 euro due racchette per una settimana e trovando un'incordatura non proprio perfetta, potrebbe provvedere autonomamente all'incordatura della racchetta. in ogni caso se per renderla soddisfatta del nostro servizio è sufficiente un piccolo omaggio, con il suo prossimo ordine potrà richiederlo tenendo come prova valida questa mail.
Per qualsiasi informazione non esiti a contattarci
Davide
Riccardo G.: Gentile Davide,
non so davvero come ringraziarvi. Anzi, a pensarci bene, potrei correre dall'incordatore più vicino, a 30 km dalla mia abitazione, richiedere delle corde decenti a non meno di 17-20 euro, sentirmi dire che il servizio esclusivo lo fornisce pure lui, tornare a casa e nei prossimi giorni, andare a riprendere la vostra racchetta, dotata di corde nuove di zecca, giusto in tempo per rispedirvela, visto che il corriere non aspetta. Il tutto a mie spese, pacatamente ed autonomamente, se no che compromesso sarebbe? Magari, già che ci sono e visto che pure l'altra racchetta non ha corde proprio perfette, potrei rinnovare anche quelle, sempre per amor di compromesso. Ci penserò.
Per quanto riguarda l'omaggio, non disturbatevi, era solo un suggerimento.
Il vero nome della rosa
di Giacomo Galeazzi
5 Gennaio 2012 – La Stampa
«Ci piace pensare che questo luogo gli abbia ispirato ’Il nome della rosa». A formulare l’auspicio è Michele Maiani, ex sindaco di Monte Cerignone, il paesino del Montefeltro dove oggi Umberto Eco, intellettuale dalle mille sfaccettature, festeggia i suoi 80 anni in forma strettamente privata, con la moglie Renata, i figli Stefano e Carlotta, due nipotini e pochi amici. Il luogo che potrebbe aver suggerito al semiologo l’atmosfera per il romanzo feticcio, best seller da 12 milioni di copie uscito nel 1980, è l’ex convento acquistato da Eco nel 1976 e da lui ristrutturato, ormai diventato il suo buen retiro nell’ entroterra pesarese Veramente, spiega Maiani, ora presidente dell’Uncem (l’Unione delle comunità montane delle Marche) e della Comunità montana del Montefeltro,non è propriamente un ex convento, ma un palazzo appartenuto alla famiglia Fabbrini, che ebbe tra i suoi discendenti un gesuita. Alla morte di questo, la struttura ospitò così un luogo di studio di cui fu rettore anche padre Alfonso Bachelet, gesuita e fratello di Vittorio, docente dell’Università La Sapienza di Roma freddato nel 1980 dalle Br. A Monte Cerignone (700 abitanti, solo mezza pagina occupata nell’elenco telefonico), balzato l’estate scorsa agli onori della cronaca dopo che il parroco don Luca De Pero se n’era andato per unirsi alla chiesa evangelica protestante di Cesena, Eco è sempre più di casa: vi trascorre gran parte dell’estate e le festività natalizie. «Quando è qui – racconta il sindaco Davide Giorgio Giorgini, alla guida di un’amministrazione di centro sinistra – vuole essere un montecerignonese, non ama avere i riflettori su di sè». Fa lunghe passeggiate («da casa sua al paese viene quasi sempre a piedi») e ama molto i prodotti locali, «anche se ultimamente – racconta il primo cittadino – l’abbiamo visto a dieta». Oggi farà un’eccezione, perchè il sindaco gli donerà un «presentino» con specialità gastronomiche come formaggi, salsicce e il bustrengo, un dolce fatto con farina bianca e gialla, uova e uvetta. Anche Maiani lo racconta come un cittadino non diverso dagli altri: «viene al bar, legge il giornale, parla di politica». Ma certo che Eco, a dispetto del suo desiderio di mimetizzarsi, non passa inosservato. E ecco che si dà da fare per riorganizzare la biblioteca del paese, donando anche alcuni libri, o eccolo tenere le sue dottissime conferenze in occasione delle feste medievali di Mons Cerignonis, a luglio, l’ultima dedicata al viaggio di Marco Polo. A sentire Eco, in piazza, erano in tanti e «tutti incantati», ricorda il sindaco. Quanto alla festa di compleanno, nessuno sa o vuole dire nulla. «Sono molto, molto discreti, non hanno piacere che la gente parli di loro», si schermisce un’amica della coppia, invocando privacy per una star suo malgrado.
