Archivio di dicembre 2011
Buon Natale
In un'epoca di spregiudicati, cinici e degenerati picconatori neoliberisti intenti a demolire ogni residuale retaggio socialdemocratico e ad accentrare il potere politico ed economico nelle proprie mani è difficile continuare a contemplare Dio e il Natale con lo stesso stupore e gli stessi occhi di un bambino innocente. Perché in questa festa, diventata così stucchevole nell'ultimo mezzo secolo, di innocente c'è rimasto ben poco e continuare a denunciarlo è cosa ancor più nauseante. E' la festa dei regali, ormai, e delle tavole imbandite che servono a far crescere il PIL o quantomeno a combattere la recessione, lo sappiamo bene, non lo neghiamo e se tutto ciò dovesse venire a mancarci ci sentiremmo senz'altro più tristi.
In quest'atmosfera natalizia voglio dunque farvi i miei auguri attraverso quest'affettato, costruito, lezioso, cerimonioso, manierato, artificioso e vezzoso "Closing Announcement" di Orson Welles diramato da Chicago la notte del 24 dicembre 1944 nel bel mezzo del secondo conflitto mondiale e diffusosi "on-air", presumo, su tutto il territorio americano. E' con tale discorso che il disilluso ma non ancora pienamente consapevole regista di "Citizen Kane", 70 anni fa, invitava a rivivere il vero spirito del Natale ed è con le parole di quest'uomo dunque, il quale allora aveva già una chiara visione di come sarebbero andate a finire le cose, che voglio anch'io augurarvi solennemente e formalmente "Buon Natale":
Closing Announcement by Orson Welles
Le cerimonie tuttavia non sono mai state il mio forte, ecco pertanto qualcosa di più speziato, a tratti assai originale, a tratti estremamente banale. E' la canzoncina che sta spopolando sul web in questi giorni e rappresenta il mio semiserio augurio natalizio:
Ed infine ecco il mio augurio sincero, quello che arriva dal cuore. Il problema è che per credere nel Natale ed augurare a tutti un sincero "Buon Natale", uno dovrebbe come minimo avere fede in Dio e la fede o ce l'hai o non ce l'hai, non è che te la puoi far venire. E purtroppo mi sa proprio che io non ce l'ho, vorrei avercela, non lo nego ma da quando il prete mi raccontava le avventure di Gesù, a catechismo, io le ho sempre prese per delle favolette, le ho sempre messe in dubbio, anzi, per dirla tutta, non c'ho proprio mai creduto.
Questo allora può significare soltanto una cosa ovvero che i miei auguri di Natale in realtà non contano proprio un cazzo.
Comunque sia, infantili e semidemenziali considerazioni a parte, "Buon Natale" a tutti e "Tanti Auguri a Te Gesù Cristo"! Ti prego soltanto, qualora il Giudizio Universale dovesse prima o poi abbattersi su di noi, di agire con maggior equità di quanta non ne stia dimostrando il governo Monti e di avere un minimo di pietà anche per me.
Obbligo di catene e pneumatici da neve ma per ora a fioccare sono solo le multe
Il "nuovo" Codice della Strada prevede la possibilità per enti proprietari e gestori di emanare ordinanze che obblighino gli automezzi a circolare con catene o pneumatici da neve su determinate tratte per determinati periodi dell'anno.
E così quest'anno le ordinanze di sindaci, enti e società competenti non si sono fatte attendere. Allo stesso modo non si sono fatte attendere le sanzioni irrogate da parte delle forze dell'ordine dato che i Comuni, in special modo, ne hanno subito approfittato per fare cassa.
Ora non so se le vicende riportate siano leggenda metropolitana o realtà, fatto sta che si racconta di valanghe di multe strappate a Rimini, Pesaro e sulle strade delle due province quando le uniche vere valanghe che si siano mai viste da queste parti non sarebbero rappresentate altrimenti che dalle multe stesse.
Probabilmente gommisti, meccanici, produttori e commercianti di pneumatici e catene hanno contribuito ad ingigantire le cose, ammesso che un fondo di verità ci sia. Si racconta infatti di automobilisti costretti dalle forze dell'ordine a dimostrare di essere in grado di montare i dispositivi antisdrucciolevoli o che tali dispositivi, equipaggianti la vettura, fossero omologati e della corretta misura.
