Sono comunista
Ogni tanto qualcuno mi prende da parte e mi dice: ”Ma lo sai che ti accusano di essere comunista?” Io mi metto a ridere e chiedo sempre: ”E l’accusa quale sarebbe?“
Comunque, è vero: sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx.
La domanda mi è stata posta anche dalla mia mamma, sul letto di morte, all’età di quasi cento anni. Mi disse: ”Andrea, è vero che sei comunista?”.
Per lei, che era una cattolica all’antica, deve essere stata una domanda difficile da fare.
Le risposi: ”Si, mamma“.
Dopo qualche istante di silenzio, lei replicò: ”Non è vero. Tu sei figlio di don Bosco“.
“Si, mamma“.
Don Andrea Gallo
Angelicamente Anarchico
Mondadori
Prefazione di Vasco Rossi
Leggi anche:


Ma porca puttana, farò la solita figura di moralista di merda ma, con tutte le case editrici filo anarchiche che ci sono in giro, proprio con mondadori deve uscire ‘sto libro?
Effettivamente non hai tutti i torti, ma…forse è meglio così.
L’ho letto in un fiato, e l’ho trovato stupefacente, si, è proprio la parola giusta.
Come dice Giorgio Bocca: “se fossi comunista sarei semplicemente fiero di esserlo, soprattutto se fossi un membro del partito comunista italiano che per oltre un quarantennio si è battuto per i diritti dei lavoratori e per i più basilari diritti civili”.
Devo dire che io comunista lo sono stato e non rinnego di esserlo stato ma che alla luce dei fatti accaduti in Unione Sovietica ai tempi di Stalin e anche dopo, in Cina tuttora, in Korea ed in tanti altri paesi del mondo, c’è stato successivamente un periodo in cui ho pensato che essere comunisti era cosa sbagliata ed anacronistica.
Mi rendo conto inoltre che un sistema basato sul comunismo è certamente destinato a fallire. Persino gli ultimi baluardi stanno pian piano cadendo e si stanno lentamente convertendo al capitalismo.
So benissimo infine che la natura umana si è selezionata e programmata per sopravvivere, l’uomo è quindi per natura egoista e di conseguenza il comunismo non rimane che un’utopia.
Nonostante ciò, se l’uomo fosse fatto di pura ragione e se un giorno un’ulteriore selezione dovuta a mutate variabili d’ambiente gli permettesse di lasciare alle spalle il suo istinto animale che lo conduce a quella già citata inesorabile lotta per la sopravvivenza, insomma se questa battaglia fosse un giorno vinta, allora nessuno potrebbe ancora affermare che il comunismo è cosa cattiva.
Certo, il concetto di uguaglianza è forse un concetto affrontato in maniera poco approfondita ma persino la bibbia infondo lo affronta nello stesso modo e nessuno si è mai azzardato a dire che la bibbia tratta questo argomento in maniera sbagliata.
Oggigiorno sappiamo bene che seppure molto simili alle formiche nelle nostre funzioni vitali di base, dalle stesse siamo anche molto diversi e di conseguenza abbiamo esigenze che variano da individuo ad individuo.
Il concetto di uguaglianza deve quindi essere profondamente rivisto e di conseguenza lo stesso concetto di comunismo risulta obsoleto.
Nessuno però deve permettersi di additarmi perché sono stato comunista: le mie intenzioni erano e restano buone. Le mie intenzioni non sono mai state cattive!!!
Ben detto, si è svegliato Bingo.
Come “ben detto”, per favore non spaventatemi.
Cosa significa “sono stato comunista” e “non rinnego il fatto di esserlo stato”? Forse che un buon Cristiano ripensando a tutti gli innocenti finiti sul rogo per colpa di un Papa assassino possa cambiare opinione sull’esistenza di Dio? Non credo, il Comunismo non è sbagliato ne anacronistico,tantomeno utopistico, è come dici tu è uguaglianza, ed il concetto di uguaglianza non va rivisto perchè racchiude in se la verità, che non è quella di Stalin e neppure quella Cinese. Ma forse ho frainteso io, hai solo sbagliato”tempo”volevi usare il presente invece hai usato il il passato prossimo. Ti prego non spaventarmi più.
