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Nippon

Quando ho visto per la prima volta le immagini del terremoto giapponese, il pensiero che mi è balenato in testa è stato: se una cosa del genere fosse accaduta in Italia si sarebbe verificata l'apocalisse. Ho inoltre pensato: grande popolo questi giapponesi. Sono veramente forti, hanno uno stato solido, robusto, in grado di fronteggiare persino le conseguenze di un terremoto di tale intensità, di un'emergenza di simili dimensioni. Ho quindi immaginato: probabilmente non vedremo gente lamentarsi perché costretta a vivere per anni in container o politici inscenare le solite commedie all'italiana mentre si sbranano mediaticamente anche solo per ricostruire si e no un paio di quartieri di una città manco tanto grande come può essere L'Aquila. Non avevo ancora idea però che di li a poco ben tre centrali nucleari affacciate sulla costa nordorientale del paese avrebbero cominciato a diffondere il loro veleno radioattivo sulle aree limitrofe. Non avevo ancora intuito che quella era già l'apocalisse. Quando mi sono reso conto che i motori diesel che avrebbero dovuto provvedere al raffreddamento d'emergenza, non erano potuti partire per via dell'onda che li aveva soffocati, ho pensato: ma come possono concepire di costruire barriere alte anche alcuni metri proprio a ridosso del mare e non pensare affatto di posizionare tali motori in zone rialzate (sarebbe bastato una decina di metri per stare sicuri, tuttavia collocare l'intera centrale in una zona alta 50/100 metri, sarebbe stata la soluzione ideale). Ovviamente però, queste sono idee di un profano che non immagina assolutamente quanto poi possa essere complicato, magari, far arrivare l'acqua del mare a tale altitudine. Mi chiedo tuttavia come sia possibile che quei motori non fossero stati almeno pensati per lavorare anche sott'acqua. E a questo punto la mia fiducia nei giapponesi comincia a vacillare e realizzo subito che evidentemente anche questo popolo, o meglio, coloro che governano questo popolo si sono presi i loro rischi, belli grossi, in nome del "progresso". Rischi che a mio avviso, quando si parla di nucleare, dovrebbero invece rasentare il livello zero. Rischi che andavano evitati in un territorio come il loro dove terremoti di questa intensità non si potevano certo prevedere ma neppure escludere. E mentre io ero intento a riflettere, le immagini e le cronache avevano già cominciato ad invadere le emittenti televisive e soprattutto il web. Proprio ieri sera ho sentito l'intervista di un nostro connazionale che si trova con la famiglia (moglie e figlia di pochissimi anni) poco distante dalla centrale di Fukushima. I tre erano ricoverati alla meglio presso un rifugio di fortuna e l'indomani, cioè oggi, sarebbero stati evacuati, per non si sa dove, proprio mentre le previsioni mettevano neve. Una nevicata radioattiva che il padre si preoccupava di evitare alla figlioletta chiedendo aiuto all'ambasciata italiana la quale, in maniera vile, si è persino rifiutata di mandare un'auto a prenderli adducendo che le strade erano impercorribili quando invece una giornalista americana aveva potuto constatare coi propri occhi che non era affatto così. Le tv trasmettono immagini di persone apparentemente tranquille che con le loro mascherine che spesso portano anche nella vita quotidiana, vengono sottoposte a test di radioattività, dove operatori protetti integralmente dalla testa ai piedi, con diabolici marchingegni rilevatori, le "perquisiscono" sommariamente sottoponendole ad una tortura che dal mio punto di vista sarebbe insopportabile. Eppure queste persone, almeno in apparenza, se ne stanno buone buone e tranquille. Una signora, affiancata dal marito racconta che in seguito ad un primo esame risultava un po' radioattiva ma che dopo essersi lavata per bene, la radioattività che aveva addosso risultava notevolmente calata. Era così serena anche perché gli operatori sanitari l'avevano tranquillizzata assicurandole che le particelle radioattive non potevano essere entrate all'interno dell'organismo. Mi chiedo io però come potessero dirlo con certezza (quelle persone bevono, mangiano e respirano) e quindi quella donna mi ha fatto quasi pena, un po' perché non si rendeva conto di quello che potrebbe aspettarle e un po' perché probabilmente preferiva credere a quello che le raccontavano i medici sebbene persino lei, quasi certamente, in fondo alla propria coscienza era consapevole del fatto che non fosse esattamente così. Il mio pensiero allora è rimbalzato ai nostri genitori, ai nostri vecchi, che volenti o nolenti sarebbero costretti a reagire allo stesso modo: innocenti e inconsapevoli, come bambini che aspettano di essere presi per mano e portati via in un posto più sicuro. Nei dintorni delle centrali, intanto si distribuisce iodio perché il tumore alla tiroide, in questi casi, è