Non so dunque se quanto si dice sia vero o sia semplice frutto della "furberia" di alcune categorie interessate, in ogni caso bisogna considerare almeno un paio di cose:
- lo stesso articolo del Codice della Strada citato più sopra prevede che nelle tratte stradali soggette ai provvedimenti, gli automobilisti debbano essere informati dell'obbligo vigente tramite apposita segnaletica verticale.
- detta segnaletica, è assente nella maggior parte delle strade in quanto oltre a non essere sufficiente apporre un segnale all'inizio di una tratta, sarebbe necessario ripeterlo anche dopo eventuali intersezioni. Inoltre tale segnaletica è stata partorita nei primi mesi dell'anno ma pare sia ancora oggetto di discussione e modifiche per effettive difficoltà di rappresentare gli intervalli temporali di validità delle varie ordinanze in un linguaggio simbolico universalmente riconosciuto.
Tutto ciò, in soldoni, significa che se vigili, carabinieri o polizia c'avessero strappato una multa lungo una tratta priva di segnaletica, a meno che mi sfugga qualcosa, la multa dovrebbe non essere valida.
Siccome fatico a pensare che a Rimini siano presenti i tipici segnali rotondi di obbligo con simbolo bianco su sfondo blu raffiguranti il pneumatico catenato (presenti di solito, almeno in Italia, sulle tratte montane o pedemontane ma non di certo in riva al mare), in mancanza, per ora, di altra segnaletica più specifica, penso proprio che chi ha ricevuto delle multe su tali strade non dovrebbe avere difficoltà a contestarle.
Perché tra l'altro, la presenza del succitato segnale "obbligo di catene", obbliga gli automezzi a proseguire la marcia dal punto in cui è installato, con gomme da neve o catene ma il Codice stradale non specifica se tali dispositivi debbano essere montati o semplicemente far parte dell'equipaggiamento. Di tale segnale quindi se ne dovrebbe fare un uso limitato alle zone che realmente lo richiedono e anche in tali zone dovrebbe, a mio avviso, il suo uso essere eventualmente limitato nel tempo altrimenti gli automezzi che si trovassero a circolare su tali tratte, stando a quanto recita il Codice, dovrebbero essere dotati di pneumatici invernali e catene da neve anche durante tutto il periodo estivo, cosa che può andare bene in alta montagna ma non certo dalle nostre parti e specialmente a Rimini.
Quindi innanzitutto, prima di cominciare ad irrogare inutili sanzioni palesemente ingiuste ed evidentemente fuorilegge in quanto se è vero che la legge non ammette ignoranza è anche vero che in questo caso molti cittadini sono stati volutamente colti di sorpresa quando la legge stessa, prevede invece l'obbligo esplicito di informazione (tramite la segnaletica stradale) sarebbe meglio cominciare con l'aggiornare il codice della strada assimilando, ad esempio, alle catene, oltre che gli pneumatici invernali, anche le cosiddettte "calze da neve", facili e rapide da montare per tutti gli utenti, anche i più inesperti.
Mi provoca un certo disgusto infatti pensare a vigili che strappano multe per una norma appena entrata in vigore quando a distanza di diversi anni dall'introduzione di omologazioni come la Onorm 5121 (austriaca) o la corrispondente normativa francese (più recente), in Italia si insiste ancora con l'affermare che le calze da neve, in quanto non metalliche, non possono essere assimilabili alle catene da neve. Una motivazione di questo tipo, con tanto di chiarimento formale dell'autorità preposta, è degna solo di un paese come l'Italia perché stando ad essa, anche le gomme invernali, in quanto non metalliche dovrebbero allora non essere considerate valide.
Un esempio eclatante di calze da neve più che meritevoli di poter essere considerate equiparabili a delle vere e proprie catene sono le Easy Grip della Michelin (in materiale composito). Sarebbero facilissime da montare anche per le donzelle in tacchi a spillo e potrebbero essere smontate con altrettanta facilità laddove il manto stradale non fosse più ghiacciato o innevato.
Ma in Italia le cose semplici evidentemente non piacciono perché è ormai cosa nota che davanti all'interesse della collettività si preferisce porre il lucro e gli interessi di singoli o di pochi.
C’era una volta il Welfare

Ebbene si, esisteva un tempo in cui a metà strada tra sistemi comunisti e capitalisti si collocavano stati, capostipiti Germania e Inghilterra, dove ai cittadini erano garantite pensione, assistenza sanitaria e pubblica istruzione.