* * *
Con colpevole ritardo, anche "Monte Cerignone e dintorni" si unisce ai festeggiamenti per gli ottant'anni del Professor Eco!
Auguroni! guroni! roni! oni! oni!
Piove sul bagnato
D'accordo, è piovuta tanta di quell'acqua da pregiudicare persino l'efficienza dei pluviometri: pare più di mezzo metro in tre ore. E, anche se tutti ne sono a conoscenza, è bene ricordare che l'unità di misura delle precipitazioni è il millimetro.
D'accordo che una città costruita sui fiumi è destinata prima o poi ad allagarsi, anzi ad affondare.
E siamo d'accordo, con queste scuole non si sa mai come agire, però una volta ricordo che si chiudevano senza far storie e i genitori rimanevano a casa coi propri figli, tanto con un alluvione in corso, dove stracazzo volevi andare?
Però lo tsunami, no. Almeno quello risparmiatecelo. Sentire il terzo sindaco in tre settimane chiamare fatalmente in causa non meglio precisati tsunami di quartiere fa venir voglia di inserire nel codice penale il reato di stronzata aggravata dal ruolo di responsabilità: dopo cercheremo di risalire alle cause, individuare i colpevoli, l'iter giudiziario e tutto il resto ma per prima cosa ti fai subito sei mesi di galera, che un primo cittadino deve fare poco il furbo e adoperare le parole giuste. Da un grande potere derivano grandi responsabilità, diceva Ben, lo zio dell'Uomo Ragno.
Ecco, mentre accadeva tutto ciò, il piazzista che rappresenta, a mio avviso, degnamente questo Paese in cancrena, l'uomo che se il reato di stronzata fosse già in vigore guarderebbe non da oggi il suo Milan di mutanti dalle segrete di Regina Coeli, ha approfittato di una conferenza stampa al forum dei G20 (presto G19) per pronunciare testuali parole: "(…) la vita in Italia è la vita di un paese benestante, in tutte le occasioni questo si dimostra: …i ristoranti sono pieni, sugli aerei a fatica si trovano posti, i posti di vacanza nei ponti sono assolutamente iper-prenotati… ecco, non credo che voi vi accorgiate, andando a vivere in Italia di un qualcosa che possa assomigliare ad una forte crisi".
Questa incallita Wanna Marchi delle istituzioni si è espressa proprio in questo modo: "assolutamente iper-prenotati".
E dai, basta. E' ora di farla finita. Lo vedi che non sai più cosa dire? Le barzellette non funzionano più, peraltro il repertorio è esaurito. Sei stato bravo, bisogna riconoscerlo: diciassette anni di ininterrotte cazzate promozionali sono roba da Guinness della perseveranza. Chiunque sia stato a nominarti principe dei prestanomi -la mafia, la massoneria, l'Opus Dei, i raeliani o so'n cazzo chi- ha avuto la vista lunga ma ora, lo dico per il tuo bene, togliti dai coglioni. Su su da bravo, sparisci e porta via con te sia la claque personale, sia quelli che ti fischiano: ecco l'unico tsunami da invocare, da gustarsi con gli amici su youtube ma senza farsi troppe illusioni, tanto questo Paese, in mano agli italiani, è spacciato comunque.
Che giornata. Mi sa che ha ragione quel cronista, quel volpone di lungo corso: "non abbiamo alternative allo sfascio, e lo sfascio non ha alternative". Magari sono pessimista. Probabilmente esagero. Se però poi leggo che per "The Guardian" e Shimon Peres l'attacco all'Iran da parte delle "forze del Bene" è imminente, mi dite come faccio a non essere pessimista? Anzi, ipermegapessimista?
La tua radice
Niente… innanzitutto, voglio dirti che, riguardo quella faccenda là, ci siamo capiti, secondo me stai reagendo alla grande, da uomo vero, nel senso di persona matura. No, dai, lo penso sul serio: a mio parere, stai andando bene.