P:S: La frase di G. Bocca così come la leggo mi sa tanto di presa per il culo.
NO volevo proprio usare il passato.
Se non sono più comunista ci sono ragioni che mi sembra di aver esposto e che non hanno nulla a che fare con Stalin, anche se comunque il comunismo è anche Stalin e dire che non è vero è antistorico oltre che da testoni.
Spesso ho sentito dire e detto io stesso che non bisogna confondere il comunismo con l’Unione Sovietica o la Cina o Cuba. Approfondendo la questione mi rendo conto invece che non è così.
Il comunismo è proprio questo, anche se la teoria aveva tutt’altre intenzioni.
Ritengo seriamente e non senza averci riflettuto su almeno qualche notte che il concetto di uguaglianza inoltre debba essere profondamente rivisto.
A lungo ho sostenuto che non si può fare ditutt’un’erb’unfascio e che se le cose in Russia sono andate male non significa che l’ideologia sia sbagliata.
Tuttavia, col tempo, con l’esperienza e con maggior obiettività mi sono reso conto che anche l’ideologia è da rivedere.
Purtroppo non esistono verità assolute,
come dici e non mi sembra il caso di spaventarsi per così poco.
Bisogna prendere atto che non siamo uguali, è un dato di fatto. Questo non significa che la società potrebbe essere un tantino più equa e tutti quanti potremmo vivere meglio.
Servono tuttavia nuovi schemi, bisogna migliorare il sistema e cercare di trovarne uno valido e funzionante.
P.S.: presa per il culo non direi proprio. Si trattava di un’intervista con Serena Dandini andata in onda su Rai Tre un paio di domeniche fa. Forse le parole testuali non erano le stesse ma quello che Bocca ha detto suonava proprio così e lo diceva seriamente, con l’amaro in bocca per come stanno andando le cose in Italia. Non era affatto una presa per il culo.
Bocca era serio e amareggiato, l’ho visto anch’io. Ora vado a fare la cacca ma dopo spero di trovare un attimo perché questa disputa me gusta.
” se fossi comunista sarei fiero di esserlo” ma ci pensi? che cacchio vuol dire…”I comunisti si sono sempre battuti per i diritti dei lavoratori”, cioè coloro che mandano avanti il mondo, ma ahimè non sono comunista.
Se fossi Dio ti farei un culo così…
Caro Fiore, dove sei andato a farla, nella Conca?
Io sono anarchico e vado a cagare nella Conca…
No scherzo, arrivo
Bingel, non ho capito dove e quando hai visto il comunismo (alla Stalin) in Italia. D’alema nel 1999 si è alleato proprio con l’organizzazione nata per contrastare l’avanzata del comunismo in Europa (leggi NATO). Forse vedi in Frassino il latente dittatore che appena al potere manderà nei gulash i dissidenti? o forse semplicemente sei rimasto influenzato dai discorsi del Primo Teleimbonitore detto anche Cavalier Bellachioma?
Quel che è certo è che essere comunista in italia ed essere comunista in cina, russia, ecc. nn è la stessa cosa, però sempre di comunismo si tratta e non possiamo negare che il comunismo al potere ha portato a regimi totalitaristi ai quali penso tutti noi siamo contrari.
Io sono più vicino alla posizione di bingel per il solo fatto che è da ipocriti credere ancora nel comunismo, purtroppo ha fallito nelle sue intenzioni, è un’ideologia stupenda ma inapplicabile alla razza umana,
L’uguaglianza non esiste, non è mai esistita nemmeno nei paesi comunisti dove il era del popolo ma poi c’era sempre chi saliva un gradino più in alto.
Resta il fatto che nemmeno il capitalismo ha portato il benessere per tutti nel mondo, anzi ha contribuito ad accentuare le disparità.
