2010 marzo | Monte Cerignone e dintorni

Archivio di marzo 2010

Regime alimentare

Al primo posto c'è il lavoro, seguito a ruota dai temi sociali, dalla sanità e dalla scuola. Mica cazzi. Non manca mai l'occhio di riguardo per le generazioni future, poi viene il perseguimento di non meglio precisati ideali, che fa sempre un certo effetto, e la difesa di valori dai contorni decisamente vaghi, dunque buoni per tutte le stagioni. L'attualità, quella, è sempre in primo piano: la democrazia a rischio, il bavaglio alla stampa, la fine dello stato di diritto e la crisi che avanza inesorabile sono argomenti che in un dibattito degno di questo nome non possono mancare.
Della questione mai risolta dei costi della politica se ne parlerà dopo mangiato.

'Gaudium' a Monte Cerignone

fonte: altarimini.it

Monte Cerignone ha ospitato martedì 23 marzo la settima edizione di “Gaudium – Il turismo incontra la gastronomia”, manifestazione organizzata dalla Confcommercio provinciale. “Gaudium” è diventato un appuntamento ormai tradizionale, che favorisce l’incontro dei produttori di tipicità gastronomiche locali con i ristoratori ed il mondo del turismo, per promuovere l’utilizzazione delle produzioni eno-gastronomiche della nostra provincia.
Coordinati dal sommelier Giuseppe Cristini, numerosi produttori hanno presentato una vasta gamma di specialità: vini, formaggi, salumi, olio, dolciumi, caffé, le cui degustazioni hanno deliziato il palato degli operatori intervenuti.
Interessante e molto partecipato è stato il dibattito su “ Gastronomia e turismo nell’anno 2010”, aperto dal presidente Confcommercio, Giancarlo Pedinotti, cui si sono succeduti gli interventi del sindaco di Monte Cerignone, Davide Giorgini, del segretario della Camera di Commercio, Fabrizio Schiavoni, del presidente della Provincia, Matteo Ricci e del direttore Confcommercio, Amerigo Varotti che ha svolto una apprezzata ed applaudita relazione sulla situazione del settore ristorativo e turistico nella nostra provincia.  
Nel corso della serata sono stati attribuiti il “Premio alla Carriera” a Silvana Marcelli del ristorante “Silvana” di Carpegna ed il premio “Artigiano del Gusto” ad Alberto e Mario Pascucci della “Pascucci Torrefazione” di Monte Cerignone, che ha aperto propri shop in numerosi paesi europei ed asiatici, diffondendo la cultura del caffé espresso all’italiana.
Monte Cerignone ha dato vita ad un “grande Gaudium”, grazie ad una piacevolissima e proficua serata per i professionisti della ristorazione, del turismo e delle produzioni tipiche della provincia.


Su Facebook ho trovato il commento di un candidato al consiglio regionale per Sinistra e Libertà che, riuscendo a rimanere serio, è stato capace di dire: "ieri sera a Monte Cerignone, mentre nella rocca si mangiava a sbaffo, in una piccola taverna qualcuno discuteva di diritti e di futuro. Quel qualcuno è il mio popolo!"

Secondo me, può farcela.

Il titolo non c’è

Il titolo non c'è perché non sono in grado di riassumere in poche parole un orrore simile. La novità dell'ultima ora in realtà è un déjà vu: Paolo Calissano sarà ascoltato dagli inquirenti come persona informata dei fatti. A quanto pare, nella città che mi ha visto nascere, dove c'è un fatto c'é Paolo Calissano.

Adesso, se ve la sentite, potete continuare la lettura.

L'angelo

fonte: Babysnakes – 21 Marzo 2010

Picchiato. Bruciato con le sigarette, preso a morsi. Pizzicato dappertutto. Picchiato. Scrollato a testa in giù e sbattuto contro il muro, a farlo rimbalzare, nel divertimento di chi lo sbatacchiava come un pupazzo di pezza. Picchiato. Insultato. Gettato nell'acqua e irriso con la “cresta” bagnata dei capelli. Picchiato. Sempre più forte e più forte ancora. E alla fine scaraventato, già pieno di piaghe, contro le sbarre del letto e contro il pavimento. Così è stato annientato Alessandro, il bimbo di otto mesi –otto mesi– con la colpa di piangere. Perchè aveva freddo e le piccole ossa rotte e la carne torturata. Perchè aveva fame, non mangiava da ore e giorni. Otto mesi. Mentre il “patrigno” si divertiva a massacrarlo e la "madre" -immediatamente "pentita"- “vagava in strada per ore allo sbando alla ricerca di droga”. Scrive il giudice nell'ordinanza dell'arresto: «A causa del consumo di cocaina e hashish… gli indagati si siano trovati in una condizione di stordimento e di perdita delle capacità di autocontrollo che li rendeva insofferenti al pianto e alle richieste del bambino e interessati solo a ottenere il suo silenzio. E’ da rilevare al riguardo che Alessandro non risulta aver mangiato dal pomeriggio del 15 marzo e perciò è estremamente verosimile che la mancanza di cibo lo rendesse incline al pianto».
Ora, ha ragione il giudice oppure ha ragione Morgan secondo il quale la cocaina è un toccasana per la depressione, ed hanno ragione tutti i giovani falsamente impegnati politicamente e i rottami del sessantottismo secondo i quali infilarsi un cannone in bocca è un gesto politico?
Io prediche nelle scuole non ne faccio più, cedo alla saggezza di Morgan e dei prof dalla parte giusta che suggestionano ragazzini destinati ad approdare alla parte giusta, quella della rivoluzione da centro sociale, del mito di Che Guevara, sterminatore dei nemici del popolo. Gli stessi giovani che poi scendono in piazza a cantare e stamburare contro le stesse mafie che li riforniscono di “roba buona”. Di sicuro, queste sono ragioni vere, fondanti e in fondo, io i difensori di Morgan li ho trovati tutti e solo fra i consumatori. Hanno ragione loro, non c'è dubbio.
Però, prima di parlare, per favore, date un'occhiata a questo angelo messo in croce.
 