Poi, voglio farti presente che ho cambiato un po' idea a proposito della caccia: ad esempio, hai ragione da vendere quando sostieni che spacciarsi per illuminato difensore della Natura e proclamarsi paladino degli uccellini indifesi mentre, a tavola, carne e salumi non mancano mai, è cosa ipocrita e scorretta. E' un concetto talmente semplice eppure mi ci è voluto così tanto per capirlo. Ma alla fine ci sono arrivato, e tenevo a dirtelo.
Inoltre, voglio farti i complimenti: un milione e quattrocentomila firme sono un'enormità, un successo clamoroso, una cifra non preventivabile nemmeno dal più ottimista dei volontari. Comunque la si pensi e vada come vada, avete fatto un lavoro eccellente, su questo non vi è dubbio.
Tutto qui, amico mio: da tempo desideravo dirti queste cose. Grazie bello, a domani.
Approfitto per pubblicare l'indirizzo della mailing list a cui sei iscritto:
Oriente e Occidente in scena a Mons Cerignonis
Messere Marco, e messere Matteo Polo suo fratello, questi due fratelli erano nella città di Costantinopoli venuti da Vinegia con mercatantia, li qual erano nobili e savi sanza fallo. Dissono fra loro e ordinorono di volere passare lo Gran Mare per guadagnare, e andarono comperando molte gioie per portare, e partironsi in su una nave di Costantinopoli e andarono in Soldania.
“Il Milione”
Venerdì 8 die di Luglio iniziano le feste, si aprono le porte di Mons Cerignonis, con canti e balli nelle piazze e nelle taberne. Giovani delle Contrade amene si disputano, la sera, la partecipazione al Palio del dì di festa grande.
Sabato 9 die di Luglio scendono i cortei dallo castello et dame cavalieri assistono alli giochi, alle danze di deliziose donzelle e ai voli di falchi e di bandiere. Lauti banchetti, fresche bevande e caffè speziati li attendono nelle hostarie, lontano ma vicino è l’Orientale mondo.
Domenica 10 die di Luglio si disputa lo Palio dell’Uovo: tra squilli di trombe e rulli di tamburi gare di forza e destrezza. E strade e piazze vive di musica e di canti, e ancora magiche creature, bestie raminghe, predicatori, giocolieri et buffoni et genti venute di lontano. La sera tarda un magico spettacolo e Fuochi d’artificio a salutar le genti!
Me ne frego
Me ne frego di aver difeso le macerie dell'acqua pubblica perché qui da noi, quando si tratta di servizi primari e monopoli naturali, privato diventa sinonimo di lanzichenecco: un esempio su tutti, le Ferrovie dello Stato.
Me ne frego se il nucleare, come sostiene anche Veronesi, salverà il mondo: in Italia non si farà. Se questo fosse un Paese serio, si comincerebbe a sviluppare una nuova politica energetica domani stesso. Invece non andrà così ma, per quest'oggi, me ne frego.
Me ne frego se il mio voto non servirà perché "tanto Berlusconi non andrà in galera": non sono uno sprovveduto, non ci ho mai minimamente sperato e non ci crederei neanche se lo vedessi. Mi accontento di sapere che le fatiche di Minzolini sono risultate vane.
Oggi me ne frego e quel mio amico, quel nostro amico, che ha contribuito alla raccolta di un milione e quattrocentomila firme per i referendum sull'acqua sarebbe d'accordo e, facendo la linguaccia, se ne batterebbe le balle di gusto.
Il Saviano quotidiano
Saviano è depresso. Saviano è triste. Saviano ha fatto boxe. Saviano di nuovo sul ring. Saviano è minacciato, Saviano è sotto scorta. Saviano spacca il culo a tutti, anche a Chuck Norris. Saviano non perde occasione. Saviano ricorda Taricone. Saviano scrive agli studenti. Saviano è imbavagliato. Copyright Roberto Saviano. Maradona dietro, Saviano e Lionel Messi di punta. Saviano è tanto amico di Gratteri, quindi sa come vanno le cose. Saviano è oltre. Saviano è sexy. Saviano è nel presepe.
Nel 2004, Saviano firma l'appello per la liberazione di Cesare Battisti. Nel 2006 esce Gomorra. Saviano pretende ed ottiene la rimozione della propria firma dall'appello per la liberazione di Cesare Battisti. Lo so bene perché a quella stupida petizione ho aderito pure io però il mio nome è ancora lì.