Noi facciamo parte di quel 30% di popolazione che vive bene alle spalle del restante 60% che muore di fame.
Forse è arrivato il momento di rinunciare a qualcosa per aiutare le popolazioni in difficoltà.
Il cavalier Berlusca anche oggi in un’intervista dice che lui non crede nel dimezzamento dei super redditi per aiutare le persone in difficoltà, è un ragionamento da comunismo, lui dice che vanno aumentati i redditi delle persone in difficoltà.
Anche questa teoria è giusta, portare tutti a livelli di vita da ricconi, però rimane teoria inapplicabile alla razza umana.
Ares ha ragione, rimasi perplesso anch’io: detta da Bocca, anticomunista dichiarato, quella frase suona come una presa per il culo ma visto che era rivolta alla dirigenza ds gliela perdono con riserva.
Non so se state parlando di etichette o di ideali ma cerco di esporre il mio pensiero affrontando ambedue i temi. A me le etichette generalmente non piacciono e l’unica che non mi disturba è quella dell’antifascista perché credo che il fascismo vada combattuto sempre, in ogni luogo, con ogni mezzo, qualunque sia la poltrona occupata abusivamente, sotto qualunque forma si presenti o nome con cui lo si definisca o si autodetermini. Sono fascisti tutti coloro che raccontano di patria, che sono affascinati dalla potenza e inclini alla prepotenza, che odiano di natura, che prevaricano d’abitudine, che professano il culto della personalità, che teorizzano razzismo e altre stupide cazzate suggerite dalla loro avvilente irrazionalità. Queste sono le uniche certezze che ho e se l’argomento è il fascismo allora divento pure manicheo e con me non si discute più.
Detto questo e non avendo ancora letto Marx, mi riesce difficile parlare di comunismo con cognizione di causa sapendo di avere una lacuna simile ma proverò lo stesso a mettere in fila le mie quattro idee strampalate.
Dal mio punto di vista, il pensiero unico è sempre negativo, qualunque esso sia: omologa le vite, limita la libertà individuale, annulla il genio, la stravaganza, combatte il diverso come l’eretico, uccide la fantasia.
L’informazione sotto tiro e la propaganda di regime non sono pratiche tollerabili e le veline di partito mi fanno schifo, di qualunque partito siano.
Per me è l’individuo che conta, e deve essere libero; libero anche di opporsi senza essere fucilato a meno che non appartenga alla razza bastarda descritta in precedenza (“…l’unico fascista buono è il fascista morto.” -99 Posse, Rigurgito antifascista- pensare che, da pivello, ritenevo fossero bravi ma troppo estremisti – che stronzata!)
Bingel non dice di combattere il comunismo, ma di rivederlo poiché, così strutturato, è destinato al fallimento sistematico. Questa è una certezza che non ho ma credo se ne possa discutere.
Credo che il comunismo sia anacronistico e prematuro ma non meno obsoleto della società fondata sul capitale, molto abile a specchiare e riflettere i difetti tipici dell’uomo, esaltandoli ed erigendoli a sistema, senza preoccuparsi di redistribuire uniformemente i titanici profitti che è in grado di produrre. Il comunismo, in teoria più ragionato e meno subdolo, porta con sé il gene della sconfitta ed è capace di dosare le sue ricchezze senza sapere, purtroppo, la ricetta per ottenerle.
Poi mi si può dire che i regimi dell’est, descritti come spietati, sono infine crollati senza sparare un colpo; mi si può dire che Cuba non conosce l’ignoranza; mi si può dire che la massima potenza imperialista del pianeta è capace di terrorizzarsi davanti ad un pugno di contadini solo perché fra questi è spontaneamente germogliato il seme del comunismo; mi si può dire che l’essenza stessa del comunismo è un sogno da cantare, condividere e perseguire senza attendere la mutazione della natura umana, semmai accelerandola. Io stesso, cosiddetto cittadino italiano, mi ritengo comunista per opportunità più che per mera convinzione: l’opportunità di schierarmi dalla parte dei più deboli; l’opportunità di avere ragione quando è la verità stessa a sancirlo e non i soldi o i titoli nobiliari, come dice Aldo Nove; l’opportunità di limitare l’oscurantismo dilagante e di dotarmi degl’anticorpi necessari al rigetto delle teocrazie; l’opportunità di affrancare un intero paese a sovranità limitata.