Massimo Del Papa

Il cazzonismo

Fino a poco tempo fa, anch'io come molti paventavo una svolta autoritaria di Berlusconi: credevo che le risorse economiche illimitate, l'impressionante concentrazione di poteri nelle mani di un uomo solo, il saluto romano ai comizi, il "ghe pensi mi", gli attacchi alla magistratura in prima serata, e chi più ne ha più ne metta, tanto l'elenco risulterà sempre incompleto, fossero macigni in grado di seppellire democrazie consolidate di modello svizzero, figurarsi una caricatura di sistema democratico come quello italiano. Poi quando l'ho visto tenuto sotto scacco dalle sue troie, anche particolarmente sciatte, mi sono definitivamente convinto del fatto che questo poveraccio, odiato e compatito da tutti coloro che, dotati di un intelletto più attivo della media nazionale, o fortunati possessori di una coscienza civile ereditata dai propri genitori, hanno saputo rimbalzare le bordate sparate dai pretoriani a guardia della disinformazione, insomma, quest'uomo dal profilo così basso, non possa fare paura.

Eppure, il regime alla fine si è instaurato, gli ultimi avvenimenti non lasciano spazio ad altre interpretazioni e comunque anche l'immaginazione dell'uomo comune, categoria alla quale appartengo, ha i suoi limiti, perciò per comodità d'ora in poi quando farò riferimento alla forma di governo vigente in Italia, spero non me ne vogliate, parlerò di regime.

Classificare il regime è compito per me più ostico. Si potrebbe parlare di autoritarismo visto che il premier non perde mai l'occasione di autoproclamarsi l'ultimo baluardo in grado di fermare l'avanzata della micidiale armata rossa dell'amico Putin ma è una balla talmente grande che minerebbe il mio ragionamento dalle fondamenta.

Escluderei il regime totalitarista, che è una roba seria: una macchina troppo perfetta per essere guidata da un vecchio commesso viaggiatore che prova ancora a piazzarsi sul mercato col sorriso di plastica stampato in faccia, senza rendersi conto che ormai riesce solo a far ridere quando tenta di far piangere e a far piangere, anzi fare pena, credendo di far ridere. Ammesso e non concesso che ci creda almeno lui.

Siccome il buon Silvio rischia di passare alla storia più per il fedele cerone, i capelli trapiantati e gli alimenti pagati alle mogli che per l'effettiva realizzazione dei miracoli sbandierati a reti unificate non scomoderei neanche la definizione di cesarismo, se non altro per il rispetto dovuto a giganti della storia come Napoleone Bonaporte o lo stesso Giulio Cesare.

Per trovare la classificazione adatta a spiegare la deriva attuale credo non si possa ignorare la predisposizione all'anomalia democratica che caratterizza il nostro paese: il Vaticano a un tiro di schioppo da Palazzo Chigi, le organizzazioni criminali che occupano militarmente un quarto del territorio nazionale, l'attraversamento e le conseguenze della Guerra Fredda, la forte tradizione massonica, l'enorme divario socioeconomico tra il Nord e il Sud, le prime difformità che mi vengono mente. Non mi stupirebbe quindi se, da qui in poi, in questo paese s'instaurasse un regime del terzo tipo, una novità assoluta e singolare che soltanto da noi poteva trovare terreno fertile.

Volendo alleggerire il peso delle responsabilità sul groppone di Silvio Berlusconi si potrebbe parlare di dittatura della maggioranza ma anche questa è materia antica, troppo nobile e soprattutto inadatta a qualificare lo schifo posto davanti ai nostri occhi e che a mio avviso è drammaticamente trasversale.