quello più frequente. Si aumenta il raggio della zona off-limits di giorno in giorno. Le autorità minimizzano come è logico che si faccia in situazioni del genere per non creare il panico. Molti stanno cominciando a valutare anche l'ipotesi di andarsene al sud. Vi immaginate se Tokio sfollasse tutta quanta come potrebbe essere un esodo di tali proporzioni? File chilometriche per le autostrade mentre già da ora code lunghissime cominciano a formarsi per davvero nei pressi dei distributori che entro breve finiranno le scorte di carburante. Persino l'elettricità viene centellinata. Eppure la vita a Tokio e dintorni scorre via ancora apparentemente tranquilla tra uno scossone di terremoto e l'altro mentre a Fukushima una cinquantina di tecnici ed ingegneri dal coraggio e la tenacia di kamikaze e samuraj messi insieme lottano tra un'esplosione e l'altra per scongiurare il peggio: la fusione del nocciolo d'uranio. Parte del nocciolo tuttavia è già compromessa, si è fusa con l'involucro esterno generando scorie radioattive che stanno già diffondendosi nell'atmosfera. Fortunatamente però, gli elementi prodotti fin'ora, non possiedono ancora quella "carica contaminante" che potrebbero raggiungere gli elementi prodotti da un eventuale processo di fusione. Il problema è che le notizie, oltre che confuse, non sono affatto incoraggianti in quanto pare che il sistema di raffreddamento si dimostri di ora in ora sempre meno all'altezza. Il pensiero allora corre di nuovo a quei 50 tecnici che incessantemente lavorano per "spegnere l'incendio". Immagino il discorso di chi li ha convinti o forse obbligati o forse semplicemente benedetti prima di prendere parte all'operazione. Immagino a come potranno capacitarsi, una volta che le operazioni saranno concluse (ammesso che riescano a venirne a capo), del fatto che le loro vite sono praticamente finite e che del loro sacrificio saranno gli unici a non poterne beneficiare. Penso alla disperazione e al dramma che staranno vivendo le loro famiglie. Ma il pensiero corre anche allo scenario peggiore, alla fusione del nocciolo. Immaginiamo, inoltre, uno scoppio dovuto all'idrogeno prodotto, che sarebbe assai probabile: il disastro assumerebbe proporzioni inimmaginabili. Un incubo interminabile, dunque, quello che stanno vivendo coloro che hanno già perso i propri cari sotto le macerie o spazzati via dalla marea, un incubo che non dà tregua. Una marea tra l'altro talmente sporca ed inquinata che probabilmente lascerà un segno profondo anche in termini di contaminazione chimica. Una marea tuttavia mai tanto velenosa quanto le ceneri e le piogge che ricadrebbero a centinaia e migliaia di chilometri dal nocciolo del reattore nel caso in cui questo fondesse e quindi esplodesse contaminando coltivazioni, persone, terreni e falde acquifere. Ebbene, se quei tecnici non riuscissero nell'impresa sarebbe una catastrofe che si abbatterebbe sopra un'altra catastrofe. Non ci voglio ulteriormente pensare perché mi torna il voltastomaco proprio come quando nel lontano maggio di 25 anni fa i telegiornali annunciavano piogge radioattive sul territorio di mezza Europa. La cosa che tuttavia mi fa più paura è l'indifferenza e l'inconsapevolezza generale. Nessuno si preoccupa più di tanto perché comunque il Giappone è lontano, la cosa non ci riguarda direttamente. E allora vi invito a provare a mettervi nei panni di quei giapponesi su cui piove cesio, a provare a rivivere l'incubo di 25 anni fa immaginando però di vivere in Ucraina o in Polonia. Cominciate a pensare che siamo circondati da quasi 200 centrali atomiche alcune delle quali, le più pericolose, a due passi dai nostri confini. Destatevi dal vostro cazzo di torpore, provate a farvi venire un po' di mal di stomaco anche voi e provate ad immaginare il brivido che correrebbe lungo la vostra schiena se una mattina ci dovessimo svegliare con la notizia riportante lo scoppio di una centrale slovena o francese. Cominciate a riflettere, divenite consapevoli e sappiate che l'attuale governo, in sordina e senza far troppo rumore ha già avviato il progetto di costruzione di ben 4 centrali nucleari sul territorio italiano quando in Europa invece si sta cominciando a concepire, seppur molto lontanamente, l'idea di staccare la spina a tutte quante. E' questione di numeri, è un dato statistico: prima o poi un incidente è destinato a verificarsi nuovamente e prima o poi riguarderà nuovamente anche noi. Tanti, meno gravi di quello di Chernobyl o delle centrali giapponesi, ne saranno già successi in passato senza che se ne sia saputo niente. I nostri governanti hanno venduto l'anima. Si sono venduti e ci hanno venduto, dobbiamo ricordarci tuttavia che il popolo è sovrano, le decisioni spettano a noi. Destiamoci prima di essere costretti a farlo e facciamo in modo, piuttosto, che anche il resto d'Europa intraprenda un cammino diverso.