Si trattava del cosiddetto stato sociale, in inglese welfare, in tedesco sozialstaat.
A partire dagli anni '80 da quando la Thatcher, in perfetta sintonia con la politica di Reagan e la filosofia dei neoliberisti Milton Friedman e Friedrich von Hayek dichiarò guerra ai sindacati e all'elefantiasi derivata dal welfare, lo stato sociale cominciò via via a sgretolarsi in Inghilterra e in tutto il resto del mondo. Dall'Inghilterra prese via così un processo di privatizzazione che si espanse pian piano a livello globale e in Italia, come al solito, dove corruzione e mancanza di rigore sono cosa assai famigliare, le privatizzazioni, arrivate con una decina d'anni di ritardo, assunsero la ben nota connotazione che tutti conosciamo diventando ben presto malaffare.
Non so se sia colpa del thatcherismo o della cosiddetta reaganomics ad averci condotti dove siamo e non so dove tale politica tragga realmente origine ma l'impressione è che gli sforzi di Otto Von Bismarck, le idee di Frank Ward, le riforme di David Lloyd e William Beveridge siano solo antichi ricordi andati ormai quasi completamenti perduti.
Una delle prime cose che ho sentito dire a Monti questa sera, ospite di Bruno Vespa, è stata una frase che suonava più o meno così: "rischiavamo che salari e pensioni non potessero essere pagati". E allora giù mazzate. E il prossimo passo, almeno in Italia, sarà quello di attaccare i diritti dei lavoratori come già si era tentato di fare qualche anno fa.
Così, quella paventata dalla giornalista Naomi Klein che viene definita shock economy e le varie teorie della paura, già divulgate da Michael Moore attraverso i suoi film documentario, cominciano a farsi strada e sembrano sempre meno prive di fondamento.
Non lo so, questa è dietrologia. La nostra situazione è certamente drammatica ma la domanda da porsi è: lo è davvero fino a questo punto? E' assai strano che la tempesta si sia placata in quattro e quattr'otto e che in soli venti giorni sia tornato a splendere il sereno sui mercati finanziari. Viene da pensare che l'uragano possa essere stato cavalcato o peggio ancora, che possa essere stato generato ad hoc da qualche potente Eolo e Poseidone (non tutti lo sanno ma queste due divinità erano l'omologo greco di Standard & Poor's).
Certo è che ormai, in ogni caso, al ministro del welfare non resta che piangere, sian le sue lacrime vere o di coccodrillo.
Eh si! Mi sa proprio che sia un gallo!
Pare che Torrealta & C. abbiano fatto un passo indietro rispetto alla tesi che hanno voluto far implicitamente passare nella loro inchiesta andata in onda lo scorso maggio su RaiNews24.
In tale inchiesta (che trovate in allegato al precedente post), gli autori hanno rivisitato le vicende legate alla questione Petroldragon riportandole in maniera tale da dipingere Rossi come un truffatore, un abbindolatore in grado di fregare tutti, dalle istituzioni agli accademici che lo avevano sostenuto e che avevano lavorato a stretto contatto con lui.
La tesi che si voleva far passare era dunque questa: se già allora Rossi era riuscito a fregare le persone con cui aveva lavorato, figuriamoci ora che è addirittura l'unico a conoscere la formula segreta dell'additivo utilizzato nel processo dell'e-cat.
Peccato però che tale inchiesta prendesse in considerazione testimonianze (per la verità molto poche) e fatti che ponevano Rossi solo in cattiva luce senza minimamente indagare, invece, sui fatti e sulle circostanze che hanno portato alla quasi completa assoluzione di Rossi stesso e senza praticamente menzionare questo dettaglio non da poco.
Insomma, un'inchiesta che ruotava abbastanza evidentemente intorno ad un pregiudizio di fondo nei confronti di Rossi. Un'inchiesta abbastanza approssimativa perché ad esempio non ha fatto minimamente luce sulla validità o meno del processo di trasformazione dei rifiuti in petrolio (cosa di cui non si è praticamente parlato). Un'inchiesta dove nessuno degli abbindolati (forse per vergogna) è stato intervistato.
Ma anche ammesso che Rossi, con la Petroldragon, sia riuscito a compiere una colossale truffa, ciò non sarebbe sufficiente a far smettere di funzionare l'e-cat qualora, una volta tolto il velo, tale apparato dimostrasse di continuare a produrre energia anche senza palesare trucchi o inganni di sorta.