Ancora da Aldo Nove: “Essere di sinistra nel 2005 vuol dire sapere che televisione vuol dire visione da lontano mentre tutto quello che ci sta vicino ci sta scappando di mano e per questo va stretto nel pugno chiuso con orgoglio qualunque nome al posto della parola comunista chi stringe il pugno voglia adoperare.”
Ecco, il mio pugno è ben chiuso, ma non chiamatemi comunista perché mi ritengo anarchico, sono anarchico e qualsiasi forma di governo non fa per me. Il problema è che un nuovo ordine sociale basato sulla libertà senza governi o regolamenti promulgati dall’uomo è lontano quanto l’abolizione della proprietà privata.
Molto più probabile, allo stato attuale delle cose, l’estinzione del genere umano.
Ecco, se proprio dovete, chiamatemi essere umano.
PS: Rain Cyber Man, sei tendenzioso: Bingel non scrive da nessuna parte di aver intuito il pericolo di uno stalinismo all’italiana appoggiato dai comunisti di casa nostra (semmai, aggiungo io, è una forma di regime più vicina alla filosofia del ducetto di Arcore); il Bingel che conosco non sa chi sia il cavalier bellachioma.
Inoltre, potendo scegliere (o ordinare?), preferirei essere deportato in un piatto di tagliatelle in bianco con spignoli, o in una boccia di Lagermeister ma i gusti son gusti e, se posso permettermi, ricorda: la cipolla non va tritata finemente ;-)
Però, caro cyberman, condivido il tuo atteggiamento sospettoso: nel dubbio, spacchiamoli le ossa!
Effettivamente ho riposto nella risposta a bingel la rabbia che covo dopo anni che ascolto i rappresentanti del governo di destra al potere.
Costoro predicano di continuo che il comunismo è “terrore, morte, fame e miseria ecc…”. Fin qua nulla di male.
Il problema è che continuano a chiamare i rappresentanti della Sinistra italiana “nipotini di Stalin”, come se l’Ulivo al governo dovesse ricostruire in Italia “l’impero del male”.
D’Alema, Prodi, Fassino, Bertinotti non hanno mai detto che vogliono Instaurare in Italia il Marxismo-leninismo e quindi è lampante che il ducetto e le sue “veline” (grazie per il termine) hanno paura di tutti i governi che in qualche modo possano legiferare per bloccare i loro loschi affari. Giocate tutte le carte della menzogna, costoro continuano ad attaccarsi a quello che oramai è preistoria, i legami del vecchio Partito Comunista Italiano con l’URSS.
Mi fa rabbia sopratutto che non siano servite a niente le lacrime di Achille Occhetto quando nel 1991, per dare un taglio al passato varò “la Cosa” e poi successivamente sparì il termine comunista dalla denominazione del partito. E’ stato un passaggio sofferto ma necessario per non lasciare dubbi sul nuovo corso.
Quindi uno mi può portare cento motivi tutti validi per dire “non voto a sinistra” ma non quello “guarda cosa è successo nei paesi dove c’era il comunismo”.
Spero di aver chiarito perchè mi sono sfogato con bingel che ha fatto un discorso inoppugnabile sui principi del Marxismo-leninismo e nemmeno ha nominato l’Italia.
Quella di Berlusconi è propaganda elettorale, mi dispiace che ancora ci sono italiani che lo ascoltano quando lancia i suoi strali contro i Comunisti.
Io c’ero allo storico congresso di Rimini che sancì la fine del P.C.I. e l’inizio del P.D.S., fu emozionante
http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/08/23/news/don_gallo-6444638/