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10 Commenti a “Nippon”

  • Dimenticavo: non sono un gran credente, ma pregate, pregate per quella gente.

  • Sono impressionata Bingo, tu riesci ad esprimere per iscritto pensieri che io non riesco nemmeno a riordinare mentalmente!
    Tutto ciò per dirti che il tuo turbamento è anche il mio: è da venerdì che ho mal di stomaco.

  • “Immagino a come potranno capacitarsi, una volta che le operazioni saranno concluse (ammesso che riescano a venirne a capo), del fatto che le loro vite sono praticamente finite e che del loro sacrificio saranno gli unici a non poterne beneficiare.”

    A me, ‘sta cosa dei tecnici mi strazia. Non ci posso pensare.

  • RainCyberMan:

    Ma perchè non mandano Bertolaso?

  • GStoppani:

    “Il popolo è sovrano” gran bella verità, ma credi veramente che quello che pensa la maggior parte delle persone sia la verità assoluta? E che noi facciamo parte di questa maggioranza? Il popolo è sovrano, lo dici proprio a me che per decisione maggioritaria di genitori e sorelle mi sono ritrovato rinchiuso in uno stabilimento carcerario chiamato collegio, ho anche provato a scrivere sul muro “Abbasso i tiranni”, e lo sai, ma è servito solo ad avere un pasto decente il giorno dopo, e poi…….tutto come prima. Però hai detto anche una sacrosanta verità, e cioè “Destiamoci prima di essere costretti a farlo”, ma la verità non è “destiamoci” ma che un giorno, se non lo faremo ora, saremo costretti a farlo, con annesse tutte le difficoltà i problemi e sicuramente il rischio che possa essere troppo tardi.
    Barozzo mi aveva avvertito che la minestra di riso, mangiata tutti i giorni, diventa insopportabile, e che la minestra di magro del venerdì, con la retta che paghiamo è una vergogna, ma sai com’è, devi prima sbatterci la testa. E la testa ce l’ho sbattuta e per rimettere le cose a posto abbiamo dovuto unirci tutti quanti, lavorare ad un piano comune e lottare per riuscire nel nostro intento. Le centrali nucleari non sono come la mia minestra di riso, è ovvio, ma il problema da affrontare è lo stesso.

  • Avv. Giannino A.:

    “Il popolo è sovrano” gran bella verità, ma credi veramente che quello che pensa la maggior parte delle persone sia la verità assoluta? E che noi facciamo parte di questa maggioranza?

    Guauvda, ti uivspondo io e voglio fauvlo sincevuamente peuvché tanto ouvmai qui dove mi tuouvo non ho più niente da peuvdevue. Il denauvuo da queste pauvti non seuve…