C'è da dire un'altra cosa tra l'altro, ovvero che nonostante l'ampia letteratura (almeno paventata) di "truffe" in ambito di fusione fredda, nessuno è ancora riuscito a spiegare con un minimo di chiarezza e in maniera articolata quella che potrebbe essere la truffa ordita da Andrea Rossi.
Quindi, anche chi pensa che sia un truffatore, non ha per niente chiaro in cosa tale truffa potrebbe consistere. Si parla di finanziamenti, di possibili raggiri a danno degli eventuali acquirenti etc. ma nessuno pare essere in grado di spiegare come ciò, concretamente, potrebbe accadere. Non che sia indispensabile ma il fatto, comunque, che non ci sia un'ipotesi precisa in merito, considerata la quantità industriale di informazioni che abbiamo a disposizione, mi fa ben sperare.
Ora, inoltre, come mi è stato riportato da Daniele Passerini, l'amministratore del blog "22 passi d'amore e dintorni", pare che gli autori di tale inchiesta abbiano fatto diversi passi indietro in merito alla posizione assunta tramite la stessa. Questo fatto e tanti altri dettagli fanno ulteriormente ben pensare anche se ovviamente non fugano completamente, dati i suoi trascorsi, i dubbi su Rossi.
Però vanno considerate anche le seguenti circostanze:
- dall' aprile scorso è in atto una sorta di guerra dei brevetti tra Rossi e Piantelli. Difficile pensare che siano entrambi dei truffatori e che si stiano scannando per il nulla.
- ormai i riflettori di mezzo mondo (una quantità imprecisata di personalità del mondo scientifico sono state scomodate per assistere alle dimostrazioni fatte con l'e-cat) sono puntati sulla vicenda e-cat e credo che in tali condizioni, portare a compimento una truffa divenga cosa sempre più ardua. Se Rossi dovesse riuscirci meriterebbe un Nobel soltanto per questo.
- gente del calibro di Focardi e Levi (uno professore emerito dell'Università di Bologna, l'altro a capo del Distretto di Fisica della stessa Università), del prof. Stremmenos etc., si sono dichiarate estremamente "fiduciose" e a mio parere, nonostante Focardi lo affermi da sempre, va contro ogni evidenza il fatto che costui non sia a conoscenza dell'additivo segreto (e un "no-comment" con cui Daniele Passerini ha risposto ad una mia domanda in merito a questa circostanza ha praticamente confermato la mia ipotesi). Del resto sarebbe stato praticamente impossibile, a mio avviso, per Focardi, costruire la schermatura di piombo e fare studi sulla sicurezza dell'apparato senza neppure sapere cosa aveva per le mani (quale pazzo avrebbe messo a repentaglio la propria sicurezza lavorando su un processo noto, si, ma su sostanze completamente ignote!?). E poi ci crediamo davvero che Rossi si sia rivolto a Focardi solo per farsi costruire il sarcofago di piombo?! Quel lavoro l'avrebbe potuto fare qualsiasi esperto di radioattività! Dunque: o anche Focardi è un buffone (cosa che non credo) o semplicemente vuole tenersi lontano dalle eventuali domande dei curiosi per paura (considerato il proprio carattere, l'età etc.) di farsi sfuggire dettagli importanti (questa verosimile ipotesi mi è stata suggerita da un "commentatore" incontrato sul blog di Passerini e onestamente mi chiedo come possa non averci pensato da solo). Affermare che Rossi è l'unico a conoscenza del segreto, pertanto, sarebbe solo un modo per tutelare ulteriormente il segreto stesso.
Ecco, la sfera magica non ce l'ho ma in base a tutti questi indizi penso proprio di non sbagliare nel sentirmi cautamente ottimista.
