La lezione della mafia
fonte: Babysnakes – 4 Maggio 2010
Promossa con lode la dirigente di una scuola elementare di Padova che, stanca di trovare sempre i bagni devastati per la strafottenza di pochi bulletti, coperti dalla connivenza generale, ha deciso di farli pulire a tutti, a turno. È bastato lo spauracchio a dissolvere l'omertà, a far saltar fuori i quattro baby-cialtroni. A quel punto occorreva andare fino in fondo, applicando la punizione, perchè un pedagogo deve sapere che una minaccia solo ventilata è peggio che una pistola scarica, è un boomerang (in diritto aulico si dice: nulla lege sine poena). Invece la dirigente, pressata dalle proteste di genitori confermatisi, tanto per cambiare, inadeguati, ignoranti e immorali, ha fatto dietrofront: nessuna punizione per i responsabili, abbiamo scherzato, volemose bene, chi ha dato ha dato, i giovani sono risorse anche e soprattutto quando si divertono a pisciare fuori dalla tazza.
Il risultato – nessun dubbio su questo – sarà che tempo una settimana quei bagni torneranno ad essere cessi, nell'accresciuta arroganza dei colpevoli convinti d'essere ormai onnipotenti. Faranno proseliti e la dirigente avrà di che meditare sul suo rigorismo alla panna. Ma non potrà più recuperare la situazione, avendo trasmesso ai pargoli, che l'avranno imparata benissimo, una lezione fondamentale: le regole sono un gioco, vince chi le sfascia, la cosa pubblica è ottima per venire devastata, il potere non fa paura a nessuno, il vero potere siamo noi teppisti e in caso ci son sempre mamma e papà coraggio coi fischietti e coi randelli. Di fatto, questa è la lezione della mafia, ovvero del fascismo diffuso di cui parla Giorgio Bocca, che però lui scambia col berlusconismo mentre consiste in questa micidiale mistura di violenza destroide, buonismo di sinistra e perdonismo cattolico. La lezione della mafiosità fascistoide è la seguente: si può essere benissimo pecoroni feroci, basta non uscire dal seminato del conformismo balordo. Oggi una latrina, domani una scuola allagata, dopodomani uno stupro di gruppo o un masso dal cavalcavia. E i piccoli eroi di oggi diverranno i bambini democratici di domani, di cui parla Ortega Y Gasset per dire individui immaturi, convinti che la democrazia sia pretendere sempre e rendere mai, disposti alla brutalità per soddisfare la propria allergia alle regole comuni.
Bocciata con demerito quella dirigente scolastica.
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