Il titolo non c’è
Il titolo non c'è perché non sono in grado di riassumere in poche parole un orrore simile. La novità dell'ultima ora in realtà è un déjà vu: Paolo Calissano sarà ascoltato dagli inquirenti come persona informata dei fatti. A quanto pare, nella città che mi ha visto nascere, dove c'è un fatto c'é Paolo Calissano.
Adesso, se ve la sentite, potete continuare la lettura.
L'angelo
fonte: Babysnakes – 21 Marzo 2010
Picchiato. Bruciato con le sigarette, preso a morsi. Pizzicato dappertutto. Picchiato. Scrollato a testa in giù e sbattuto contro il muro, a farlo rimbalzare, nel divertimento di chi lo sbatacchiava come un pupazzo di pezza. Picchiato. Insultato. Gettato nell'acqua e irriso con la “cresta” bagnata dei capelli. Picchiato. Sempre più forte e più forte ancora. E alla fine scaraventato, già pieno di piaghe, contro le sbarre del letto e contro il pavimento. Così è stato annientato Alessandro, il bimbo di otto mesi –otto mesi– con la colpa di piangere. Perchè aveva freddo e le piccole ossa rotte e la carne torturata. Perchè aveva fame, non mangiava da ore e giorni. Otto mesi. Mentre il “patrigno” si divertiva a massacrarlo e la "madre" -immediatamente "pentita"- “vagava in strada per ore allo sbando alla ricerca di droga”. Scrive il giudice nell'ordinanza dell'arresto: «A causa del consumo di cocaina e hashish… gli indagati si siano trovati in una condizione di stordimento e di perdita delle capacità di autocontrollo che li rendeva insofferenti al pianto e alle richieste del bambino e interessati solo a ottenere il suo silenzio. E’ da rilevare al riguardo che Alessandro non risulta aver mangiato dal pomeriggio del 15 marzo e perciò è estremamente verosimile che la mancanza di cibo lo rendesse incline al pianto».
Ora, ha ragione il giudice oppure ha ragione Morgan secondo il quale la cocaina è un toccasana per la depressione, ed hanno ragione tutti i giovani falsamente impegnati politicamente e i rottami del sessantottismo secondo i quali infilarsi un cannone in bocca è un gesto politico?
Io prediche nelle scuole non ne faccio più, cedo alla saggezza di Morgan e dei prof dalla parte giusta che suggestionano ragazzini destinati ad approdare alla parte giusta, quella della rivoluzione da centro sociale, del mito di Che Guevara, sterminatore dei nemici del popolo. Gli stessi giovani che poi scendono in piazza a cantare e stamburare contro le stesse mafie che li riforniscono di “roba buona”. Di sicuro, queste sono ragioni vere, fondanti e in fondo, io i difensori di Morgan li ho trovati tutti e solo fra i consumatori. Hanno ragione loro, non c'è dubbio.
Però, prima di parlare, per favore, date un'occhiata a questo angelo messo in croce.
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“Ora, ha ragione il giudice.”
L’articolo doveva fermarsi qua. Quello che ne segue è una serie di affermazioni populiste, superficiali e inesatte. Non so quanti anni abbia questo Massimo Del Papa, ne quale sia la sua storia. Certo è davvero meglio che si astenga da prediche nelle scuole.