Saviano ha plagiato, in un senso e nell'altro. Saviano has a dream. Saviano scrive che è ovvio. Saviano è contro l'egemonia del libero mercato ma quando va da Fazio è a favore perché il compenso milionario lo stabilisce il mercato. Saviano auspica un'Italia migliore ma non sa come spiegarsi così nello stesso pezzo si affida, nell'ordine, a Salvemini, Guicciardini, Don Milani, Monicelli, Gobetti, Falcone, Chinnici, Livatino, Dalla Chiesa, Siani, Pippo Fava e De Mauro, fino ad Albert Camus. Un po' distratto, si dimentica di Little Tony, Paco Peña, Fidel Castro, Mario e Pippo Santonastaso, Barbara D'Urso e i fratelli Abbagnale.
Allora penso ciò che sostengo da un po' di tempo ovvero che Saviano non abbia più un cazzo da dire, se n'è accorto anche Aldo Grasso.
Sono tanti gli artisti e gli uomini di cultura che amo e per questo chiedo mi sia concesso di odiare quest'individuo senza essere scambiato per un camorrista. Il libro sull'esperienza a Vieni via con me è un segnale non trascurabile: quando inciderà un disco con Vecchioni, verrà sparato sull'isola dei Fetusi assieme al collega di bluff Luxuria o si candiderà con qualche maledetto partito di casa (cosa?) nostra, forse mi sentirò meno solo. Invece, nella suggestiva e accattivante ipotesi che la tributaria bussi alla sua porta, potrei persino macchiare gli slip.
Saviano resta, Saviano via va. Firulì firulà.
Segue la trascrizione di uno scambio di amorosi sensi fra il sottoscritto ed una povera cretina sul fondamentale Facebook:
- Povera Cretina: mafioso del cazzo saviano è un grande
- Invidioso Intransigente: Manca la punteggiatura.
- P.C.: testa di cazzo invidioso. se hai il pisello piccolo e saviano molo grande non te la prendere con lui
- I.I.: Ecco brava, vedo che gli argomenti non ti mancano. Come l'educazione, del resto. Hai imparato a scrivere leggendo Saviano?
- P.C.: piccolo invidioso
- I.I.: Tutto qua?
- P.C.: si si vede…un poveraccio fallito che se la prende con chi emerge dalla mediocrità
- I.I.: "Sì", con l'accento. Lo insegnano alle elementari. Lo sanno pure i Saviani.
- P.C.: povero coglione intanto saviano è uno scrittore di fama mondiale e tu un povero coglione che nessuno pubblica
- I.I.: Ah ecco… adesso ho capito…
Ma come mai sei così offensiva? E poi scrivi così male… non sei andata a scuola? Leggi solo Saviano? - P.C.: perchè odio gli orrendi cazzoni come te che lo invidiate. tanto a voi resta la bile e lui parla a milioni di persone.
faccia di merda - I.I.: Una ragazza come te, così intelligente, così di sani principi, garbata d'educazione e antimafia per vocazione, come può odiare un orrendo cazzone, rancoroso, faccia di merda come me? Comprendimi, salvami, savianizzami, ti prego! Voglio diventare come te, anzi come Lui, dimmi come si fa. Mi impegnerò tanto, te lo giuro fin da ora: perderò i capelli, mi farò trapiantare il monociglio e pure un pisello nuovo di zecca, una pertica di carne approvata da Saviano con il glande antiproiettile e quattro testicoli, due di serie e due di scorta. Rispondi appena puoi, te ne prego.
- P.C.: e tra l'altro saviano si è scopato anita caprioli [ebbene sì, sono un suo ammiratore. N.d.R.] ..e tu ci fai le seghe sopra…
- I.I.: Quello che più mi piace di Anita è il coraggio…
- P.C.: povero coglione
- I.I.: L'hai già detto.
