Archivio di giugno 2011
Oriente e Occidente in scena a Mons Cerignonis
Messere Marco, e messere Matteo Polo suo fratello, questi due fratelli erano nella città di Costantinopoli venuti da Vinegia con mercatantia, li qual erano nobili e savi sanza fallo. Dissono fra loro e ordinorono di volere passare lo Gran Mare per guadagnare, e andarono comperando molte gioie per portare, e partironsi in su una nave di Costantinopoli e andarono in Soldania.
“Il Milione”
Venerdì 8 die di Luglio iniziano le feste, si aprono le porte di Mons Cerignonis, con canti e balli nelle piazze e nelle taberne. Giovani delle Contrade amene si disputano, la sera, la partecipazione al Palio del dì di festa grande.
Sabato 9 die di Luglio scendono i cortei dallo castello et dame cavalieri assistono alli giochi, alle danze di deliziose donzelle e ai voli di falchi e di bandiere. Lauti banchetti, fresche bevande e caffè speziati li attendono nelle hostarie, lontano ma vicino è l’Orientale mondo.
Domenica 10 die di Luglio si disputa lo Palio dell’Uovo: tra squilli di trombe e rulli di tamburi gare di forza e destrezza. E strade e piazze vive di musica e di canti, e ancora magiche creature, bestie raminghe, predicatori, giocolieri et buffoni et genti venute di lontano. La sera tarda un magico spettacolo e Fuochi d’artificio a salutar le genti!
Memoria e oblio
Come tutti sanno anch’io ho un giornalino come le mie sorelle Ada, Luisa e Virginia. Loro, tutte le sere stanno a scrivere e scrivere per ore intere. Non so davvero dove trovino tante cose da scrivere, mentre io, niente, non so come riempire le pagine del mio giornalino…allora, ogni tanto copio da quello di mia sorella Ada, e non solo da lei. Questa volta ho copiato un articolo che ho trovato su una rivista, firmato da un certo Ascanio Celestini. Inizia così:
“Noi Italiani abbiamo uno strano rapporto con la memoria perché facciamo fatica a relazionarci con l’oblio. Ci dimentichiamo della seconda guerra mondiale e poi, d’un tratto, piazziamo una giornata della memoria a fine gennaio e la imponiamo a tutti. Poi qualcuno ci dice che quella giornata ricorda solo un pezzo della storia e così ci tocca mettere anche il giorno per ricordare le foibe… Come se fossero due squadre di calcio avversarie. Alla nostra memoria sta accadendo quello che succede per le notizie sui giornali. Il presidente del Consiglio organizza feste con giovani donne e per giorni parliamo solo di quello, il terremoto giapponese danneggia una centrale nucleare e diventa il primo argomento del bar, gli americani ci dicono di aver ucciso il più pericoloso terrorista del mondo e per una settimana non si parla d’altro. L’oblio sovrasta la memoria e la costringe a trasformarsi in una serie scoppiettante di notizie esplosive fatte di celebrazioni e santificazioni, di terrore mondiale e giustizia planetaria (vedi Bingel 20 marzo 2011).
Per qualcuno questa memoria corta come le micce brucia velocemente, ma almeno deve fare un bel botto.”
Io non capisco molto di tutto questo, però non capisco nemmeno come abbiamo fatto a dimenticarci degli orrori della guerra, o come abbiamo fatto a dimenticarci che la nostra Repubblica è nata da un referendum. Io non ci capisco niente davvero, non so cosa vuol dire memoria e cosa vuol dire oblio. Chiedo a voi di spiegarmi il loro significato e di giudicare se ho fatto bene o no a copiare questo articolo.
Però una cosa la so, poiché la miccia è corta se continuiamo così, il botto avverrà tra le nostre mani…
Dico questo perché a me è successo. Il destino e la disgrazia ci mettono sempre la coda. Tempo fa avevo nascosto nel caminetto della sala, dei petardi e lì li ho dimenticati, ah, la memoria, e al ritorno a casa dal matrimonio di mia sorella Virginia con l’avvocato Maralli, mio padre ha avuto la brillante idea di riscaldare la casa, eravamo a dicembre, accendendo il caminetto, e… BOOOOOM.
