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Il cazzonismo

Fino a poco tempo fa, anch'io come molti paventavo una svolta autoritaria di Berlusconi: credevo che le risorse economiche illimitate, l'impressionante concentrazione di poteri nelle mani di un uomo solo, il saluto romano ai comizi, il "ghe pensi mi", gli attacchi alla magistratura in prima serata, e chi più ne ha più ne metta, tanto l'elenco risulterà sempre incompleto, fossero macigni in grado di seppellire democrazie consolidate di modello svizzero, figurarsi una caricatura di sistema democratico come quello italiano. Poi quando l'ho visto tenuto sotto scacco dalle sue troie, anche particolarmente sciatte, mi sono definitivamente convinto del fatto che questo poveraccio, odiato e compatito da tutti coloro che, dotati di un intelletto più attivo della media nazionale, o fortunati possessori di una coscienza civile ereditata dai propri genitori, hanno saputo rimbalzare le bordate sparate dai pretoriani a guardia della disinformazione, insomma, quest'uomo dal profilo così basso, non possa fare paura.

Eppure, il regime alla fine si è instaurato, gli ultimi avvenimenti non lasciano spazio ad altre interpretazioni e comunque anche l'immaginazione dell'uomo comune, categoria alla quale appartengo, ha i suoi limiti, perciò per comodità d'ora in poi quando farò riferimento alla forma di governo vigente in Italia, spero non me ne vogliate, parlerò di regime.

Classificare il regime è compito per me più ostico. Si potrebbe parlare di autoritarismo visto che il premier non perde mai l'occasione di autoproclamarsi l'ultimo baluardo in grado di fermare l'avanzata della micidiale armata rossa dell'amico Putin ma è una balla talmente grande che minerebbe il mio ragionamento dalle fondamenta.

Escluderei il regime totalitarista, che è una roba seria: una macchina troppo perfetta per essere guidata da un vecchio commesso viaggiatore che prova ancora a piazzarsi sul mercato col sorriso di plastica stampato in faccia, senza rendersi conto che ormai riesce solo a far ridere quando tenta di far piangere e a far piangere, anzi fare pena, credendo di far ridere. Ammesso e non concesso che ci creda almeno lui.

Siccome il buon Silvio rischia di passare alla storia più per il fedele cerone, i capelli trapiantati e gli alimenti pagati alle mogli che per l'effettiva realizzazione dei miracoli sbandierati a reti unificate non scomoderei neanche la definizione di cesarismo, se non altro per il rispetto dovuto a giganti della storia come Napoleone Bonaporte o lo stesso Giulio Cesare.

Per trovare la classificazione adatta a spiegare la deriva attuale credo non si possa ignorare la predisposizione all'anomalia democratica che caratterizza il nostro paese: il Vaticano a un tiro di schioppo da Palazzo Chigi, le organizzazioni criminali che occupano militarmente un quarto del territorio nazionale, l'attraversamento e le conseguenze della Guerra Fredda, la forte tradizione massonica, l'enorme divario socioeconomico tra il Nord e il Sud, le prime difformità che mi vengono mente. Non mi stupirebbe quindi se, da qui in poi, in questo paese s'instaurasse un regime del terzo tipo, una novità assoluta e singolare che soltanto da noi poteva trovare terreno fertile.

Volendo alleggerire il peso delle responsabilità sul groppone di Silvio Berlusconi si potrebbe parlare di dittatura della maggioranza ma anche questa è materia antica, troppo nobile e soprattutto inadatta a qualificare lo schifo posto davanti ai nostri occhi e che a mio avviso è drammaticamente trasversale.

Ecco, partendo da questo presupposto, la divisione delle colpe, la definizione che trovo più adatta alla situazione attuale è quella di cazzonismo, la dittatura dei cazzoni o anche "dittatura delle teste di cazzo". Non è un mal riuscito tentativo di battuta: non riesco a prendere poco seriamente la moltitudine di stupidi, ignoranti, borseggiatori mancati e criminali senza scrupoli che si è gradualmente insinuata all'interno delle istituzioni, tutt'altro: temo che peggio di una tirannia del singolo, dell'uomo forte, dell'unto dal signore ci possa essere solo una dittatura capitanata da un esercito di agguerriti cazzoni.

Il cazzonismo partirà dall'Italia, farà proseliti e entrerà nelle enciclopedie. E ci rovinerà l'esistenza.




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  4. Bomba o non bomba
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7 Commenti a “Il cazzonismo”

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  • akigol:

    “Escluderei il regime totalitarista, che è una roba seria: una macchina troppo perfetta per essere guidata da un vecchio commesso viaggiatore che prova ancora a piazzarsi sul mercato col sorriso di plastica stampato in faccia, senza rendersi conto che ormai riesce solo a far ridere quando tenta di far piangere e a far piangere, anzi fare pena, credendo di far ridere. Ammesso e non concesso che ci creda almeno lui.”
    Sul resto sono assolutamente d’accordo, su questo passo meno. Guarda da chi è guidato l’Iran, paese sotto una dittatura molto pesante. Da un imbecille quasi analfabeta.
    Il PDL forse, dico forse, perderà voti; non credo a vantaggio della sinistra (quale?), ma a favore della Lega (altra cozzaglia di disgraziati, il cui unico pregio è quello di avere avuto negli ultimi anni una presenza capillare sul territorio e vicino alle fabbriche, quello che la sinistra non si è più degnata di fare).
    L’unica soluzione è quella di impegnarsi, evitando di dire “fanno tutti schifo” e impegnarsi non vuol dire prendere a legnate chi se lo meriterebbe, ma parlare con la gente, con gli amici, con i figli soprattutto per tentare di ricostruire qualcosa di dignitoso. Forse bisognerà turarsi ancora una volta il naso, ma non possiamo permetterci di lasciare ai nostri figli un paese così schifoso.
    Saluti

  • Caro akigol, grazie di essere intervenuto. Il tuo commento merita una risposta:
    - in Iran e in Italia si tengono ancora le elezioni (più o meno libere, ma questo è un altro discorso) perciò il tuo paragone è azzeccato; però, per nessuno dei due sgraziati paesi oggetti del parallelo credo si possa parlare di regime nazista, o stalinista. Insomma, penso sia sbagliato ritenere Berlusconi come l’alfiere del totalitarismo in Italia.
    - Quel “fanno tutti schifo” è il mio motto quando sono di buon umore perché se mi girano le palle penso decisamente di peggio.
    - Per te, la sinistra non c’è, per me invece è complice. E se pure non lo fosse, tiene comunque in ostaggio una parte di questo paese da più di sessant’anni e mi ha proprio rotto i coglioni.
    - Per te, la soluzione c’è, per me invece no.
    Spero abbia ragione tu. A presto.
    Un salutone.

  • lozar:

    come diceva tonino guerra” l’ottimismo vola”,e dietro un bestemmione.

  • felina:

    grazie, lo so che non basta, ma ti invidio per riuscire a sintetizzare così espressivamente una situazione tragicomica, ma molto più tragica che comica. A me viene da piangere a volte e non mi posso dare pace, mi fa tutto impressione, come diceva la mia nonna. Mi fa impressione.
    e sono piuttosto pessimista.
    di nuovo grazie
    felina

  • Troppo buona. La verità è che riesco a sfogarmi solo così.

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