Vladimir Luxuria, in arte "Guadagno"
Vorrei concludere questo breve pezzo con un sentito appello: Pivetti, Mussolini, Carfagna, Montesano, Barbareschi, Ombretta Colli, Gerry Scotti e tutti gli altri, vi prego di seguire l'esempio di Vladimir Luxuria. Siete famosi, andatevene sull'isolotto.
Una bomba al plutonio farà il resto.
Di seguito, a proposito della partecipazione di Luxuria all'Isola dei Famosi, le considerazioni di Massimo Del Papa, straordinariamente espresse in un articolo dal titolo:
Il furbo e gli idioti
24 Luglio 2008 – fonte: Babysnakes
Tenetevi forte: Luxuria va all'Isola dei Famosi, come un qualsiasi guitto in disarmo. Per soldi, naturalmente, mica per amore: un miliardo di vecchie lire, o giù di lì. Verrà anche lui considerato, come tutti gli altri, un disperato profeta d'imbecillità, una delle tante figurine che peggiorano una televisione già al di sotto di ogni sospetto, uno che, al capolinea di una parabola non irresistibile, tenta come può di risalire la corrente? Oppure, essendo il signor Vladimiro Guadagno un transgender e per giunta comunista, per lui varrà la franchigia dell'intelligenza, dell'ironia, della coerenza? Luxuria segue passo passo le orme di un altro travestito, Irene Pivetti, che da parlamentare, di più, presidente della Camera, era mascherata da bigotta vandeana leghista salvo denudare completamente l'anima, vendendola a Lele Mora quando il bel gioco politico è finito. Che diranno adesso i profeti di Luxuria, uno transitato dalla strada – sono parole sue, da Vespa e altrove – al Parlamento al Reality? Vladimiro ha trovato modo di difendere la vendita di se stessi mentre pretendeva d'incarnare il moralismo femminista; da onorevole ha lasciato modeste e ridicole tracce, confermando la sensazione che anche quello era un mestiere come un altro, finchè durava; adesso, fresco di lifting come una velona, sbarca in uno dei programmi votati al consumismo becero, oseremmo dire: berlusconiano, con la leggerezza di chi non ha niente da dire: “Tanto anche Montecitorio è un reality”. Dichiarazione poco trasgressiva, ma molto qualunquista. E ipocrita: che ne è, allora, dell'impegno fino a ieri sbandierato? La verità, che si conferma inesorabile, è che per certa gente a caccia di una carriera, cui si vuole consegnare una medaglia d'intelligenza al valor di militanza ideologica o sessuale, la missione politica è una presa per i fondelli di chi la vota (e niente di meglio si meritava); la sostanza è assai più terra terra: privo di conferma parlamentare, un né carne né pesce come Luxuria ha il problema di sopravvivere nel sottobosco dello spettacolo: fa niente se la soluzione scelta (e, fino a ieri, ripetutamente smentita) capovolge ogni valore in cui si sosteneva di credere. Luxuria è un transgender, ma della coerenza e della morale: politica e personale. Ma, come lui stesso ha scolpito, a futura memoria, “non siamo tutti transgender dentro?”
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A mio avviso non solo ha sbagliato ad andare all’ isola ma di intelligente non ha fatto proprio nulla anzi si èancora una volta prostituita alla volontà di pettegolezzo di quell’ essere inutile che è Simona Ventura.
Uno spettacolo che ha toccato le più alte vette del trash, senza considerare il fatto che Luxuria ha dato all’ Italia un’ immagine del mondo gay pessimo, dipingendo gli omosessuali come delle vecchie pettegole acide ed invidiose, si invidiose, perchè in fodo in fondo ha ragione Belen (che non stimo) a dire che la Luxuria le invidia il fatto di non essere femmina appieno.
Peccato perchè nonostante gli anni di marciapiede, gli anni delle droghe e persino quelli da deputato, avevo stima e considerazione per lei.
Ora li ho persi.
Grazie della visita. Chi sei?
Un gay peggiore non si poteva trovare, non penso li rappresenti.
Vai Luxuria, facci sognare. Vai. Vai.
Vai affanculo. Vai.
fiore selvaggio, ti puoi mettere in contatto con me alla mail? grazie.