Me ne frego
Me ne frego di aver difeso le macerie dell'acqua pubblica perché qui da noi, quando si tratta di servizi primari e monopoli naturali, privato diventa sinonimo di lanzichenecco: un esempio su tutti, le Ferrovie dello Stato.
Me ne frego se il nucleare, come sostiene anche Veronesi, salverà il mondo: in Italia non si farà. Se questo fosse un Paese serio, si comincerebbe a sviluppare una nuova politica energetica domani stesso. Invece non andrà così ma, per quest'oggi, me ne frego.
Me ne frego se il mio voto non servirà perché "tanto Berlusconi non andrà in galera": non sono uno sprovveduto, non ci ho mai minimamente sperato e non ci crederei neanche se lo vedessi. Mi accontento di sapere che le fatiche di Minzolini sono risultate vane.
Oggi me ne frego e quel mio amico, quel nostro amico, che ha contribuito alla raccolta di un milione e quattrocentomila firme per i referendum sull'acqua sarebbe d'accordo e, facendo la linguaccia, se ne batterebbe le balle di gusto.
Nucleare, a chi conviene?
Facciamo un “breve” riepilogo:
- solo ieri, a 5 giorni dal voto, la Consulta ha approvato il nuovo testo del referendum sul nucleare riformulato dalla Cassazione (mi chiedo come faranno ad essere pronte le schede per domenica prossima). Ditemi voi se non è una vergogna.
- i tg pubblici, quelli che noi cittadini paghiamo di tasca nostra, boicottano, disinformando o omettendo e sàbotano, “sbagliando” persino le date. Nelle reti pubbliche la pubblicità è ridotta ai minimi termini.
- il governo legifera ad hoc per impedire al popolo di esprimere il proprio parere (quello stesso governo che fino a ieri non faceva altro che ripetere di essere l’unico legittimo rappresentante del popolo stesso).
- presso questo link una lista (non proprio breve però) in cui sono riportati alcuni degli incidenti avvenuti nel mondo a partire dagli anni ’50 fino alla data di redazione della lista stessa (luglio 2008) e l’Italia, che negli anni ’60, in quanto a nuclearizzazione, era terza soltanto dopo USA e Gran Bratagna, non ne è affatto esente.
. E’ lecito nonché doveroso chiedersi quante vittime avranno silenziosamente mietuto, tali incidenti, nel corso dell’ultimo mezzo secolo.
. E’ lecito domandarsi quale sia la probabilità che un incidente più o meno grave possa accadere a due passi da casa nostra quando in Europa, se non vado errato sono presenti i 3/5 di tutte le centrali nucleari sparse in giro per il mondo.
. E’ lecito domandarsi dove e come vengono o verranno smaltiti i residui radioattivi prodotti da tali centrali. Pensare alle famose carrette affondate al largo di Napoli dovrebbe essere sufficiente per farci smettere di mangiare pesce per il resto della vita ma soprattutto ad aprirci gli occhi su come anche i paesi più “perbene” smaltiscono tali scorie.
- il nucleare non conviene a meno che non sia supportato da denaro pubblico. Gli Stati Uniti sono anni che non investono più in tale settore perché lo stato là non tira fuori un quattrino, in tal senso non esiste, i soldi li devono tirare fuori tutti quanti i privati, gli investitori. Questo dato, da solo, la dice lunga su come andrà invece a finire in Italia. Tra i costi del nucleare dovrebbero tra l’altro, essere calcolate le cosidette esternalità ovvero tutti quei costi non direttamente imputabili alla produzione di energia ma che tuttavia esistono (smaltimento scorie, risarcimento vittime in caso di incidente, danni all’ambiente etc etc etc). A conti fatti, il nucleare non conviene a meno che tutti questi costi “invisibili” non sia il cittadino a sobbarcarseli ovvero non sia lo stato a finanziarli. Provo ad immaginare, poi, considerato come viene amministrata la cosa pubblica in Italia, come potrebbero essere gestite le scorie nucleari. Basta pensare nuovamente alle carrette affondate nel Mediterraneo o ancor prima (e sarà anche un luogo comune ma è verità) alla munnezza di Napoli.