Ecco, partendo da questo presupposto, la divisione delle colpe, la definizione che trovo più adatta alla situazione attuale è quella di cazzonismo, la dittatura dei cazzoni o anche "dittatura delle teste di cazzo". Non è un mal riuscito tentativo di battuta: non riesco a prendere poco seriamente la moltitudine di stupidi, ignoranti, borseggiatori mancati e criminali senza scrupoli che si è gradualmente insinuata all'interno delle istituzioni, tutt'altro: temo che peggio di una tirannia del singolo, dell'uomo forte, dell'unto dal signore ci possa essere solo una dittatura capitanata da un esercito di agguerriti cazzoni.

Il cazzonismo partirà dall'Italia, farà proseliti e entrerà nelle enciclopedie. E ci rovinerà l'esistenza.

Nel covo di Montecitorio

Spara ad un ragazzo di ventiquattro anni e finiscilo con un colpo alla testa; devasta, saccheggia e tieni in caldo il Kalashnikov; lancia qualche bomba a mano ed incazzati se non ci scappa il morto; uccidi il tuo nemico e pazienza se sbagli persona, tanto avrai modo di rifarti; ammazza un poliziotto, meglio se giovane, magari diciannovenne, e fottigli il mitra; giustizia i tuoi sodali; beffa i carabinieri senza dimenticare di farli fuori; spappola il cervello di chi ti dà la caccia, specialmente se quel giorno ha l'auto blindata dal meccanico; non avere pietà di un ragazzo innocente.

Se ancora non ti basta, fai saltare in aria la sala d'aspetto di una stazione ferroviara in piena estate. Sono ottanta punti: la figlia piccola vale uno come la mamma.

Poi fatti della galera; sposati la compagna di mille stragi; sottovoce, recitate le preghiere prima di andare a dormire. Pentitevi. Tenete qualche conferenza; bussate alla porta di "Nessuno tocchi Caino" e aspettate fiduciosi il radicale merdoso che vi verrà ad aprire: presto andrete ad amministrare ciò che resta di questo stramaledetto Paese, il giusto premio a chi lo ha servito con cotanto zelo.

 

Maledetti

fonte: Babysnakes – 3 Marzo 2010

Emma Bonino ha annunciato di avere coinvolto la coppia di criminali fascisti Valerio Fioravanti – Francesca Mambro nella sua campagna elettorale. Il che prelude sicuramente ad un prossimo imbarco in politica. Del resto, Fioravanti l'aveva detto quando, lo scorso 2 agosto, anniversario della strage di Bologna per la quale è stato inutilmente condannato all'ergastolo con la moglie, ricevette la libertà piena e definitiva: “Sono fuori grazie alla Costituzione antifascista”. Pareva un atroce sarcasmo, proprio da fascista infame, invece era un proclama. Poi aggiunse Giusva: “Non penso a una carriera politica”. E lì si capiva che quella era l'autocandidatura ufficiale, che i tempi erano maturi. Era un segnale, neanche troppo in codice: siamo qui, siamo pronti, al miglior offerente, fatevi sotto. Scrissi per l'occasione: chissà, magari se li imbarcano proprio i Radicali. O il PD, perchè no? Venni accusato di sciacallaggio, di facile disfattismo: ecco, ci siamo. Ottimi compagni di viaggio anche per Di Pietro. Ma io non ci sto, non voglio vedere queste due vergogne senza vergogna, questi abominii viventi, questi due serial killer ancora in libertà che, non paghi di essere liberi, nutrono pretese di carriera, non li voglio vedere in politica, tra gli eletti, tra quelli che comandano e che decidono, non li voglio vedere riveriti da chi dipenderà dal loro potere, non voglio vederli fare i soldi, premiati per tutto il sangue che hanno sparso, per la ferocia insana, per la delinquenza senza fondo, per il loro lurido fascismo, per i rapporti osceni con la mafia, con la Magliana, con la P2. NON CE LI VOGLIO VEDERE, CRISTO!!! Mi fa schifo Emma Bonino, mi fa schifo la setta dei Radicali, mi fa schifo questa politica che ormai è una cloaca, mi fa schifo questa nostra gente che accetta ogni liquame, mi fanno schifo tutti quelli che inevitabilmente diranno che è giusto, che hanno pagato, che è una conquista della società e della democrazia, mi fa schifo questo Paese, mi faccio schifo io stesso per esserci nato, per continuare a viverci. Mi faccio schifo adesso, mentre piango di rabbia come se un'altra strage fosse scoppiata. Perchè questa è una strage, di valori, di ideali, di dignità, di esempio per i giovani, di speranze, di giustizia, di onestà, di trasparenza, di memoria, di umanità. Perchè io vedo quello che c'è sotto, e quello che ancora ne verrà. Perchè capisco che non sono fatti a se stanti, ma che lasciano intuire una vertigine di vergogna, un senso di catastrofe abissale, un vortice di squallore che ci chiama, ci risucchia. Perchè sento sulla mia pelle tutto il sangue versato da quei due. Sangue versato invano. Niente ha più senso, denunciare, incazzarsi, indignarsi, ribellarsi. Niente di niente. Niente.

Massimo Del Papa

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