E ora voglio cominciare a pensare come potrebbe cambiare il mondo se una scoperta del genere fosse vera e non venisse affossata come probabilmente sarà già accaduto in passato:
- pare che le quantità di nichel e acqua necessarie ad alimentare gli e-cat utilizzati per soddisfare l'intero fabbisogno energetico dell'umanità sarebbero irrisorie. Il nichel è presente in abbondanza sulla terra, è forse uno dei metalli più abbondanti. Le riserve di acqua (da cui ricavare l'idrogeno) sappiamo tutti essere praticamente illimitate. Il consumo di acqua sarebbe ridicolo e praticamente si potrebbe andare avanti all'infinito ad estrarre idrogeno senza causare squilibri all'ambiente. Per quanto riguarda il consumo di nichel, invece, è vero che il processo ne usa quantità apparentemente non irrilevanti ma è anche vero che di un Kg di nichel, alla fine del ciclo ne rimarrebbe pressoché la stessa quantità e solo una minima parte risulterebbe trasformata in rame (cosa tra l'altro assai positiva data la richiesta di questo metallo). Tale materiale dunque non verrebbe "bruciato" come accadrebbe se si trattasse di una reazione chimica ma opportunamente lavorato, sarebbe possibile reimmetterlo nel ciclo.
- le scorie prodotte (isotopi del rame) risulterebbero radioattive solo per pochi minuti. Eventuali nanomateriali usati nel processo, se se ne farà un uso coscienzioso, potranno/dovranno essere riciclati senza essere dispersi nell'ambiente.
- mettendo nel computo l'energia richiesta per estrarre le materie prime e per smaltire/riciclare le scorie, avremmo ancora un notevole scarto in termini di energia utile.
- questa tecnologia è solo agli albori e se ora garantisce un cop di 15 o 30 o giù di lì, in futuro il rapporto tra energia necessaria al processo ed energia prodotta dal processo sarà certamente destinato ad aumentare.
- entro breve le emissioni di CO2 potrebbero essere drasticamente abbattute ed il petrolio rimasto (ancora tanto) potrebbe essere usato solo per lo stretto indispensabile (combustibile per aerei, plastica e altre cose utili). Il sollievo più grande sarebbe quello di poter tornare a vedere le stagioni ripetersi al ritmo regolare di un tempo.
- centrali energetiche come quelle attuali (centralizzate per l'appunto) non sarebbero più necessarie e gli attuali gestori dovrebbero trovare altri modi per spillarci soldi.
- le centrali nucleari verrebbero tutte quante definitivamente chiuse.
- si potrebbe cominciare a pensare alla desalinazione dell'acqua del mare per l'irrigazione del Sahara (non mi addentro negli squilibrii che ciò potrebbe comportare).
- dato il costo relativamente basso ci sarebbe energia per tutti, anche per i più poveri (e questo, cosiccome il punto precedente, significherebbe risolvere problemi come quello della fame nel mondo …anche se non oso pensare ai risvolti negativi).
- tanto tanto altro ancora.
Ecco, io mi immagino già gli eschimesi con le luci dell'igloo tutte quante accese anche a mezzogiorno per l'intero perido della lunga notte polare, sdraiati con le palle all'aria a "prendere il sole" sotto qualche potente ecolampada agli ultravioletti, in "atmosfera controllata" con 30 gradi "all'ombra" e una Iacuzzi ricolma d'acqua perennemente effervescente e riscaldata.
Si, lo so, probabilmente finiremmo per comportarci davvero così e questo potrebbe rivelarsi un drammatico effetto collaterale.
Altri effetti collaterali potrebbero derivare dall'enorme ripercussione economica e politica che avrebbe la dismissione della quasi totalità di quello che è il processo legato all'estrazione, produzione e commercializzazione del petrolio. Ma quanti sarebbero però i benefici!
E che bello, comunque, pensare che questo potrebbe, entro breve, divenire realtà. Stento quasi a crederci. Ha ragione Focardi, la sua, quella di Habel, di Piantelli e di Rossi e di tanti altri prima di loro, sarebbe (anzi, se non si sbaglia lo è già) la più grande scoperta dell'umanità ed io mi sentirei estremamente fortunato ad averne potuto beneficiare oltre che averla potuta vedere nascere. Talmente fortunato, appunto, che solo per questo, mi pare estremamente improbabile possa essere vera, tanto improbabile quanto fare sei al superenalotto anzi, a pensarci meglio, molto molto di più.
Poi mi pare impossibile che non ci sia proprio nessun effetto collaterale di rilievo. Mi sembra troppo!
Pertanto ora smettiamo di fantasticare, torniamo con i piedi per terra e aspettiamo che l'e-cat venga svelato e che l'eventuale rovescio della medaglia si palesi.
Una cosa è certa, se i poteri oscuri o l'impero del male o la morte nera dovessero in qualche modo decidere di impedire rivoluzioni di questo tipo, bisognerà trovare il modo di sbarazzarci di costoro evitando che ci riescano.