Che peccato, una ragazza dalle nobili intenzioni ma dotata (?!?) di un vocabolario così misero, noioso, volgare, da poco. Anche se credo ti rispecchi fedelmente. - P.C.: invidi saviano vero fratello sfigato? cesso che sei o invidi pechè bello colto coraggioso…. faccia di merda…
- I.I.: No, lo invidio perché ha tanti, tanti soldi. E ha tanti soldi perché un sacco di gente gli dà retta, qualsiasi cosa dica o scriva. Quelli più stronzi poi, per qualche oscuro motivo, sono capaci persino di romperti i coglioni in privato, inviando strane mail scritte alla cazzo di cane, un po' come i libri (anzi, il libro) di Saviano.
- P.C.: faccia di merda i soldi (non tanti quanti ne meriterebbe) li fa con onestà e gran pezzo di merda tu non riuscirai mai a farli con onestà ma solo rubando. invidioso. il libro di saviano gomorra lo invidi eh? sei il solito sfigato che non viene pubblicato che rosica? a fratello se sei più bravo di lui dimostralo, alza il culo e fai…e invece solo pugnette. mi fanno cacare i cazzoni come te.se ei così bravo pechè invece non parli tu a milioni e milioni e milioni di persone dai riescici? se è così semplice. faccia di merda.
- I.I.: Va bene, ora vado e parlo davanti a milioni e milioni e milioni di persone. Oppure vado a rubare. Ciao. E' stato bello discutere con te. Credo tu abbia ragione. Sei davvero intelligente. Mi hai aperto gli occhi, grazie. Farai tanta strada nella vita: me lo ha detto Saviano, percio è vero.
Dedicato a tutti coloro che meriterebbero una platea e mai l'avranno.
A Kama Ado non è successo niente
"A riferire l'incidente, stavolta, sono addirittura fonti dell' Alleanza del Nord, secondo le quali i B-52 avrebbero centrato il villaggio di Kama Ado, «uccidendo almeno venti civili»."
2 Dicembre 2001 – Il "Corriere della Sera"
Kama Ado non è solo sparito dalle mappe geografiche: per noi italiani, pare proprio non essere mai esistito. Qualche riga sui quotidiani e poco altro. Nessuna giornata della memoria, ora della reminiscenza o week end del ricordo anche perché se si dovesse dedicare una ricorrenza ad ogni innocente che crepa in qualche guerra bisognerebbe studiare un calendario apposito, un altro almanacco mondiale degli olocausti e delle vergogne da dimenticare, proprio come Kama Ado. Ho cercato informazioni in idioma italico a mezzo Google ma l'esito è stato deludente.
Sono pochi i siti che ricordano Kama Ado e i suoi centoquindici morti: vorrà dire che da oggi c'è un blog in più.
Il villaggio in cui non è successo niente
Il comandante dell’esercito parlò con i media
disse, “La nostra è una nazione che si basa sul diritto
non prendiamo di mira i civili
e bombardiamo solo se c’è motivo”
e fissando la telecamera con uno sguardo
freddo da gelare le ossa, disse
“Per quanto riguarda il villaggio di Kama Ado
lì non è successo niente”
Nel villaggio in cui non era successo niente
la maggior parte della gente si era alzata da letto
le donne si apprestavano a cucinare
ad assicurarsi che ogni bocca sarebbe stata sfamata
appena prima dell’inizio di Ramadan
l’acqua fu messa fuori a bollire
piccoli fuochi scaldavano pentole di latta
sul secco suolo afghano
Nel villaggio in cui non era successo niente
i bambini giocavano per strada
gli uomini erano chini a pregare
alcuni senza scarpe ai piedi
era un altro giorno come tanti altri
che erano tramontati prima
e nessuno aveva detto a Kama Ado
quali orrori si stavano preparando
Nel villaggio in cui non era successo niente
nessuno sapeva
che questo posto sarebbe stato cambiato per sempre
da un B-52 americano
le bombe caddero tutt’attorno a loro
tanti scoppi assordanti
e la gente di Kama Ado
imparò che la vita poteva finire così presto
Nel villaggio in cui non era successo niente
le case crollarono una mattina
nemmeno un terrorista morì lì
ma forse ne nacque qualcuno
nel villaggio di Kama Ado
non ci sono grotte sotterranee
ci sono solo ruderi e polvere e crateri
e centoquindici tombe fresche.
David Rovics
La canzone si può ascoltare su "Kelebleker", il blog di Miguel Martinez.
Massaggiare l’anima
Per ingrandire, clicca sull'immagine
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