- un incidente grave presso una sola centrale nucleare causa danni incalcolabili che coinvolgono l’intero pianeta. Lo ha dimostrato Chernobyl e lo sta dimostrando Fukushima.
In definitiva la domanda è questa: agli italiani, o meglio, ai normali cittadini di questo pianeta, conviene sobbarcarsi rischi e spese di una centrale nucleare? La risposta è semplice ed è NO.
A chi conviene allora? Come dice ogni notte Marzullo fatevi questa banale domanda e provate a darvi una risposta.
Tempo di referendum: “divulgare”, la parola d’ordine
Sono passati quasi tre mesi dal giorno in cui in Giappone è scoppiata la terza bomba atomica. Questa volta non per colpa dei soliti Americani, almeno non in apparenza perché poi magari sono proprio costoro, i maggiori azionisti della società che gestiva le centrali nucleari giapponesi, e ne gestisce decine in tutto il mondo, chi lo sa. Ma questo poco conta, infondo.
Comunque sia, a tre mesi di distanza, si sta cominciando ad ammettere che il nocciolo di ben tre reattori è fuso o parzialmente fuso. E a distanza di tre mesi le falle che riversano quotidianamente scorie radioattive nell'oceano sono sempre aperte. Pensare che i giapponesi si erano dati tre mesi di tempo per chiuderle e nove mesi per riuscire a raffreddare completamente i reattori, ammesso che sia possibile farlo. Per bonificare la zona ci vorranno invece decenni. I danni in termini di vite umane sono e saranno incalcolabili. Nel vero senso della parola.
E la radioattività riversata nell'oceano contaminerà pesci, plancton, tonni che vengono esportati in tutto il mondo. Le vittime indirette, inconsapevoli e "silenziose" di questo incidente saranno migliaia nel corso dei prossimi venti o trent'anni. Un olocausto silenzioso che ucciderà senza suscitare particolare clamore.
Ebbene, tutto ciò rappresenta i rischi che bisogna conoscere e accettare quando si decide di costruire una centrale nucleare.
Rappresenta tuttavia solo una minima parte di tutto quello che c'è da sapere.
E l'avv. Giannino A. (vedi commento relativo), ad esempio, credo potrebbe illustrarci il resto visto che sembra saperla lunga in merito all'argomento.
Comunque, per farla breve, esprimo il mio pensiero e chi mi ama (o lo ama) mi segua e diffonda il più possibile questa voce perché è necessario divulgarla e farlo alla svelta: il gioco non vale la candela.
Se uno solo o pochi mostri del genere possono contaminare irrimediabilmente, per migliaia di anni, l'intero ambiente terrestre, devono essere estinti nel minor tempo possibile. Se è vero che non avere centrali nucleari nel territorio italiano non diminuisce il rischio cui anche noi italiani siamo, nolenti, sottoposti, è pur vero che questo deve essere un punto di partenza per un movimento che deve espandersi a macchia d'olio, a livello mondiale. Bisogna cominciare a liberare il mondo dall'immondizia e bisogna farlo alla svelta.
Altrimenti siamo destinati a soccombere, Tutti quanti.
E anche se sulla questione ci sarebbe da disquisire per ore intere, per adesso mi fermo qui.
Grecia al lastrico, costretta a vendere le proprie cazzo di isolacce.
Questo sarà, probabilmente, il post più breve che abbia mai scritto: iene chi le compra! Possano, un giorno, trovarsi nella stessa merda.
Anche se so perfettamente che ciò non accadrà mai.
E dicendolo il mio pensiero corre inevitabilmente all'Italia e al Mondo intero dove da sempre, furbi e potenti, perpetrano ogni sorta di crimine e frode nei confronti dei più sprovveduti, nei confronti dell'umanità.
…tempo e "fiato" sprecati, lo so.