    …vedi, in effetti la gente per la stragrande maggioranza è ignorante e stupida e quindi va manipolata come meglio torna conto. A dirla tutta, questa folla di caproni, andrebbe soppressa senza pensarci due volte. Se non fosse però che buona parte di essi alla fine torna comodo: se non ci fossero, chi potremmo mandare a lavorare nelle fabbriche e nei campi o assumere nei nostri uffici perché ci facciano da segretari o contabili!? Chi potremmo mandare a fare le guerre o a reprimere le loro stesse rivolte? E chi potrebbe arricchirci se poi quei caproni non spendessero quei quattro soldi guadagnati per comprare le cose che loro stessi hanno prodotto e a cui noi le rivendiamo facendogliele pagare almeno dieci volte tanto!? E allora li tolleriamo. Diamo loro lo stretto indispensabile perché non rompano troppo i coglioni e così stiamo tranquilli che probabilmente i coglioni non li romperanno davvero.
    Ecco, il pensiero di queste persone è pressoché irrilevante perché non hanno né testa per capire né interesse a capire come funzionano le cose. Sono abituati a vivere per soddisfare i loro bisogni più immediati senza metterci un minimo di cervello in quello che fanno e senza particolari ambizioni che non siano cose futili tipo sognare di partecipare ad Amici o incontrare il loro idolo quando la domenica vanno a sfogare la rabbia repressa, accumulata durante la settimana, allo stadio. Poi se va bene e ne hanno modo scopano e si riproducono mettendo al mondo altri caproni, se va male si tirano una sega.
    Questa gente non conta un cazzo. Non possono ne saprebbero decidere nulla. Se qualcuno grida loro: comunisti! Loro cominciano a far riecheggiare tale grido come uno di quegli slogan che urlano allo stadio, senza avere manco la più pallida idea di quello che stanno dicendo.
    Per rabbonirli, nella costituzione abbiamo scritto che il popolo è sovrano.
    Ma tanto loro la costituzione non l’hanno mai letta e anche se lo facessero, sono solo parole, hai ragione tu caro il mio Giannino, sono solo parole.

    Allovua visto che qua dove mi tuovuo non è peuvmesso pouvtavue ouvologi, Dio mi ha puouvmesso che se vi davuò un paio di duitte, per me fauvà un’eccezione: mi vuegalevuà uno Swatch e mi peuvmetteuvà di pouvtauvlo sopuva il polsino come euvo solito fauve quando mi tuouvuavo dalla vostuva pauvte, quelli si che euvano bei tempi! Ha detto che non auvà le lancette ma tanto chi se ne fvuega, qua dove mi tuouvo, sapeuve che ovua è ha un’impouvtanza davveuvuo vuelativa! Benedetto Einstein, lui si che la sapeva lunga!..

    …il piano dunque è questo ed è davvero semplice: raccontiamo loro che le centrali nucleari sono roba da comunisti. Oggigiorno chi vorrebbe avere a che fare con dei comunisti!

    Noi sappiamo bene che non è così perché siamo noi che le costruiamo. E siamo noi che poi rivendiamo loro l’energia facendogliela pagare quattro, cinque, sei volte tanto il suo valore reale. Ma questo loro non lo sanno. E non hanno idea che nel prezzo che pagano sono inclusi anche quei costi che dovremmo sostenere per lo smaltimento delle scorie radioattive quindi, male che vada, affittiamo una carretta libica e l’affondiamo al largo delle coste napoletane. Se poi invece siamo più fortunati, le lasciamo esattamente dove si trovano già da tanti anni e quei soldi lì, piuttosto, ce li dividiamo solo noi.
    All’Enea ogni tanto qualcuno si brucia le mani ma ormai, a forza di incidenti, avranno bell’e capito come conservarle.
    Perché noi sappiamo bene che nessun privato ormai investirebbe più in centrali nucleari se proprio dovesse sobbarcarsi tutte le spese in quanto gli utili non sarebbero in grado di coprire i costi. Mi riferisco ai costi diretti e non anche alle esternalità, sia ben inteso. Non a caso negli Stati Uniti, dove il governo non caccia una lira, non si costruiscono più centrali nucleari da oltre 30 anni. E allora solo dove gli stati provvedono, il gioco comincia davvero a valere la candela. In pratica a quei poveri caproni facciamo tirare fuori anche i soldi dell’investimento, soldi che dovremmo tirare fuori noi ma che invece li facciamo tirare fuori a loro. Noi ci accontentiamo dei guadagni. Quelli possiamo “sobbarcarceli” anche tutti.

    Ecco, noi queste cose le sappiamo ma non dobbiamo raccontargliele, tanto non le capirebbero e probabilmente, a metà discorso, sarebbero già mezzi addormentati o al limite qualcuno starebbe già maturando l’idea di cambiare canale e sintonizzarsi sull’Isola dei Famosi.

    E’ sufficiente gridare loro che le centrali nucleari sono roba da comunisti! Tutto qua, provateci e vedrete che nessuno preleverà più un solo watt di corrente elettrica quando saprà che è stata prodotta arrostendo bambini!

  • Questa volta caro Gianburrasca mi sa che ti sei tradito. :)

  • GStoppani:

    Cosa vuol dire che mi sono tradito, non vedi che mi sono firmato?

  • bingel:

    Porca minestra! Allora sei te per davvero! :)

  • GStoppani:

    Certo, e chi credevi che fossi?

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